Martina  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il

Ancona

L'ansia controlla la mia vita

Buongiorno a tutti,
sono una ragazza di 23 anni e frequento l'università. Ho problemi di ansia praticamente da tutta la vita e per colpa di ciò mi sento un grande fallimento e non ho mai vissuto come dovrei. Non ho amici (e neanche voglia di uscirci) nè ho mai avuto un ragazzo e ho cominciato l'università più tardi di quanto avrei dovuto perchè non riuscivo neanche a trovare il coraggio di iscrivermi. Ricordo che già all'asilo ero diffidente verso gli altri bambini e stavo in disparte , spesso piangendo. Crescendo però le cose sono peggiorate sempre di più. Tutto questo perchè? perchè parlare con le persone mi spaventa tantissimo. Ho sempre la sensazione che mi giudicheranno se dico o faccio qualcosa di sbagliato e questo mi blocca. Anche affrontare esami orali e fare colloqui di lavoro mi spaventa.. quando faccio un esame la voce mi trema e non trovo le parole anche se ho studiato come una matta per fare bella figura, e già mi immagino cosa starà pensando il professore di me. Prima dell'università avevo un lavoro come cassiera in un negozio, e ogni volta che salivo in macchina per tornare a casa piangevo a dirotto, perchè tutta quella interazione sociale mi distruggeva psicologicamente (mi sono licenziata dopo una settimana). Mia madre mi è sempre vicina in tutto questo, ma non so se capisce fino in fondo come mi sento. Forse nessuno lo capirà mai. Sento che ogni mio piccolo fallimento mi porta sempre più in basso e non so dove arriverò. Vorrei tanto che tutti questi pensieri svanissero e potessi vivere la mia vita come gli altri. Cosa vivo a fare se non posso essere un essere umano? Ho così tanti progetti per la mia vita in mente, ma sento che sto sognando troppo in grande perchè non ho le capacità per raggiungere i miei obiettivi. Sto scrivendo tutto questo piangendo da sola nella mia stanza, sperando che nessuno mi senta, dopo l'ennesimo fallimento della mia vita. So che ora mi direte di seguire un percorso psicologico. Ci ho provato 2 anni fa ma l'unica cosa che facevo era piangere mentre cercavo di spiegare come mi sentivo. Perciò non so neanche perchè sto scrivendo tutto ciò. Forse è solo un grido d'aiuto.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Sabrina Di Salvo Inserita il 09/01/2021 - 11:54

Salve Martina,
rispetto al rapporto che descrive con le altre persone, spesso succede che il giudizio degli altri pesa tanto e fa soffrire molto quando si è confusi su se stessi e su ciò che determina la propria stabilità. Potrebbe essere utile un percorso che le permetta di lavorare su se stessa, in modo che anche gli altri possano assumere un'importanza adeguata e lei possa riprendere in mano i suoi progetti di vita. In questo momento la sensazione di non avere le capacità di raggiungere i suoi obiettivi è dovuta potenzialmente alle difficoltà a trovare punti fermi su cui basarsi. Come può farlo? Potrebbe aiutarla uno psicologo, ma prima di consultare il professionista è importante che ci sia la voglia di lavorare su di sé per poter cambiare le proprie condizioni. Magari due anni fa quando ha iniziato il percorso era presa principalmente da ciò che raccontava, ma potrebbe essere diverso riprovare e raccontare di sé con l'obiettivo di cambiare.
Il suo grido di aiuto merita di essere ascoltato e accolto. Per qualsiasi chiarimento rimango a disposizione.

Dott.ssa Katarina Faggionato Inserita il 10/12/2020 - 23:32

Cara Martina,
provo a rispondere al Suo grido d'aiuto. Immagino ci abbia scritto per ricevere una risposta, un consiglio o una rassicurazione. Certo che un percorso psicologico sarebbe utile. Soffre per tutta questa ansia che Le pesa ed è comprensibile che pianga. Anche il pianto dal collega psicologo, mentre cercava di spiegargli come si sentiva, è comprensibile e non c'è niente di male. A volte la partenza è così e non bisogna arrendersi. Andando avanti si cerca di raccogliere tutte le informazioni necessarie per la comprensione del problema e lo si affronta. Insieme. Lei dice che gli essere umani non provano emozioni forti, che chi prova ansia è un fallito, che soffrire d'ansia significa non avere le capacità per raggiungere i propri obiettivi, che le persone attorno a Lei sicuramente La giudicano negativamente e che nessuno La potrà capire. Se davvero pensa tutte queste cose, il risultato può essere solo la mancata fiducia in se stessa e una profonda tristezza. Se vuole stare meglio, ha bisogno di lavorare su tutte queste convinzioni, comprendere da dove viene le Sua ansia e perché non si fida di se stessa. Così poi potrà ottenere un cambiamento ma anche imparare ad accettarsi. Se non è soddisfatta per come stanno andando le cose adesso, può decidere di farle andare diversamente, facendosi aiutare in questo. Le faccio un grande in bocca al lupo!
Dott.ssa Katarina Faggionato