Riccardo  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Roma

Stanchezza mentale

Salve, mi chiamo Riccardo e scrivo in quanto è un periodo che sento parecchia stanchezza mentale. In particolare ho cambiato attività a lavoro ma non riesco ad adattarmi completamente a tale nuova attività in quanto non riesco a cambiare il mio modo di pensare, inoltre non mi sto comportando bene nei confronti di persone che per me ci sono sempre state; infine sento proprio che non riesco a trovare motivazione per affrontare le giornate con ottimismo e voglia di fare. C'è un qualche percorso anche di gruppo che potrebbe aiutarmi a stare meglio? Con quale approccio posso provare ad uscire da tale situazione?
Grazie

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 22/10/2026 - 17:27

Roma - Nomentana, San Lorenzo, Castro Pretorio
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Caro Riccardo,
qualsiasi sia la natura del suo malessere, la prima cosa da fare è analizzarlo con attenzione e successivamente trovare delle soluzioni, mentre lei chiede soluzioni senza conoscere la genesi della "stanchezza mentale".
Perciò, prima di proporre qualsiasi tipo di intervento o approccio, il cambio di set mentale necessario per stare meglio è provare a comprendere Riccardo, inziare a conoscerlo con profondità e curiosità.
Solo così saprà con esattezza cosa serve a Riccardo per stare meglio.

Una consulenza psicologica può aiutarla in questo.

Un caro saluto

Dott.ssa Michela Senia Inserita il 22/10/2026 - 17:21

Caro Riccardo,

da ciò che ha scritto sembra che lei stia vivendo una condizione di disagio e malessere nonostante la quale si mostra di possedere importanti risorse: riconoscere che un percorso le potrebbe giovare è un primo passo importante.
Da qui si apre un mondo di possibilità che, riconosco, può essere confuso e dispersivo e le consiglio di partire da questa domanda: cosa sente che sia la situazione più nelle sue corde?

Il primo servizio a cui potrebbe rivolgersi è nel pubblico, nel CSM della sua ASL di riferimento: alcuni CSM propongono percorsi brevi per condizioni simili alla sua e possono essere trattamenti sia individuali che di gruppo, più o meno strutturati e inerenti ad aree tematiche di comune disagio. Il suo medico di base potrebbe aiutarla ad orientarsi con i servizi disponibili nella sua zona e ad escludere eventuali cause legate a patologie organiche.
Una seconda via può essere quella del privato e anche lì la domanda da riproporsi è la stessa: cosa sente che sia più nelle sue corde?


Più in generale, le propongo una riflessione sulla fiducia.
Esistono diversi approcci con comprovata efficacia da numerosi studi e questi stessi studi sottolineano che il principale fattore che agisce è l’alleanza terapeutica, che, fra tante cose, include la fiducia nel proprio psicologo e/o psicoterapeuta. Fidarsi di un professionista non è qualcosa che si fa a cuor leggero, e non può che essere così: la fiducia necessita di essere costruita nel tempo, talvolta testata. Questo non significa che i titoli non valgano, anzi un professionista che sembra più preparato può aiutare a costruire un senso di fiducia prima ancora di conoscersi.

Allo stesso modo, provi a vedere con curiosità i profili dei colleghi o dei servizi cercando di sentire quali la ispirano di più, le trasmettono qualcosa di positivo “a pelle” (o “a schermo”).
Quando avrà scelto avrà modo di testare questa fiducia: parlandone insieme! Perché ha scelto quel professionista o quel servizio? Perché individuale o in gruppo? Perché vicino casa o distante? Queste domande apparentemente banali sono estremamente utili per iniziare a costruire un rapporto di fiducia con il professionista con cui si sceglie di lavorare per il proprio benessere.