Allison  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 19/02/2019

Varese

Sarei una figlia orribile se non intervengo più e scelgo di andarmene ?

Buona sera , ho 22 anni e ho un fratello di 24 che sta per diventare padre.
I miei genitori sono sposati da 25 lunghissimi anni, mia madre mi racconta sempre di essersi sposata non per amore ma perché non riusciva più a vivere in casa con suo padre dittatore.
Fin da subito mio padre ha dimostrato la sua vera natura . Basti sapere che alla mia nascita e a quella di mio fratello mio padre era ubriaco .
Mio fratello è andato a vivere dalla fidanzata quando aveva appena 19 anni ( lei è molto più grande di lui) da quel momento sono rimasta SOLA. Dico sola perché sono rimasta solo io a fare da “arbitro” nelle loro discussioni (cosa che faccio da quando avevo 9/10 anni, nei loro litigi qualche volta anche violenti (intendo lanci di tutto ciò che trovano )
Sono arrivata ad un punto in cui non riesco più a fare finta di nulla .
Amo mia madre e mio padre ma con il tempo ho capito che non me la sono scelta io questa vita e non merito di dover continuare a subire e digerire i loro problemi .
Sono stanca ma non so che cosa fare dato che economicamente non sono ancora indipendente del tutto ,nessuno dei due vuole andare via di casa ... sono stufa che dopo due o tre giorni tutto torni come se nulla fosse , mia madre ritorna a cucinare de occuparsi di lui perché dice che gli fa pena ( ha provato a parlare con lui una marea di volte quando è sobrio , ma mio padre dice che lui non è un alcolista ).
In una settimana lui beve si è no 3/4 giorni su sette.
Ho passato situazioni fin da bambina in cui lui ubriaco dava spettacolo e mia madre urlava che era stanca e di andarsene e lasciarla vivere in pace che preferirei dimenticare , purtroppo nessuno dei due ha mai preso la deciosione di separarsi . E io sono stanca, di controllare e mettermi allerta quando a mezzanotte lo sento rientrare e cominciare ad urlare , insultare mia madre o mio fratello che non vive più con noi e da qualche anno anche me per un qualsiasi evento capitato che gli torna alla mente.
Ho paura di andarmene un giorno e lasciarli da soli , ( mia madre mi continua a ripetere che è solo per me e mio fratello che ha resistito fino ad ora ..... che non appena io me ne sarò andata lei lo lascerà e verrà via con me) , anche solo il pensiero mi fa sentire un mostro di figlia.
Vorrei essere felice veramente e non vergognarmi più di mio padre è della sua dipendenza .
Non sò più che cosa fare , se continuano a negare l’evidenza e a fare finta che vada tutto bene dove mio padre dorme sul divano e mia madre

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 20/02/2019 - 10:26

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Vanessa,
Da ciò che narra mi pare di capire che si trovi in una condizione di "role reverse" ossia, fin dall'età di "9/10 anni" lei ha assunto il ruolo di genitore nei confronti dei suoi genitori, invertendo così i vostri ruoli.
Infatti, il fatto che lei abbia fatto da "arbitro" nei loro "litigi" ha svolto un effetto cuscinetto- protettivo nei confronti della coppia genitoriale.
Questa sua funzione di stabilizzatore della coppia genitoriale è molto faticosa e induce anche un senso di responsabilità verso un compito di cura che ora lei non riesce a modificare o abbandonare perché è come se fosse il genitore che abbandona i figli sapendo che non sono in grado di cavarsela da soli.
Quindi, per uscire da questa empasse, è essenziale che lei si chieda cosa significa per lei mantenere unita la coppia genitoriale anche se conflittuale.
Inoltre, è pronta ad occuparsi di Vanessa, oltre che dei suoi genitori? Nel senso che, a Vanessa è possibile concedere uno spazio di accoglienza e comprensione che la aiuti a concentrarsi su se stessa e sui suoi bisogni e desideri?
Esiste Vanessa in questo senso?
Se desidera approfondire la questione, può scrivermi o contattarmi.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 20/02/2019 - 09:06

Milano
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Gentile Vanessa, a ventidue anni, si può cominciare a lottare per cercare di ottenere una piena indipendenza economica che possa permettere di lasciare la famiglia e rendersi indipendenti e autonomi. E' il destino dei figli quello di separarsi dai genitori per crescere, per diventare adulti. Certo si porta dentro di sé il senso di colpa per voler andare, lasciare suo padre che deborda e sua mamma che subisce , ma bisogna ricordare sempre che ciascuno di noi è responsabile delle proprie azioni e non può scaricare tale responsabilità agli altri. Si sente un "mostro" al pensiero di lasciarli da soli, lei è l'unica rimasta, ma se la sua mamma vuol venire via con lei, che sorta d’indipendenza è? Credo sia indispensabile lavorare su questi pensieri ed emozioni per poterla aiutare a costruire una vita per sé meno condizionata dalle problematiche familiari. Suo fratello si è "salvato", Vanessa non può farlo? La saluto.