Lidia  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 05/04/2020

Chieti

Come aiutare un familiare che non vuole essere aiutato?

Salve,
Vi scrivo per parlarvi di una questione familiare. Mio fratello, 26 anni, (più piccolo di me), frequenta l'università ed è da più di 1 anno che si è chiuso in sè stesso e in particolare esplode spesso in attacchi di rabbia (se qualcosa non viene fatta come vuole lui) molto forti (tanto che molti oggetti di casa sono andati distrutti). Inoltre non vuole assolutamente parlare e nemmeno durante i pranzi vuole che si parli o discuti. Purtroppo non vuole nessun amico e non accettando nemmeno noi della famiglia non sappiamo come aiutarlo. Già quando era piccolo (5 anni) si arrabbiava facilmente, però essendo piccolo i miei genitori riuscivano a calmarlo, ora però la situazione è molto difficile. Fino al periodo del liceo però è stato abbastanza tranquillo e con noi parlava volentieri. Ora, non sappiamo come aiutarlo e riportare la pace in famiglia, considerato che molto probabilmente non accetterà che gli si imponga una qualche cura. In casi come questo come ci si deve comportare e a chi rivolgersi? Grazie.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 05/04/2020 - 16:40

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Lidia,
comprendo e condivido la sua preoccupazione circa i comportamenti esplosivi di suo fratello ("molti oggetti di casa sono andati rotti") a cui potete approcciarvi seguendo questa strategia: proporre a suo fratello una consulenza familiare indirizzata quindi a tutta la famiglia. In questo modo lui percepirà che non vi ponete come giudici che impongono "una qualche cura", ma come suoi alleati nel ristabilire "la pace in famiglia".
Nel caso in cui lui rifiuti di partecipare alla consulenza familiare, le può essere utile richiedere una consulenza psicologica individuale per lei stessa finalizzata a fare maggiore chiarezza sulla sua situazione individuale e familiare, e di conseguenza a sapere in che modo approcciarsi a suo fratello. Esplorando, ad esempio, queste aree: come sta lei più in generale? Che sensazione le suscitano i comportamenti di suo fratello? Che posto occupa nella sua vita "la pace in famiglia"? Come definirebbe la sua famiglia? E' soddisfatta della sua vita?
In ogni caso, le auguro di risolvere la sua situazione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Giada Santi Inserita il 08/04/2020 - 12:43

Pistoia
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Salve, dalle sue parole mi sembra di capire che suo fratello, ad oggi, non manifesti un'apertura nei confronti di nessuna forma di aiuto (familiare o esterna), si è chiuso in se stesso"rabbiosamente". Probabilmente, come lei stessa ha scritto, già nella prima infanzia si sono evidenziate difficoltà nella gestione delle emozioni che i suoi genitori però riuscivano a contenere. In adolescenza- e con l'inizio della crescita- la situazione è peggiorata in un'escalation fino ad arrivare ad oggi. Io la invito a non forzare suo fratello verso qualche forma di cura al momento ma di rivolgersi lei o ancora meglio, lei con i suoi genitori ad uno psicoterapeuta se possibile ad orientamento sistemico relazionale e capire come voi potete aiutarlo ( trovando magari un'alternativa a come state facendo ora) dicendo a suo fratello che avete deciso di chiedere un mano ad un professionista perchè siete molto preoccupati per lui. E' possibile che lui all'inizio non si interessi di questa vostra scelta ma successivamente vedendovi costanti e convinti della vostra decisione, si unisca al percorso. In bocca al lupo. Saluti, dott.ssa Giada Santi








































































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