Lisa  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il

Bolzano

Bambino di 8 anni a forte disagio per il suo peso... che fare?

La situazione è particolare: il mio cuginetto di appena 8 anni è in una condizione di severo sovrappeso che sfiora un'obesità di primo grado. Tralasciando le mie preoccupazione legate alla salute fisica, vi parlo di quelle psicologiche.
Qualche giorno fa è capitato che dopo aver litigato con un altro suo cuginetto (una normale litigata tra bambini) e essersi isolato per l'arrabbiatura, al mio tentativo di "contatto" si sia messo a piangere sfogando con difficoltà la sua sensazione di malessere dovuta al sentirsi sempre "preso in giro" per il suo essere buffo e "insultato" per il suo peso. Mi ha sorpreso questo suo profondo disagio, soprattutto quando mi ha rivelato che ad alimentare il suo "dolore" sono non solo persone estranee alla famiglia, che magari scherzosamente lo apostrofano come "ciccione", ma anche suo padre e suo fratello.
Mi dice "E' per questo che poi gli tiro i pugni e i pizzicotti, così la smettono".
Ora, io non so come aiutarlo. Ho cercato di confortarlo lì per lì ma non ho gli strumenti per sollevarlo più di tanto poi.
Ovviamente la prima cosa che uno potrebbe pensare è dirlo a sua madre, ma la situazione è complessa, invischiata di dinamiche famigliari "malate" dove ognuno ha cercato sfogo in qualche dipendenza (fumo, alcol, lavoro), dove non si è accolti nella propria emotività e dove non posso inserirmi dal momento che non è mio dovere o diritto e perchè rischierei soltanto di ottenere una chiusura tanto brusca da far allontanare il mio cuginetto da me.
E' capitato in passato che mia madre provasse a parlare di alcuni e altri problemi con mia zia, ottenendo sempre e comunque una rigidità dall'altra parte.
E' una situazione frustrante perchè capisco che il rapporto "malato" con il cibo che ha il mio cuginetto, lungi dall'essere soltanto "goloso", è in qualche modo sintomo di qualcosa d'altro che più passa il tempo, crescendo e presto entrando nella preadolescenza, più temo possa peggiorare in un disagio ancora più profondo.. del quale allora magari non avrà più il coraggio di parlarmi.
Che fare dunque?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Eleonora Alecci Inserita il 06/06/2020 - 11:24

Gentile Lisa,
lei ci contatta in quanto preoccupata per il suo cuginetto, che è in sovrappeso e che sembra stia soffrendo. Lei descrive la sua famiglia come “invischiata” in molteplici dinamiche di “dipendenza (fumo, alcol, lavoro)”. In effetti anche i disordini dell’alimentazione possono essere considerati un tipo di dipendenza. Inoltre la dipendenza intrinseca entro il rapporto madre-figlio, che lei avverte in questo caso come problematico, si è rivelata spesso una utile chiave di lettura per comprendere simili situazioni entro il modello psicoanalitico.
Le dipendenze si situano sempre rapporti. In questa ottica non appartengono esclusivamente al suo cuginetto, o a sua zia, come singoli individui: al contrario, organizzano in modo complesso i rapporti collusivi tra voi. Le dico questo perché credo che possa esserle utile per comprendere l’uso che lei stessa fa della parola “malato” (dinamiche famigliari "malate”). Lei parla di una “situazione complessa”, “invischiata”, “dove non si è accolti nella propria emotività”. Capisco che la sua preoccupazione è sostenuta da un giudizio negativo verso il funzionamento di questo nucleo familiare. Forse i vostri parenti avvertono in qualche modo questo giudizio, che magari attraversa la preoccupazione che lei e sua madre avete espresso? In questo caso la loro difficoltà ad aprirsi al dialogo acquisirebbe più senso. Io le propongo questa ipotesi con tutti i limiti posti dalla scarsezza delle informazioni in mio possesso; prenderla in considerazione e verificarla sta a lei. Aggiungo che, nonostante il suo disagio nel rapporto con questa famiglia e paura di una “chiusura” del suo cuginetto, ho compreso l’affetto che lei prova. Penso che questa possa essere una grande risorsa per lui: a volte comunicarlo è molto utile, aiuta a tenere “aperte” le porte della relazione.
Un caro saluto.