Aurora domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 19/02/2016

Torino

Immobile

Salve a tutti. Sono una studentessa di 25 anni, sono alla fine del mio percorso di studi e sta per aprirmisi davanti il mondo reale. Sono consapevole che questo è un passaggio importante e che è generalizzato da una certa ansia, soprattutto se lo pensiamo nel contesto lavorativo italiano. So che avrò davanti a me un percorso duro e difficile e allo stesso tempo non "posso" tornare indietro, perché sono andata via di casa per andare avanti. Vivo un forte conflitto con casa mia e non intendo ritornarci. Ora sono qui e quello che ho tra le mani non è abbastanza e io non mi sento all'altezza di quello che mi ero prefissata, non riesco a sopportare l'idea del ritorno se dovessi fallire e allo stesso tempo ho totalmente abbandonato la fiducia nelle mie capacità. Mi sento immobile, incapace di fare qualsiasi tipo di scelta e cosa peggiore non sono in grado di esprimere il mio disagio, in nessun modo, se non con silenzi interminabili e sorrisi forzati. Non sono in grado di aprirmi davvero con le persone che ho affianco. Grazie a chiunque risponda.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Nappo Inserita il 20/02/2016 - 19:26

San Giuseppe Vesuviano
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Gentile Aurora,
ogni fine, così come ogni inizio, genera il turbamento di un equilibrio precedentemente stabilito ed è comune che si accompagni ad ansia e a preoccupazioni di vario tipo.
Se può esserle di aiuto, si rivolga ad uno psicoterapeuta della sua città per un consulto.

Resto a disposizione
dr.ssa Valentina Nappo
Psicologo Vomero, Melito, Pompei, San Giuseppe Vesuviano
Terapia individuale e terapia di coppia
www.psicodialogando.com

Dott.ssa Valentina Bua Inserita il 20/02/2016 - 17:57

Gentile Aurora,
la conclusione degli studi universitari rappresenta la fine di un percorso nel quale si è investito e creduto in vista del futuro, quella parola che spesso ci incuriosisce, ci entusiasma, ci affascina, ma allo stesso tempo ci fa paura proprio perchè ci rimanda a qualcosa che non conosciamo. Il senso di immobilità che descrive sembra emergere dalla sensazione di non riuscire a vedere strade percorribili davanti a sè, di non avere alternative, fuorchè quella di fallire. La cosa che però più mi colpisce del suo racconto è quando afferma che ciò che ha tra le mani non è abbastanza: che cosa intende? Cosa non è abbastanza?

Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione

Cari saluti
Dott.ssa Valentina Bua
Psicologa
Roma

Dott.ssa Elena Parise Inserita il 19/02/2016 - 20:36

Cara Aurora,
spesso raggiungere dei traguardi e degli obiettivi per i quali si sono investite energie, sforzi, gioie e difficoltà può portare ad avere dell'ansia circa il "dopo" ("E ora che faccio?", "E se non è servito a nulla?", "E se ho studiato tanto e poi non ce la faccio a fare ciò per cui ho studiato?"......). Sono dubbi, pensieri e preoccupazioni che possono arrivare alla nostra mente, ma, appunto, son solo pensieri.
Perché questi dubbi arrivano proprio ora? Ci son stati altri eventi oltre all'avvicinarsi del traguardo? Mi colpisce come lei ora, più o meno all'improvviso, si senta "non all'altezza" e di "non avere abbastanza tra le mani". A cosa si riferisce nello specifico?
Inoltre mi chiedo da una parte perché non dovrebbe avere più fiducia nelle sue capacità e dall'altra come mai non riesce ad aprirsi con chi ha affianco. Qui mi pare che in fin dei conti sia riuscita ad aprirsi e a trasmettere tutta la sua difficoltà del momento.
Una risposta qui può aprire un piccolo spiraglio, ma non basta. Penso che, se davvero vuole andare a fondo e capire cosa sta succedendo, sarebbe importante che lei provi a contattare un professionista della sua zona o online, tramite questo portale.

Io resto a disposizione, mi contatti pure per qualunque chiarimento.

Dott.ssa E. Parise