Per quanto le storie possano sembrare simili fra loro, ciascuna persona vive la propria storia in un modo profondamente unico. Ed è questa variabilità che trovo affascinante, perché mi ricorda che ogni paziente, prima di essere tale, è una persona che porta una sofferenza concreta e autentica che va rispettata in quanto è segno della sua umanità.
Io lavoro per aiutare i miei pazienti a raggiungere un benessere concreto e autentico; spiegazioni, teorie, definizioni e strategie possono essere un mezzo, ma non sono l’obiettivo. Non significa abbandonare i manuali di psicologia, né accudire la persona per diventarne lo scudo, ma accompagnare, sostenere, insegnare, costruire.
Per spiegare questo processo Bruner utilizzata l’analogia dell’impalcatura a sostegno di un palazzo, come elemento che sostiene all’inizio dei lavori di costruzione per poi progressivamente essere smantellata quando il palazzo si sostiene da sé: penso che sia una delle metafore più complete per spiegare qual è l’obiettivo del mio lavoro.
Ma chi lo costruisce il palazzo?