Riccardo  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Roma

Incapacità di adattarmi alle nuove situazioni

Salve, mi chiamo Riccardo ho 35 anni e scrivo in quanto da un bel pò di tempo non riesco ad adattarmi facilmente a situazioni nuove. Capisco che ad un carta età il carattere diventi immutabile per larga parte, però vorrei capire come tornare ad essere una persona che riesce a capire e ad adattarsi facilmente ai nuovi contesti in quanto in questo periodo non riesco a stare bene
Grazie

  5 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Roberto Broganelli Inserita il 14/03/2026 - 17:48

Roma - Monte Verde, Portuense, Gianicolense, Macca
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Caro Riccardo,
grazie per aver scritto. Quello che descrive, anche se in poche righe, parla di un disagio reale: la sensazione di fare fatica ad adattarsi ai cambiamenti, di non ritrovarsi più in quella flessibilità che forse sentiva di avere in passato, e un senso generale di non stare bene. È già qualcosa di importante averlo riconosciuto e messo in parole.
C’è però una convinzione nella sua domanda su cui vale la pena fermarsi: l’idea che “a una certa età il carattere diventi immutabile”. È una credenza molto diffusa, ma non corrisponde a quello che sappiamo su come funziona la mente umana. Le persone cambiano e soprattutto, cambiano il modo in cui si relazionano con sé stesse e con il mondo a qualsiasi età, quando trovano gli strumenti giusti e la motivazione per farlo. Il problema, quindi, non è che lei non possa cambiare: è che in questo momento qualcosa la blocca, e vale la pena capire cosa.
La difficoltà ad adattarsi ai contesti nuovi, spesso, non è un difetto del carattere: è un segnale. Può essere il segnale che c’è qualcosa di irrisolto che pesa, che le risorse abituali con cui affrontava le novità sono momentaneamente sovraccariche, o che si è perso di vista un senso di direzione personale. In tutti questi casi, il punto di partenza non è “come torno ad essere come prima”, ma “cosa sta succedendo adesso, e cosa voglio costruire a partire da qui?”. La flessibilità, in fondo, non è una caratteristica fissa che si ha o non si ha, è una capacità che si allena, si perde e si ritrova.
Una cosa che può fare da subito è iniziare a osservare in quali contesti specifici la difficoltà si fa sentire di più, e in quali invece riesce ancora a muoversi con più scioltezza. Spesso scopriamo che il blocco non è totale come sembra e quella scoperta è già un primo passo per uscire dalla sensazione di essere fermi. Se però il disagio che descrive è persistente e sta condizionando la sua quotidianità in modo significativo, un percorso psicologico può offrirle uno spazio concreto per capire cosa c’è sotto e per ritrovare quella capacità di movimento che sente di aver perso. A 35 anni, c’è tutto il tempo, e tutte le risorse, per farlo.
Dott. Roberto Broganelli

Dott.ssa Ursula Fortunato Inserita il 11/03/2026 - 21:54

Milano
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Salve Sig.Riccardo, grazie per la condivisione in questo piccolo e breve spazio. Dal suo racconto emerge il desiderio di comprendere come divenire flessibile, adattivo alle nuove esperienze che si possono presentare. Possiamo intanto dire che grazie alla plasticità del cervello anche a 35 anni si può essere ancora flessibili, apprendere nuove strategie, nuove modalità di pensiero. Merita di stare bene e con la sua richiesta ha fatto un primo importante passo. Le difficoltà ad adattarsi a nuove situazioni spesso riflettono schemi consolidati di pensiero e comportamento che limitano e influenzano diversi aspetti della vita.

Lei come si sentirebbe a lavorare insieme sull'apprendimento di nuove strategie e sulla riorganizzazione delle modalità di affrontare e gestire i cambiamenti?
Durante il supporto professionale, attraverso l'esercizio graduale, allenamento e uso di nuove strategie è possibile sperimentarsi e provare ad aumentare la flessibilità, al fine di ritrovare maggiore benessere.

