Amalua  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 15/08/2018

Bari

Lutto e malattie degenerative

Buongiorno, sto attraversando un periodo difficile e sento che mi sarebbe utile un aiuto.
Ho poco meno di cinquant'anni, sono sposata e non ho figli.
Circa tre anni fa ho avuto grossi problemi di salute, per i quali mi è stata diagnosticata una malattia neurologica degenerativa molto grave, per fortuna ad oggi sembra che la diagnosi non sia stata confermata, anche se devo continuare a fare degli accertamenti periodici.
Nello stesso periodo a mia madre fu diagnosticato un cancro, per il quale, con vicende alterne, morì in modo abbastanza improvviso un anno dopo.
Mi manca molto e penso spesso a lei e a tutto quello che le è successo: ha avuto molti problemi di salute nel corso della vita, superandoli con coraggio ma senza molta comprensione da parte della famiglia (me compresa), e alla fine è morta convinta che presto si sarebbe ripresa (ingannata in parte dal medico).
Adesso, da qualche mese, ho problemi alle articolazioni di anche e mani (che aveva anche mia madre), che, mi si dice, mi porteranno comunque a un'inevitabile invalidità, in attesa di interventi chirurgici alle gambe (questi, con buone prospettive), mentre per le mani mi dicono che "non c'è niente da fare".
Non riesco a reagire a questa prospettiva: non ho ancora cinquant'anni, ci sono tante cose che mi piace fare, passeggiare, fare bricolage, giardinaggio, e questa malattia mi colpisce proprio in questo. Anche al lavoro uso moltissimo il computer, sono molto abile e adesso mi vedo limitata.
All'inizio ho avuto problemi anche a guidare, e anche questo è stato molto triste, per me, perché da poco avevamo cominciato a organizzare viaggi e gite in macchina con la mia famiglia (fino a poco tempo fa eravamo piuttosto "timidi"), e sono l'unica che guida di un gruppetto di adulti e anziani.
Sono molto triste, mio marito sta facendo di tutto per aiutarmi (si occupa interamente delle faccende domestiche, cucina per me, ha persino preso la patente da pochissimo), ma è preoccupato dal vedermi così.
Non so come accettare tutto questo.
Vorrei un aiuto, cosa ne pensate?

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 15/08/2018 - 17:55

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Amalua,
Per quanto concerne l'aspetto puramente medico della sua condizione, credo che sia opportuno per lei attendere la diagnosi definitiva, dal momento che ancora non è stata confermata.
Nel caso in cui la diagnosi fosse confermata, allora sarebbe opportuno per lei seguire un percorso psicologico specifico che la aiuti ad elaborare il lutto relativo alla perdita della funzionalità manuale.
Dalla mia esperienza clinica con malati cronici (dializzati) posso rassicurarla sull'efficacia degli interventi psicologici sul benessere della persona.
Nel frattempo, penso che può trarre comunque giovamento da un percorso di psicoterapia individuale che la sostenga in questo difficile momento e la aiuti ad elaborare il lutto per la perdita di sua madre, questione che rappresenta un ostacolo significativo nell'attivazione delle risorse necessarie a conquistare una condizione di benessere.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Daniela Vinci Inserita il 20/08/2018 - 16:39

Gentile Amalua,
Credo che abbia fatto bene a cgiedere aiuto ed un supporto psicologico potrebbe essere indicato. Il timore di un'invalidità e del degenerare di una malattia ancora non presente sembra impedirle di condurre una vita serena. LE cose che ha paura di non poter fare in futuro oggi può ancora attuarle e su questo pensiero dovrebbe concentrarsi. Comprendo comunque la sua tristezza ed il desiderio di stare meglio, proprio per questo le consiglio di iniziare un percorso psicologico.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Arluno (MI)