Roma - Monte Verde, Portuense, Gianicolense, Macca
Caro Riccardo,
grazie per aver scritto. Quello che descrive, anche se in poche righe, parla di un disagio reale: la sensazione di fare fatica ad adattarsi ai cambiamenti, di non ritrovarsi più in quella flessibilità che forse sentiva di avere in passato, e un senso generale di non stare bene. È già qualcosa di importante averlo riconosciuto e messo in parole.
C’è però una convinzione nella sua domanda su cui vale la pena fermarsi: l’idea che “a una certa età il carattere diventi immutabile”. È una credenza molto diffusa, ma non corrisponde a quello che sappiamo su come funziona la mente umana. Le persone cambiano e soprattutto, cambiano il modo in cui si relazionano con sé stesse e con il mondo a qualsiasi età, quando trovano gli strumenti giusti e la motivazione per farlo. Il problema, quindi, non è che lei non possa cambiare: è che in questo momento qualcosa la blocca, e vale la pena capire cosa.
La difficoltà ad adattarsi ai contesti nuovi, spesso, non è un difetto del carattere: è un segnale. Può essere il segnale che c’è qualcosa di irrisolto che pesa, che le risorse abituali con cui affrontava le novità sono momentaneamente sovraccariche, o che si è perso di vista un senso di direzione personale. In tutti questi casi, il punto di partenza non è “come torno ad essere come prima”, ma “cosa sta succedendo adesso, e cosa voglio costruire a partire da qui?”. La flessibilità, in fondo, non è una caratteristica fissa che si ha o non si ha, è una capacità che si allena, si perde e si ritrova.
Una cosa che può fare da subito è iniziare a osservare in quali contesti specifici la difficoltà si fa sentire di più, e in quali invece riesce ancora a muoversi con più scioltezza. Spesso scopriamo che il blocco non è totale come sembra e quella scoperta è già un primo passo per uscire dalla sensazione di essere fermi. Se però il disagio che descrive è persistente e sta condizionando la sua quotidianità in modo significativo, un percorso psicologico può offrirle uno spazio concreto per capire cosa c’è sotto e per ritrovare quella capacità di movimento che sente di aver perso. A 35 anni, c’è tutto il tempo, e tutte le risorse, per farlo.
Dott. Roberto Broganelli