Senso di fallimento a seguito di un lutto
Salve, sono una ragazza di 26 anni e a marzo, cioè 6 mesi fa, la mia cagna (segugio umile ed intelligente) di 14 anni è morta. E' iniziato e finito tutto nel giro di un mese, durante il quale non c'è neanche stato il tempo di fare analisi nè terapie intensive efficaci, perché tutto peggiorava a dismisura ed in modo incontrollabile (tumore grave in fase finale, interno, che non si poteva rilevare da fuori).
Abbiamo (io+genitori) dovuto farle l'eutanasia, io ho assistito la morte con il veterinario, le ho scavato la fossa e l'ho interrata con le mie mani.
A scriverlo mi metto a piangere ancora adesso, comunque già a distanza di 3 mesi ero in grado di parlare della cagna senza piangere sul colpo.
Nonostante questo, ho capito di aver registrato la morte della cagna, inconsciamente, come un mio fallimento nella vita.
Da quel momento ho perso la mia brillantezza, si è degradato il mio senso di onnipotenza sulle cose. Io sono una persona leader, è la mia posizione naturale nei gruppi sociali, do (davo) la carica alle altre persone ed a lavoro ho sempre osato più dei limiti imposti, non sento le autorità delle altre persone e delle istituzioni e non ho paura del rischio (cosa che porta anche i suoi danni, ma li gestisco e mi consolo con i premi). Ero insomma una persona brillante, una persona sempre "in hype", che andava a gamba tesa sulle cose senza batter ciglio. Ma adesso mi trovo in una condizione interna che, sebbene non rilevo come pesante, mi annichilisce, mi fa sentire priva di potere e di fiducia in me stessa, non ho più energie per seguire alcune questioni o persone e questo traspare anche da canali di cui non mi rendo conto, perché i risultati sono questi: perdo occasioni lavorative, perdo contatti con le persone, perdo inviti, la gente non ha più interesse in me come figura professionale credibile nè sul piano sociale e penso anche di dare un'idea sgradevole di me, o ostile, quando prima facevo l'effetto opposto.
Razionalmente, so che non potevo farci niente e che la cagna era destinata a morire a prescindere, oltre al fatto di aver fatto tutto il possibile ed aver sborsato parecchi soldi inaspettati. Ma inconsciamente "non lo so" e non riesco ad "impararlo".
Non mi sembra di fare miglioramenti, pare più una cosa corrosiva lentissima ma solida, e sogno la cagna molte notti a settimana, dove, nell'epilogo, lei c'è di nuovo, ma so che era già morta una volta e mi preoccupa la cosa di doverla nuovamente assistere nel dolore della sua sofferenza e di una sua seconda morte imminente.
Come posso fare? Prima ero una delle poche persone che aveva il coraggio di definirsi felice, senza timore.
Grazie a chi risponderà
Antonella