Problemi di memoria... che fare?

Quando la memoria non è più quella di una volta

Pubblicato il 8 febbraio, 2019  / Psicologia e dintorni
problemi di memoria... che fare?

Chi non ha mai sperimentato dimenticanze o distrazioni? Appuntamenti da ricordare, le chiavi di casa o il cellulare in auto, quella parola sulla punta della lingua…

Con il passare del tempo però questi fenomeni si fanno più frequenti, creando qualche problema in più e una certa preoccupazione. L’importante è non perdere la testa!

Prima di pensare che tutto è perduto, cerchiamo di capire meglio…

  • Non è solo una questione di memoria

Questi fenomeni coinvolgono molte funzioni diverse, non solo tenere a mente qualcosa ma anche l’attenzione, la capacità di fare più cose contemporaneamente o la velocità con cui portiamo a termine un compito. Quindi piuttosto che focalizzarmi sul fatto che non ho memoria, posso considerare che forse ho bisogno di più tempo per fare le cose, o minori distrazioni, oppure devo imparare a lavorare dando delle priorità invece di fare più cose contemporaneamente.

  • Non è tutta colpa dell’età

Non completamente: questo tipo di fenomeni si verificano a tutte le età. Dimenticare fa parte del normale ciclo di sviluppo del cervello. Non sarebbe vantaggioso conservare ogni piccola informazione a cui siamo esposti, sopratttutto quelle meno utili o significative. Solo, a un certo punto ci facciamo più caso, e allora cominciamo a pensare che qualcosa stia cambiando nel nostro cervello...

  • Non è qualcosa di inevitabile

La convinzione più diffusa è che queste dimenticanze siano l’inevitabile conseguenza dell’invecchiamento mentale. Eppure le ricerche mostrano come questo non sia un processo a senso unico, ma il risultato di un delicato equilibrio tra fattori che possono danneggiare il nostro cervello (diabete, sovrappeso, ipertensione, disturbi del sonno, sedentarietà, isolamento sociale, stress, familiarità) e fattori che invece lo proteggono (alimentazione sana, attività fisica, relazioni sociali positive, hobby).

Cosa protegge il nostro cervello dagli effetti del tempo?

Tra i fattori che proteggono il nostro cervello dagli effetti dell’invecchiamento, un ruolo importante spetta alla così detta riserva cognitiva. Come un buon sistema immunitario ci protegge dalle infezioni, così un cervello ricco di neuroni e connessioni è in grado di reagire in maniera più efficiente alla perdita di cellule nervose dovuta al normale invecchiamento o ai danni di natura traumatica, degenerativa o vascolare.

La riserva cognitiva comincia a formarsi sin da bambini ma può essere stimolata per tutta la vita. Compiere attività che esercitino le nostre capacità cognitive, come il calcolo o la lettura, oppure esercizi di memoria, in modo abituale, permette di potenziare la riserva cognitiva anche in età adulta, favorendo la nascita di nuove cellule e nuove connessioni nervose. Questo, non solo ci protegge dagli effetti dell’invecchiamento, ma consente di migliorare le prestazioni della vita quotidiana.

Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista on line Neurology, ha scoperto che le persone che hanno partecipato ad attività mentalmente stimolanti sia durante la vecchiaia che nel corso della vita, avevano un ritmo più lento di declino della memoria rispetto a coloro che non avevano partecipato a tali attività nel corso della loro vita. Stimolare la mente per tutto l’arco della vita è quindi una strategia vincente per preservarla dai segni del tempo.

Alleniamo il cervello: benefici della stimolazione cognitiva

Per venire in contro a questa esigenza in modo mirato, sono stati sviluppati specifici training di stimolazione cognitiva, un vero e proprio allenamento per il cervello che permette sviluppare le abilità mentali, potenziando le diverse funzioni cognitive e migliorando il modo in cui le utilizziamo. Attraverso degli esercizi mirati e stimolanti, vengono stimolate funzioni come la memoria, il ragionamento, la velocità di elaborazione delle informazioni e l’attenzione, il linguaggio, l'orientamento spazio-temporale, le funzioni esecutive e la creatività.

Seguire un training di stimolazione cognitiva ha degli effetti positivi non solo sull’efficienza mentale percepita e sulle performance, ma anche sulla struttura neurobiologica del cervello. In particolare, gli studi evidenziano un aumento dello spessore e del peso del cervello, dei collegamenti tra neuroni e della vascolarizzazione delle aree cerebrali interessate.

A differenza di esercizi generici, la stimolazione cognitiva è un programma basato su ricerche scientifiche di efficacia, che stimola in maniera specifica e graduale le funzioni cognitive sulla base della conoscenza del loro funzionamento, e mira ad ottenere benefici che possano essere generalizzati nei compiti della vita quotidiana. Svolgere queste attività in gruppo ha poi l’indubbio vantaggio di favorire la socializzazione e stimolare nuovi interessi, sfuggendo a quel senso di isolamento e mancanza di stimoli che spesso si sperimenta con gli anni, a causa del pensionamento, di lutti o cambiamenti nell’assetto familiare.