Il lavoro mi spaventa?
Innanzitutto vorrei specificare che da alcuni tempi soffro di ansia, am ancora non ho contattato un consulente. Ne ho parlato con il mio medico, che mi ha consigliato di trovare una/o psicologa/o che possa aiutarmi, ma continuo a rimandare.
Mi sono laureata da quasi due settimane e ho già fatto un colloquio per un tirocinio; dovrebbero farmi sapere a breve il responso. Sono tre giorni però che sono in ansia. Credevo di avere un mese circa per raccogliere alcuni appuntamenti, fare colloqui e chiarirmi anche le idee, ma ora sta succedendo tutto in fretta e questo mi porta ad essere ansiosa e preoccupata. Il tirocinio "sulla carta" è molto buono, rispecchia i miei interessi e sarebbe utile per la mia formazione professionale. Ma vorrei tanto che non mi accettassero, sia per non dover dire io di no, sia perché continuo a pensare che non voglio andare li a lavorare.
Questo è un pensiero irrazionale e la cosa peggiore per me è che riesco ancora a capire che non sto ragionando obiettivamente. Tuttavia c'è una parte di me che si lascia trasportare dall'irrazionalità.
Vorrei poter essere tranquilla e, nel caso in cui fossi presa per questa posizione, essere felice di poter accettare. Invece al momento mi sento solo sopraffatta dagli eventi e ho paura che se seguissi il mio pensiero razionale, poi non mi troverei bene. Credo che dovrei seguire i miei tempi e se questa fretta mi crea disagio non dovrei accettare (nel caso in cui risultassi idonea) il tirocinio, perché rischierei poi di viverlo in maniera del tutto sbagliata.
Come dovrei pensare? E cosa dovrei fare se ipoteticamente mi offrissero il posto? Seguire la ragione sperando di trovarmi bene e che la sensazione di ansia passi col tempo, oppure seguire la mia parte irrazionale, che mi dice "scappa"?