Ro domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 03/10/2013

Brindisi

ricaduta depressione

carissimi dottori scrivo per chiedervi se una donna di mezza età (nello specifico mia madre) può ricadere in depressione a distanza di 10 anni. Riepilogo velocemente la situazione di mia madre tra i 20 e i 30 anni una serie di eventi negativi essenzialmente di salute avevano profondamente colpito mia madre quali disfunzioni tiroedee e comparsa di vitiligini. In fine dieci anni fa ha perso suo padre e lì c'è stato il crollo con tanto di minaccia di suicidio (ha scritto una lettera in cui diceva che si sarebbe ammazzata perchè non aveva voglia di vivere così). Non ha voluto farsi seguire da alcun terapista si è affidata ad un neurologo che le ha prescritto degli ansiolitici insomma farmaci ma non dialogo. Da ben 9 anni sembra che la situazione si sia risolta, mia madre è serena, esce, ride non sembrano esserci tracce del brutto periodo passato. purtroppo però si profila un'altra brutta situazione che riguarda mio fratello (che potrebbe avere seri problemi di salute). Questi eventi negativi, questo o altri, potrebbero nuovamente indurre in depressione mia madre anche se dopo così tanto tempo? Non so come gestire la situazione e temo che ci possa ricascare.
Grazie
R.

  10 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Giuseppe Del Signore Inserita il 03/10/2013 - 19:29

Viterbo
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Gentile Utente,
difficile rispondere alla sua domanda, non possiamo prevedere la reazione di una persona senza un'adeguata valutazione psicologica e anche in questo caso possiamo solo parlare di ipotesi. Bisognerebbe comprendere bene che tipo di diagnosi è stata fatta a sua madre e quanto la disfunzione tiroidea possa aver influito sulle alterazioni umorali. Questi casi, in genere, andrebbero trattati con un approccio integrato, con l'associazione quindi di psicofarmaci (il referente è lo psichiatra e non il neurologo, che si occupa di altre patologie) e psicoterapia (psicologo/psicoterapeuta).

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

Dott.ssa Valentina Nappo Inserita il 25/10/2013 - 10:03

Gentile utente,
ho letto con attenzione il suo messaggio carico, comprensibilmente, di preoccupazione. Come Le suggeriva il mio collega, è inutile fasciarsi la testa prima di cadere, non è possibile prevedere in alcun modo la ricomparsa della depressione di sua madre, certo è che il solo intervento farmacologico di 10 anni fa da solo non è sufficiente per la cura del disturbo depressivo.
Sarebbe, tuttavia, interessante approfondire qual è il suo ruolo all'interno della famiglia e rispetto a sua madre...

Dott.ssa Margherita Scorpiniti Inserita il 24/10/2013 - 18:41

Gentile signore/a R.,non le consiglio di porsi in anticipo certe domande perchè la fanno stare male,mentre probabilmente sua madre ha già le armi addosso per affrontare i nuovi problemi che si trova davanti. Quando e se vedesse invece dei sintomi chiari di comparsa di depressione, la convinca ad andare a colloquio con uno psicologo(che non può assegnare farmaci).
Un saluto
Dott.ssa Margherita Scorpiniti
Psicologo-Setteville di Guidonia
Consulenza in sede,ma anche online.

Dott.ssa Silvia Rotondi Inserita il 24/10/2013 - 10:56

Gentile utente, potreste richiedere una consulenza familiare . Si tratta di un incontro con un terapeuta familiare in cui sono presenti tutti i componenti della famiglia. In questo modo potra' sciogliere i suoi dubbi e perplessità. Certo per lei non deve essere semplice cercare di tenere la sua situazione familiare sotto controllo, tante devono essere le energie che lei spende per aiutare i suoi cari. Ma spesso come hanno gia' sottolineato i miei colleghi , questi hanno piu' risorse di quello che pensiamo.

Cordiali saluti
Dott.ssa Silvia Rotondi

Dott. Saverio Caffarelli Inserita il 26/10/2013 - 19:21

Salve!
Il crollo di sua madre, in concomitanza con la morte del padre, rappresenta simbolicamente il crollo di punto di riferimento “concreto e razionale”; così ha scelto come aiuto qualcosa che nella nostra società ha un valore simbolico simile a quello del padre: la medicina classica, i farmaci. Se ora sta bene e non sta assumendo farmaci è molto probabile che non ci sia ricaduta, se sta prendendo ancora i farmaci la situazione è meno certa.
Ho seguito varie donne che avevano dubbi sulla terapia o che non volevano parlare di se usando una metodologia basata su esercizi particolari che consentono al cliente di stare meglio ed elaborare eventuali vecchie ferite senza comunque mai esporsi sui contenuti delicati e privati e fare tutto ciò in tempi brevi, senza lunghe terapie. Ricevo a Cagliari e OnLine e, su richiesta anche telefonicamente. Se tua madre non vorrà aiuto è importante che tu possa trovare il modo migliore per scaricare tensioni, preoccupazioni ed eventuali sensi di colpa: ognuno ha le sue risorse; se ognuno aiutasse una sola persona al mondo, cioè se stessa senza danneggiare gli altri, il mondo sarebbe perfetto!
Dr. Saverio Caffarelli

