Dario  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Firenze

Perché capita tutto a me?

Molte volte mi interrogo sul perché capiti tutto a me? Tutto quello che mi succede lo subiscono anche le altre persone?
Ho iniziato a pormi questa domanda all'età di 13 anni dopo la morte di mia madre. Da quel momento ho vissuto per 2 anni con i miei nonni mentre mio babbo era molto spesso a lavoro e lo vedevo solo 10 minuti la sera. I miei nonni non so per quale ragione ci ( a me, mio fratello e mia sorella) mettevano angosce su nostre padre e ci facevano allontanare da lui. Nostro padre accortosi della situazione prende tutta la famiglia e con grandi sacrifici trasferisce tutta la famiglia tagliando i nonni fuori. Con il supporto di una compagna prova a crescerci nel migliore dei modi, ma come i problemi sembravano risolti in famiglia arrivano i problemi a scuola e con gli amici. Falsi amici, persone che si approfittano di te e delle poche persone con cui pensi di poterti aprire rimani sempre deluso. è normale tutto questo? Qualunque persona prima di raggiungere la maggiore età ha affrontato il lutto di un genitore, una divisione familiare, ha perso fiducia nelle persone perché quelle di cui si fidava hanno quasi sempre dato a delusioni e si sento solo in questo mondo? Mi sembra una tortura più che vita.... e non credo sia giusto perché nonostante tutto questo sono sempre andato avanti nel bene e nel male da solo. Ho difficoltà ad aprirmi con le persone e ho costruito una facciata sorridente da far vedere alle persone ( anche a quelle vicino a me come familiari o magari la mia ragazza)

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Ilaria Spagnolo Inserita il 25/02/2022 - 13:39

Salve Dario, da ciò che scrive emerge un grande dolore e una sofferenza che lo accompagna da molto tempo. Le esperienze che ha vissuto come il lutto e la separazione dalla famiglia sono traumi che possono lasciare segni e favorire l'insorgenza di malesseri se non tempestivamente affrontati ed elaborati. Soprattutto in età adolescenziale, fase di crescita e di cambiamento in cui si gettano le basi per diventare adulti e momento in cui, comunque, si ha bisogno di punti di riferimento e di esempi guida. Le figure adulte di cui parla hanno fatto il meglio che in quel momento potevano fare ma evidentemente per lei non sono state sufficientemente rassicuranti. Credo che molte persone abbiano avuto una vita difficile, ma spesso come dice di fare anche Lei, non lo condividono con gli altri e hanno difficoltà a relazionarsi con gli altri. Parlare delle proprie esperienze, confrontarsi con altri e scoprire che qualcuno comprende i nostri dolori e le nostre incertezze può essere un aiuto per non sentirsi soli per realizzare che ognuno ha la sua storia di vita. Sarebbe utile confrontarsi con uno specialista per capire ed elaborare i suoi traumi e trovare le risorse per superare le difficoltà di cui parla e, finalmente, accettare se stesso e non mostrare agli altri solo la "facciata sorridente".
Dario la ringrazio intanto per il tempo che dedicherà a leggere la mia risposta e non esiti a contattarmi.
Un saluto.
Dott.ssa Ilaria Spagnolo