Affrontare il "nuovo" a piccoli passi, con un supporto psicologico mirato, potrebbe esserle d'aiuto nel ritrovare l'equilibrio e la flessibilità nel rapporto con il nuovo. Lei cosa ne pensa? Sperando di esserle stata d'aiuto, le auguro buona giornata.
Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 16/03/2026 - 09:56

Roma
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Gentile Riccardo, mi domandavo, leggendo le sue poche righe, quali possano essere le situazioni nuove che le provocano difficoltà di adattamento. In un mondo che cambia velocemente, a volte può essere complicato capire in che direzione orientare i propri progetti e le aspirazioni e che cosa possiamo fare noi per vivere in armonia con gli altri senza sacrificare il proprio modo di essere. Si sente bloccato, ma non necessariamente quel blocco è da superare mettendolo da parte con un colpo di spugna. Mi spiego meglio. Che cos’è che le impedisce l’adattamento a situazioni nuove, che cos’è che non accetta? C’è qualcosa che non accetta nel modo di fare delle persone oppure c’è qualcosa nel suo comportamento che le impedisce di vivere le varie situazioni sociali con tranquillità...Forse che lei ha un modo di fare o dei valori che difficilmente possono essere in accordo con situazioni nuove? Oppure, è molto probabile, ma sarebbe da approfondire, è come se lei dovesse “recuperare” qualcosa prima di poter vivere situazioni nuove che la porterebbero a un ulteriore cambiamento. Snaturandolo. Non è pronto. C’è qualcosa che non accetta e che la mantiene fermo. Capire com’è la natura di questo freno potrebbe aiutarla a decidere cosa prendere e cosa lasciare e soprattutto in che direzione vorrebbe indirizzare la sua vita, ai progetti che ha in mente e come vorrebbe essere. Riuscire a comprendere i nuovi contesti in cui si è “immersi” in una società liquida che si trasforma velocemente come scriveva Baumann, e adattarsi è certo una grande capacità, ma non necessariamente è una scelta intelligente. Adattarsi a ciò che il contesto sociale impone non porta da nessuna parte ed è la strada verso l’insoddisfazione e l’infelicità. Possedere altresì una certa elasticità mentale per interagire in modo armonico nei vari contesti sociali senza tradire le proprie inclinazioni è una via auspicabile che porta verso il benessere. A 35 anni la mente è ancora così elastica per poterlo fare. Un caro saluto.

Dott.ssa Giulia Bertinetti Inserita il 14/03/2026 - 09:39

Roma - Ostia, Acilia, Casal Palocco, Infernetto, M
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Gent.mo Riccardo,
capita a molte persone, in alcuni momenti della vita, di sentirsi meno flessibili di prima di fronte ai cambiamenti o alle situazioni nuove. Questo non significa che il carattere sia diventato “immutabile”: spesso vuol dire che si sta attraversando un periodo in cui le energie psicologiche sono più affaticate oppure in cui alcune esperienze hanno reso più prudente e meno spontaneo il modo di affrontare ciò che è nuovo.

La capacità di adattamento non è una qualità che si perde definitivamente, ma qualcosa che può essere compreso e allenato, soprattutto quando si riesce a capire meglio cosa genera il disagio: se si tratta di ansia, timore di sbagliare, bisogno di controllo o di altre dinamiche che in questo momento rendono più difficile sentirsi a proprio agio nei nuovi contesti.

Un percorso psicologico può essere utile proprio per esplorare queste difficoltà e ritrovare maggiore fiducia nelle proprie risorse, lavorando in modo concreto sulla gestione delle situazioni nuove e sull’adattamento ai cambiamenti, per
ritrovare maggiore serenità e flessibilità nelle situazioni della vita quotidiana.

Prendersi cura di sé è un passo fondamentale.
Resto in ascolto.
Un caro saluto.
Dott.ssa Giulia Bertinetti

Dott.ssa Giovanna Cappiello Inserita il 12/03/2026 - 16:52

San Giorgio a Cremano
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Salve e grazie per aver condiviso le sue sensazioni.
A volte ci sono periodi in cui ci sentiamo meno flessibili o più in difficoltà di fronte ai cambiamenti, anche se non sempre è subito chiaro il perché: solitamente non esiste una risposta univoca poiché ogni vissuto merita un suo spazio personale di cura e attenzione. Spesso queste fasi hanno proprio qualcosa da raccontarci su quello che stiamo vivendo.
Ad oggi, grazie alle neuroscienze, sappiamo che il nostro cervello è plastico per cui è possibile, anche a 35 anni, recuperare una certa flessibilità.
Potrebbe essere utile capire, anche con un ulteriore supporto, in quali situazioni sente più questa difficoltà, cosa prova in contesti nuovi, se c’è stato qualche cambiamento recente nella sua vita e altre variabili che possono influire sulla sua situazione attuale.

Le auguro di prendersi cura di sé, con qualunque mezzo a disposizione.
Dott.ssa Giovanna Cappiello