Scelte sbagliate, come andare avanti?
Salve, sono una ragazza di 28 anni. Il problema è iniziato circa 10 anni fa, quando dopo il liceo scientifico mi sono iscritta a lettere. L'ho fatto perché non volevo stressarmi per i test di ammissione e, non avendo altre idee, mi sono iscritta a questa facoltà a numero aperto. Inoltre pensavo di poter fare l'insegnante, ovviamente non per passione, pensavo allo stipendio, all'orario, alle vacanze... Dopo il primo anno era chiaro che il corso di studi non mi piaceva, ma ho continuato fino ad arrivare alla laurea magistrale, che tra l'altro ho conseguito con 110 e lode. L'università è stata un'esperienza negativa, non sono riuscita a creare neanche un rapporto significativo. Non andavo mai a lezione, non per pigrizia, ma perché le trovavo inutili e ascoltarle mi metteva ansia e nervosismo. L'anno scorso ho iniziato le supplenze alle scuole superiori e pensare di essere un' insegnante mi fa stare male, non è quello che voglio essere, mi sento in un ruolo che non mi appartiene. Tra l'altro non ne ho le competenze. Ultimamente, come se non bastasse, sto provando il tfa (sostegno) ... mentre studio non riesco a trattenere il pianto.. Mi innervosisce sapere di avere il cervello pieno di cose che non mi interessano minimamente. Mi sembra di aver sprecato le mie capacità, a scuola ero molto brava ed ero ben inserita nel contesto, ora invece mi sembra di essere stupida e mi sento sempre fuori posto. forse sono a questo punto perché sono una persona insignificante che non possiede nessuna capacità e che non sa impegnarsi. penso di non essere adatta alla vita, dato che negli ultimi 10 anni ho fatto un percorso senza neanche rendermene conto. Ora mi sento condannata a fare qualcosa che non voglio fare, non vedo via d'uscita, perché se lascio tutto non so che fare. Detto questo la mia domanda non è cosa dovrei fare, perché mi sembra ovvio che non ho scelta, ma quale potrebbe essere il mio problema? Cosa c'è che non va nella mia persona? Sicuramente l'autostima... Ma non so proprio come aumentarla dato che la mia vita è una continua frustrazione.