Dott.ssa Francesca Natoli Inserita il 25/10/2013 - 12:57

Buon giorno signora,
un metodo per potersi fare un'idea della situazione che sta vivendo sua madre è quello di farle fare dei test diagnostici specifici.
Se fosse interessata potremmo parlarne con più calma.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Natoli Francesca
mail:natoli.fra@gmail.com

Dott. Fulvio Ancona Inserita il 25/10/2013 - 06:08

Gentile R, esiste la possibilità che sua madre abbia una recidiva del disturbo depressivo, ciò è contemplato nelle possibilità legate alla patologia in se ma in tutta onestà il consiglio che in questo contesto posso darLe e di non pensare in funzione di un ipotetico futuro, di un al di lá da venire. Il presente è ciò su cui ora può operare e potrebbe essere un errore protendere in un pensiero che costringe Lei in una visione pessimista anticipando modalitá esistenziali a sfavore di quelle esistensive, fondate cioé sulla coscienza dell'Essere in questo preciso tempo. Non Le dico di non preoccuparsi ma di lasciar che qursto presente scorra senza porsi in un'ansia anticipatoria che potrebbe, in fieri, provocare disagio a Lei ed alla sua mamma.
Un caro saluto
Fulvio Ancona

Dott.ssa Paola Liscia Inserita il 24/10/2013 - 19:08

Gentile utente, purtroppo non è prevedibile la reazione di sua madre, e al momento è difficile preoccuparsi per qualcosa che non è ancora avvenuto. Mi sembra utile invece, porre un rimedio alla sua ansia, poichè mi sembra che il problema reale, sia la salute di suo fratello, potreste chiedere aiuto tutti insieme, ovvero un sostegno familiare, per poter affrontare nel migliore dei modi ciò che sta accadendo,insieme si è molto più forti. L'attenzione eccessiva verso sua madre, potrebbe spostare il problema da suo fratello a sua madre, se vede che lo sviluppo di queste dinamiche, provi a chiedere aiuto. Cordiali saluti, D.ssa Paola Liscia (RM)

Dott. paolo zucconi Inserita il 24/10/2013 - 14:30

Gentile signora R.,
di solito succede proprio quanto qui scrive. Anche dopo 10 anni ci puà essere una recidiva. Soprattutto se è mancata una psicoterapia specifica conclusa su una precisa diagnosi ("depressione" è una espressione molto generica)e sono state anche individuate altre patologie associate, pure della personalità.
L'alternativa può essere che ciò che ora a distanza di tempo si manifesta pur presentando un quadro di una sintomatologia depressiva (varie sono le diagnosi che fanno riferimento alla "depressione")la diagnosi è diversa rispetto a dodici anni prima. Infine quanto la disfunzione tiroidea (che influisce sempre sul tono dell'umore)ha avuto un ruolo causale o comunque concausale?
Mi fermo qui in quanto i dati da lei forniti non sono sufficienti a fare ulteriori ipotesi. Per avere risposte più concrete necessita una valutazione clinica reale (anche con ausilio di test psicodiagnostici) che non si può fare a distanza
dr paolo zucconi, neuropsicologo e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia (udine)

Dott. Giovanni Iustulin Inserita il 24/10/2013 - 12:26

Gentile utente, i farmaci prescritti dal neurologo hanno fatto il loro effetto, ma non so se sua madre li assuma ancora oppure gli abbia smessi. In ogni caso, questi adempiono alla loro funzione di fare vedere la realtà e quindi reagire diversamente e in maniera più positiva. Rimane il fatto che una adeguta psicoterapia avrebbe potuto consolidare i risultati raggiunti e dare l'opportunità a sua madre di poter affrontare con più decisione e coraggio questa nuova preoccupazione. Comunque la psicoterapia non è solo dialogo, ma è anche la ricerca di risorse e potenzialità che una persona ha e non sa come utilizzare per riacquistare e mantenere la fiducia in se stessa. Il consiglio è quello di rivolgersi a uno psicoterapeuta, il quale saprà senz'altro che approccio utilizzare per aiutare sua madre ad affrontare anche questo evento.
Cordiali saluti
Giovanni Iustulin