Matteo  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 16/09/2018

Roma

Ansia anche nel fare cose piacevoli

Buongiorno,
sono un ragazzo di 40 anni, forse dovrei dire un uomo vista l’età. Ho sempre avuto un carattere estroverso e solare. Conduco un buon stile di vita, sono ben integrato nel mondo del lavoro, amato ed apprezzato con amici che non mancano di darmi sempre il giusto supporto.
All’età di 30 anni ho fatto un grosso cambiamento, cambiando città, trasferendomi da una piccola cittadina di provincia a Roma, cambiando lavoro ( da libero professionista a dipendente pubblico), andando a vivere da solo, comprando casa, allontanandomi dalla mia famiglia e da alcuni miei affetti.
Tutti eventi che ho fortemente voluto e portato a termine sempre con grande slancio e determinazione. La scelta del cambiamento è stata diretta anche a vivere la mia omosessualità in maniera più libera. Attualmente sto vivendo una bellissima storia d’amore, con un compagno che mi adora, ricambiato anche da parte mia.
La domanda è che negli ultimi tre anni vivo in una situazione di ansia costante. Ho anche avuto alcuni attacchi di panico. Somatizzo e vivo con forti mal di pancia. Ultimamente le mie ansie sono dirette al fatto di stare male. Di poter svenire. Sono stato sempre un po’ ipocondriaco, ma adesso non riesco più ad avere un pensiero positivo. Penso al peggio su tutto, da ciò che mangio a ciò che faccio. Questa ansia sta diventando invalidante, comportandomi isolamento e apatia. Anche andare al supermercato o fare un aperitivo mi genera ansia e sul lavoro affronto i problemi come cose insormontabili. Solo in casa con i miei confort si "attenuano" le ansie. Come fare a trovare la “svolta” per uscire da tale situazione?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 16/09/2018 - 19:31

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Matteo,
i sintomi ansiosi che ha descritto, di cui in parte già soffriva in passato (da 3 anni), si sono acuiti "ultimamente", cosa sta succedendo nella sua vita ora, a parte gli eventi che ha descritto? Come mai i sintomi sono più intollerabili ora? Quali significati associa allo stare fuori casa e al rimanere a casa? Come mai secondo lei le sue ansie si attenuano a casa? Può contare sul supporto emotivo del suo compagno?
Per "uscire" definitivamente dalla situazione di sofferenza che ha descritto è opportuno approfondire questi aspetti e ampliare la prospettiva d'analisi dai sintomi alla vita affettiva di Matteo più in generale. Se è diposto a conoscere meglio Matteo, sarà proprio Matteo a rappresentare la "svolta", così come ha sempre fatto nella sua vita perseguendo gli obiettivi con "slancio e determinazione". Un percorso di psicoterapia potrà aiutarlo a trovare la "svolta".
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott. Argo Penovi Inserita il 17/09/2018 - 16:24

Buonasera Matteo,

I sintomi che ha descritto sono paragonabili alla presenza di febbre in una persona. Per spiegarmi meglio: così come nessuno è "malato di febbre" ma ha la febbre in seguito ad una malattia (ad esempio l'influenza), anche lei sta sperimentando queste sensazioni in seguito ad un qualcosa che bisogna definire. Il suo obiettivo non dovrebbe essere quello di cercare di eliminare l'ansia, gli attacchi di panico e la somatizzazione dalla sua vita, piuttosto lei dovrebbe cercare di capire (da solo o con un professionista) il perché questi sintomi si sono presentati e cosa gli alimenta. Se lei risolvesse questi sintomi senza capire cosa li ha generati presto o tardi tornerebbe a soffrire per altri sintomi e sarebbe di nuovo al punto di partenza.
Merita attenzione inoltre il fatto che questi sintomi si siano acuiti nell'ultimo periodo... io inizierei da lì...

Per un approfondimento o domande o dubbi mi contatti pure senza impegno.

Buona serata!


Dott. Argo Penovi