Maria domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 06/08/2016

Esami: ansia, rabbia, depressione, senso di inferiorità

Buona sera, ho 23 anni e mezzo, sono iscritta al V anno di giurisprudenza e da un po' di tempo a questa parte ho un serio problema che non mi consente di affrontare gli esami con la giusta dose di tranquillità. Ho la media abbastanza alta, 28,37 per il momento, ma ho degli esami indietro. Il problema è che non riesco a gestire lo studio, vivo male, ogni giorno che studio penso "mi boccia, dovrò rifiutare, non arriverò mai preparata da 30" e così mi deprimo, studio con fatica, faccio le nottate e ho tutto sballato a livello di orari. I miei amici, anche se non studiano tutto, vanno a provare e molto spesso passano l'esame. Io ho fatto così una volta, e un argomento che non sapevo mi è stato chiesto e sono stata bocciata subito, senza un'ulteriore domanda. Poi la volta successiva ho preso 28. Vorrei qualche consiglio soprattutto ora che, avendo gli esami indietro, mi sento una emerita imbecille. Sono così depressa che oltre a piangere sola in 4 mura non riesco a fare altro.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Chiara Francesconi Inserita il 07/08/2016 - 12:01

Buongiorno Maria,
credo sia piuttosto probabile che partendo da un pensiero così altamente perfezionista e carico di aspettative elevate, si inneschi un processo di ansia e frustrazione che produce un cattivo atteggiamento verso lo studio. Mi viene da chiederle come mai è così importante arrivare "preparati da 30" e non piuttosto apprendere un argomento semplicemente per la voglia di sapere? Le valutazioni sono molto spesso soggettive, variabili a seconda dei criteri dei singoli professori, e anche del loro umore a volte! Sarebbe forse più utile spostare l'attenzione sull'acquisire competenza e conoscenza della materia, a prescindere dal giudizio numerico che qualcun'altro vi assegnerà. Fin'ora come ha affrontato i primi 4 anni di corso? Cosa ha guidato la scelta di questa facoltà? Spesso l'arrivo dell'ultimo anno, comporta anche il "peso" dell'avvicinarsi della vita adulta, il termine dell'università, il lavoro... Pensare al futuro le crea qualche pensiero preoccupante? E ancor più in generale.. vi sono altre difficoltà o situazioni particolari che sta vivendo o ha vissuto in questo periodo recente che possono aver influenzato il suo umore o il suo modo di considerare se stessa e le sue capacità?
Penso che una riflessione su vari aspetti della sua vita e delle sue aspettative possa aiutarla a far chiarezza sul modo in cui sta vivendo questi esami e sulla modalità più equilibrata per affrontarli. Potrebbe rivolgersi direttamente ad un terapeuta per approfondire alcune questioni.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva
www.chiarafrancesconi.it