Giada  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 07/03/2019

Cuneo

Devo farmi curare? Voglio essere di nuovo felice

Salve, sono circa 6 mesi che combatto con un disagio che sta diventando più grande di me.
Sono sempre stata una ragazza vitale, piena di iniziative e molto allegra. A casa mi chiamavano "il sole della famiglia". Un anno fa è morto mio padre, ma ho avuto una grande forza che non pensavo di tirare fuori, sono riuscita a combattere il lutto e allo stesso tempo avevo anche trovato il lavoro dei miei sogni. Insomma una donna risoluta e combattiva ma con un grande carico di responsabilità alle spalle (mia madre non lavora, ho un mutuo da pagare). Dentro di me forse sapevo che dovevo dimostrare a tutti che nonostante la disgrazia della perdita di un genitore a 25 anni ero tenace. Da 6 mesi ho iniziato a soffrire d'ansia, tanto che a lavoro faccio fatica a concentrarmi ed i progetti che realizzo al computer sono sufficienti e poco creativi. Improvvisamente, proprio mentre sono concentrata entra nella mente un pensiero negativo di qualsiasi tipo, come se avessi delle voci che mi istigano a fare cose strane.
Ho la fobia di guidare, ho paura di sterzare l'auto e andare contro gli altri, ho paura a cena di perdere il controllo e fare del male, ho paura di conoscere persone nuove, ho paura dell'altezza. Mi sto spegnendo piano piano. Ho un ragazzo che mi fa vacillare tra un dispiacere e l'altro, non mi dà supporto e spesso critica il mio aspetto fisico dicendo a tutti quanto mangio e sia ingrassata (peso 62 kg / altezza 1.74 m).
Continua a buttare giù la mia autostima mentre lui non fa altro che vantarsi dei suoi progressi sportivi. Mi sento schiacciata ma non so da dove cominciare, non vorrei lasciarlo ma questa continua altalena mi consuma mentalmente. Soprattutto in un periodo come questo, ho anche pensato di aver elaborato male il lutto, tutta la forza che ho investito inizialmente ora è scemata... Ho anche avuto desideri autolesionisti ma ho resistito. Inoltre, nell'ambiente lavorativo, sono presa di mira per battutine e scherzi, appena replico mi ammazzano di insulti e quindi per 8 ore ho deciso di non aprire bocca.
Vi prego datemi un supporto...

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Roberta Altieri Inserita il 07/03/2019 - 12:49

Milano
|

Gentile Giada, quando siamo colpiti da un lutto, spesso crediamo di dover dimostrare agli altri -e a noi stessi- di essere forti e "tenaci", come dice lei, di non dovere o potere mollare il controllo di noi stessi di fronte alla perdita di una persona cara.
In questo modo, però, la nostra parte emotiva rimane inascoltata e si nasconde nel profondo di noi.
A distanza di tempo, le emozioni emergono sotto altre forme (ad esempio malesseri fisici, paure che prima non avevamo, minor rendimento nello studio e nel lavoro..) e si fanno sentire. Credo che lei abbia bisogno di ascoltare, con l'aiuto di un professionista, questa parte di sé che non ha avuto ancora il giusto spazio per poter riprendere il filo della sua vita, ora così faticosa.
Se ritiene, mi può contattare. Molti auguri.

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 07/03/2019 - 13:09

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
|

Buongiorno Giada,
Da ciò che ha narrato, mi sembra di capire che fin'ora non ci sia stato spazio per lei e i suoi sentimenti, a cui è stato anteposto il suo grande e ammirevole senso del dovere (lavora anche per il mutuo). In questo modo è come se avesse sostituito suo padre nell'assumersi responsabilità lavorative e familiari molto significative, anche perché sua madre non lavora.
Quindi, è comprensibile che provi malessere, considerando la condizione di sovraccarico in cui si trova.
Mi colpisce il fatto che con la stessa impostazione doveristica, stia chiedendo qui "devo curarmi"?
La domanda che può porsi è invece: voglio prendermi cura di Giada? E soprattutto per chi lo faccio, per me, per mia madre?
È interessata a conoscere la Giada che si trova dietro i sintomi che ha descritto?
Se desidera ciò, può valutare la possibilità di richiedere una consulenza psicologica individuale che la aiuti a fare maggiore chiarezza sulla sua situazione e a decidere cosa sia più opportuno fare.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).