Bambino di 8 anni a forte disagio per il suo peso... che fare?
La situazione è particolare: il mio cuginetto di appena 8 anni è in una condizione di severo sovrappeso che sfiora un'obesità di primo grado. Tralasciando le mie preoccupazione legate alla salute fisica, vi parlo di quelle psicologiche.
Qualche giorno fa è capitato che dopo aver litigato con un altro suo cuginetto (una normale litigata tra bambini) e essersi isolato per l'arrabbiatura, al mio tentativo di "contatto" si sia messo a piangere sfogando con difficoltà la sua sensazione di malessere dovuta al sentirsi sempre "preso in giro" per il suo essere buffo e "insultato" per il suo peso. Mi ha sorpreso questo suo profondo disagio, soprattutto quando mi ha rivelato che ad alimentare il suo "dolore" sono non solo persone estranee alla famiglia, che magari scherzosamente lo apostrofano come "ciccione", ma anche suo padre e suo fratello.
Mi dice "E' per questo che poi gli tiro i pugni e i pizzicotti, così la smettono".
Ora, io non so come aiutarlo. Ho cercato di confortarlo lì per lì ma non ho gli strumenti per sollevarlo più di tanto poi.
Ovviamente la prima cosa che uno potrebbe pensare è dirlo a sua madre, ma la situazione è complessa, invischiata di dinamiche famigliari "malate" dove ognuno ha cercato sfogo in qualche dipendenza (fumo, alcol, lavoro), dove non si è accolti nella propria emotività e dove non posso inserirmi dal momento che non è mio dovere o diritto e perchè rischierei soltanto di ottenere una chiusura tanto brusca da far allontanare il mio cuginetto da me.
E' capitato in passato che mia madre provasse a parlare di alcuni e altri problemi con mia zia, ottenendo sempre e comunque una rigidità dall'altra parte.
E' una situazione frustrante perchè capisco che il rapporto "malato" con il cibo che ha il mio cuginetto, lungi dall'essere soltanto "goloso", è in qualche modo sintomo di qualcosa d'altro che più passa il tempo, crescendo e presto entrando nella preadolescenza, più temo possa peggiorare in un disagio ancora più profondo.. del quale allora magari non avrà più il coraggio di parlarmi.
Che fare dunque?