Livia domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 17/02/2017

Roma

Il mio compagno è depresso

Salve,
Sono la compagna di un ragazzo da sei anni. Credo che il mio compagno soffra di depressione cronica. Facciamo un lavoro particolare nell’ ambito artistico, fatto di alti e bassi e di lunghi periodi di inattività. Ultimamente questa inattività è diventata la totalità del tempo. Questo ragazzo, Giulio, si è trasferito a Roma dove ci siamo conosciuti. In un primo momento andava tutto bene, avevamo entrabi molta voglia di fare ma dopo qualche anno fatto di piccoli successi e grandi batoste Giulio ha cominciato a tirarsi indietro.
La prima scusa fu il suo essere “straniero” ( non di Roma) motivo per il quale ero io quella che doveva procacciare il lavoro per entrambi. Poi si aggiunse la scusa del suo carattere intransigente che gli impediva di prendere contatti con altri perché la loro stupidità o le loro cattive intenzioni lo facevano arrabbiare e avrebbe finito per litigare con tutti mettendo entrambi in cattiva luce. Continuando su questa strada ha perso quasi ogni contatto con il mondo isolando molto anche me. Questo suo isolamento paradossalmente lo porta ha credere di sapere più di tutti di essere l’unico che ha una visione chiara di come stanno i fatti. Ammetto che è estremamente lucido su alcuni ragionamenti ma su altri sembra quasi che dica cose allucinanti tanto per innervosire chi lo ascolta.
Qualche mese fa abbiamo deciso di trasferirci all’estero, abbiamo chiesto prestiti a parenti e prosciugato i conti per fare questa manovra. Decidemmo che essendo io più versatile sarei andata a fare un lavoro di ripiego come la cameriera mentre lui avrebbe cercato di proseguire la sua carriera artistica magari non molto remunerativa i primi tempi. Ho lavorato quattro mesi in un ristorante mentre lui girava facendo piccoli colloqui e incontri. L’entusiasmo iniziale e scemato in poco più di un mese. Giulio al secondo mese si è totalmente arresso e con la scusa di un influensa che sarà durata 3 giorni è rimasto tappato dentro casa per i sue mesi successivi. Non si è alsato dal letto se non per andare in bagno per due mesi che ha passato giocando al pc e navigando su internet. L’ho costretto io ad uscire una volta ma dopo poco ha iniziato a piovere e Giulio ha deciso che il rischio di prendere di bagnarsi rendeva troppo “spiacevole” uscire ancora di casa. Dopo due mesi passati cosi abbiamo deciso di tornare in italia ma non avendo più risparmi siao andati a vivre da sua madre in un paese del sud. Adesso passa le sue giornate a urlare contro me e sua madre e a giocare al pc.
Quando gli parlo del futuro diventa intrattabile, se alzo la voce diventa violento, se non ha quello che vuole diventa violento è sempre sgradevole e sempre autoritario e intattabile.
Descritto cosi mi rendo conto che sembri un grosso bambinone stupido e viziato ma ovviamente è un adulto e fa discorsi con una loro logica anzi è una persona estremamente inteliggente ed estrememente emptico, oserei dire che ha una sorta di genio artistico che lo rende veramente una persona fuori dal comune non solo per le sue cattive abitudini ma anche per il suo grande valore. Se una estraneo lo dovesse incontrare penserebbe che è la persona più sana e inteliggente che esiste al mondo. Ha un grande carisma e un forte ascendente su tutti quelli che lui lascia avvicinare. La persone che lo conoscono si dividono tra quelli che sono affascinati da lui e qualli che ne sono intimoriti. Vorrei poterlo aiutare perchè sta distruggendo la sua vita e la mia. Cosa posso fare? Come posso convincerlo a farsi aiutare? Fin’ora l’unico consiglio che mi è stato dato è stato quello di lascirlo e farmi una vita mia. Questo cosiglio è chiaramente il più logico ma ho resitito sei anni e la mia vita economica “sociale” e lavorativa si è totalmente intrecciata alla sua e lasciarlo non è semplice per di più gli voglio bene nonostante tutto.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa DANIELA SIRTORI Inserita il 17/02/2017 - 13:29

Cara Livia,
ti confesso che anch'io vorrei risponderti con lo stesso consiglio ma capisco che ci sono ragioni che tu conosci per cui ti senti legata a lui, nonostante tutto quello che descrivi. Allora vorrei che provassi a pensare "parte" della tua vita indipendentemente da lui. Mi sembra di capire che insieme avete "pensato" di costruire un progetto professionale (e forse una convivenza) ma solo tu hai provato davvero a realizzarlo affrontando le difficoltà, sobbarcandoti le responsabilità, investendo risorse senza che lui facesse la sua parte. Dagli tutte le motivazioni che vuoi o le attenuanti ma tanto talento artistico, al momento, è fine a se stesso. Tu, invece, hai dentro di te il desiderio di realizzare il tuo, di provare, di buttarti nella mischia. Non rinunciarci. Prova.