Ramona  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 10/10/2021

Reggio Emilia

Perenne senso di inferiorità

Salve, sono una ragazza di 22 e sono un po' di anni che ho pensieri fortemente autosvalutanti, che in alcuni periodi diventano ingestibili, soprattutto ho sempre la sensazione di essere mentalmente incapace, inferiore a tutti i miei conoscenti, come se fossi molto più lenta intellettivamente, e fatichi più degli altri a capire le cose e ad impararle; insomma, non mi sento mai all'altezza delle cose.
Nonostante ciò ho sempre avuto risultati molto buoni nello studio (dietro grande impegno), ho ottenuto un 100 alla maturità al liceo linguistico e poi, dopo circa un anno di indecisione ho iniziato una facoltà umanistica e ora sono al terzo anno. In questa facoltà principalmente sto studiando storia dell'arte contemporanea, media digitali, e altre materie sempre inerenti al campo della storia/critica/sociologia dell'arte.
Insomma, una facoltà che fino ad ora mi è piaciuta e mi ha dato soddisfazioni in termini di risultati.
Ultimamente però sto avendo maggiori problemi nello studio, in particolare è aumentata la convinzione di non essere all'altezza degli altri, che tutti i miei colleghi siano migliori e più intelligenti di me e questo mi agita molto anche mentre studio, facendomi perdere la concentrazione.
Inoltre temo che la carriera che ho scelto non mi dia delle prospettive lavorative per il futuro, e ciò che emotivamente mi fa più male è il confronto con la persona con cui ho una relazione, che invece studia Matematica (notamente la facoltà più complessa che esista, e decisamente di una difficoltà superiore alla mia). Io mi sento tremendamente inferiore a questa persona, e temo che non riuscirò mai a trovare un lavoro all'altezza di quelli che potrà trovare una persona laureata in matematica. Passo il tempo a riflettere su quanto la persona con cui sto sia superiore a me perché è in grado di affrontare un corso di studi molto più complesso del mio, mentre io sento difficoltà anche a studiare e memorizzare i concetti dei miei esami, decisamente più semplici.
Insomma sono finita in una spirale di continue angosce, ansie, pensieri autosvalutanti, terrore per futuro e paura di non riuscire a concludere questo percorso di studi, e che alla fine sarà comunque inutile (prima ero convinta mi piacesse, ora tutte queste sensazioni negative mi stanno facendo dubitare anche su questo, sulla mia passione per queste discipline)
Avrei bisogno di qualche parere per sapere se sono sensazioni legittime, o se sono dettate da un momento depressivo, e soprattutto se sarà possibile uscirne in qualche modo.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Sacha Horvat Inserita il 11/10/2021 - 20:13

Milano
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Buonasera Ramona,
sono legittime, sono dettate da alcune difficoltà ed è possibile "uscirne."
Quello che proviamo esiste per comunicarci qualcosa ed è sempre utile ascoltare. Lei lo sta facendo.
Ha 22 anni ed è in un momento evolutivo molto delicato in cui si affacciano domande sul futuro e sulla nostra capacità di incontrarlo al meglio.
Colga questa opportunità di cambiamento.
Per affrontare queste difficoltà è importante intraprendere un percorso di conoscenza di sé. Lo psicologo che la aiuterà potrà aiutarla a dare un significato a questa "autosvalutazione", scoprire le sue risorse e aprire una nuova prospettiva sul mondo.
Un caro saluto.
Dott. Sacha Horvat

Dott.ssa Loredana Trebisacce Inserita il 11/10/2021 - 17:05

Roma
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Cara Ramona, in tutta la tua lettera traspaiono due cose, uno la poca fiducia che hai in e stessa, nonostante gli ottimi e niente affatto scontati risultati che hai ottenuto e l'altra il confronto con gli altri e i loro percorsi, in cui tu esci sempre in posizione inferiore.
Ti assicuro che nessun percorso è superiore in difficoltà ad un altro, né tanto meno la matematica è il percorso più difficile da intraprendere o rende migliori coloro che lo scelgono. Ogni persona ha il suo valore, unico ed insostituibile, fatto di punti di forza e parti da migliorare, e tutti, esattamente come te, hanno le loro difficoltà e il loro punti più critici.
Le tue emozioni sono legittime in quanto tu le provi, ma sono ingiustificate riguardo alla tua vita. Quello che posso consigliarti è un percorso per rafforzare la tua autostima, per credere maggiormente in te stessa e non sentirti inferiore a nessuno. Il valore di ciascuno di noi non può essere dettato dal percorso di studio che facciamo, ma appartiene a noi in quanto persone, con i nostri valori, le nostre emozioni , i nostri rapporti, le nostre azioni, è qualcosa di complesso che dobbiamo coltivare e costruire imparando ad amare ciò che siamo.
Se vuoi scrivimi ancora, resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto
dott.ssa Loredana Trebisacce

Dott. Giovanni Iacoviello Inserita il 11/10/2021 - 10:41

Bergamo
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Gentile Ramona,
paradossalmente se uno studente di materie tecniche uscisse dalla sua area di competenza e si cimentasse nelle aree umanistiche potrebbe trovarsi in imbarazzo. Può essere utile rivolgersi ad un terapeuta per un supporto, per lavorare su autostima, autoefficacia e sulle dinamiche relative alla percezione del sé, con i vissuti emotivi correlati, messe in moto dal confronto con gli altri. Albert Einstein diceva: "Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido".
Resto a disposizione anche online e le faccio tanti auguri per la sua carriera di studi e di lavoro.
Dott. Giovanni Iacoviello