Ylenia  domande di Alimentazione  |  Inserita il 14/02/2019

Come superare un disturbo del comportamento alimentare?

Salve, da 2 anni soffro di disturbi del comportamento alimentare. Parlo al plurale perché mi riferisco al binge eating, all’anoressia e alla bulimia.
Penso che durante tutta la mia infanzia non riuscivo a controllare quanto mangiassi e mi abbuffavo, infatti non sono mai stata normopeso. Questi kili di troppo cominciarono a essere un serio problema nell’adolescenza, quando inizia una dieta restrittiva da 1300 calorie al giorno. Comiciai a perdere peso velocemente ed era l’unica cosa che mi importasse. Andavo a dormire pensando a come evitare di mangiare e mi svegliavo con gli stessi pensieri, alla fine arrivai ad assumere 300 calorie al giorno e non mi vennero più le mestruazioni. Quando mangiavo più del dovuto mi capitava mi vomitare tutto, o se non ci riuscivo mi tagliavo per punirmi. Ad un certo punto il mio corpo cedette e cominciò a chiedere cibo, tantissimo cibo. Da lì il binge eating tornò a tormentarmi e ripresi tutti i chili persi, se non di più. Ero/ sono distrutta. Un giorno fui quasi sul punto di farla finita, ma resistetti. In questo momento non so cosa fare, sono grassa oggettivamente, peso almeno 20 kili in più del normale, voglio iniziare una dieta ma quando lo faccio ritorna la fissazzione per le calorie, dimagrisco velocemente e riprendo tutti i kili. Sono stanca di tutto e di tutti. È più facile non esistere che vivere questa vita.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Martina Salteri Inserita il 15/02/2019 - 14:29

Milano - Porta Ticinese, Porta Genova
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Buongiorno Ylej, purtroppo la sua domanda non ha una risposta semplice, nel senso che non c'è un modo facile e veloce di superare un disturbo alimentare. La sua richiesta è già un primo passo importante, segno del desiderio e della motivazione ad uscirne e a vivere un rapporto sereno ed equilibrato col cibo. Non è scontato, perchè riconosce la sofferenza e l'impotenza di questa situazione, e senza motivazione non è possibile lavorarci sopra e superarla. Chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta e decidere di affrontare un percorso psicologico può aiutarla non solo a "lottare" con questo devastante disturbo, ma soprattutto a capire cosa l'abbia portata a svilupparlo, quali stress e sofferenze vi siano sotto, e quindi a superarlo per davvero. Il cibo infatti è un mezzo attraverso il quale si può esprimere un altro malessere lasciato in sordina, forse troppo difficile da affrontare, e finchè non lo toccherà continuerà a concentrarsi sul cibo. Può essere molto importante inoltre l'aiuto di un medico dietologo (ma da accompagnare al percorso psicologico, se no non affronta il problema alla radice). Mi scriva privatamente se lo desidera. Un caro saluto dott.ssa Martina Salteri