Le dipendenze da internet

Pubblicato il 5 gennaio, 2019  / Psicologia e dintorni
internet dipendenza

Al giorno d’oggi internet fa parte degli strumenti che accompagnano le persone nella vita quotidiana: viene utilizzato per fare ricerche, per raggiungere luoghi, per comunicare con gli altri, per informarsi e così via.

Ma come ogni medaglia, anche internet ha una seconda faccia: se da una parte è una preziosa risorsa, dall’altra può diventare pericoloso se impiegato in maniera sbagliata. Esistono infatti delle patologie che riguardano la dipendenza da internet e che, in base alla gravità, possono compromettere il normale svolgimento delle attività di chi ne soffre.

Quando si può parlare di Internet Addiction Disorder?

Quando il tempo trascorso in rete è sempre più ampio perché se ne trae soddisfazione; quando l’interesse per ciò che sta fuori diminuisce sempre più; quando iniziano a svilupparsi comportamenti ansiosi, depressivi, pensieri ossessivi legati a cosa sta succedendo in rete; quando si ha difficoltà a gestire l’uso di internet in termini di tempo e suo utilizzo.

Tutti questi elementi concorrono, in definitiva, alla graduale perdita delle relazioni interpersonali, ad una modificazione dell’umore e all’alterazione della dimensione temporale.

È inoltre importante sottolineare che questo genere di dipendenza si basa sul piacere e pertanto diventa complesso affrontarla ed eliminarla.

Esistono varie tipologie di dipendenza da internet: vediamone alcune.

La rete offre un sacco di materiale di natura sessuale: chat, video, immagini, che coinvolgono uomini e donne. Trarre piacere dalla visione di questo materiale viene definita Sexual Addiction, dipendenza che porta il soggetto ad accedere alla rete più volte e per un periodo di tempo prolungato, andando man mano a isolarsi dal mondo esterno e privilegiando la soddisfazione dei propri bisogni di fronte ad uno schermo piuttosto che attraverso le relazioni interpersonali.

Questo genere di dipendenza, spesso associata ad altre, è purtroppo molto diffuso ed è caratterizzato dai seguenti sintomi: fallimento di resistere all’impulso di soddisfare il proprio desiderio; crescente senso di tensione prima di iniziare il comportamento sessuale; immediato sollievo quando viene iniziato tale comportamento.

Il Sexual Addiction Disorder, inoltre, può distinguersi in Chatsex Addiction e in Cyberporn Addiction, due varianti che si differenziano per il materiale impiegato per soddisfare l’impulso sessuale: nella prima, più diffusa nel genere femminile, c’è interazione tra i soggetti, si utilizzano immagini e parole –ad esempio le chat- e c’è condivisione di fantasie sessuali; al contrario nella seconda, più diffusa tra gli uomini, non c’è interazione, si ricorre a immagini e le fantasie sono stereotipate. Questo tipo di dipendenza influisce terribilmente sul soggetto il quale, nonostante ricerchi attivamente materiale pornografico, cova senso di colpa e vergogna costanti che comunque non riescono a bloccare il comportamento sessuale.

Un’altra dipendenza che si sviluppa in rete è definita Cyber relazionale: chi ne soffre diventa fortemente coinvolto in relazioni on line che diventano più importanti di quelle reali, portando a conseguenze negative nella sfera coniugale, affettiva, lavorativa e sociale. È una dipendenza paragonabile a quella da sostanze, in quanto il soggetto sviluppa pensieri fissi e forti impulsi verso come e quando connettersi. A volte la relazione che si stabilisce fa sì che il soggetto assecondi tutto ciò che l’altro desidera e chiede per evitare di perdere il suo amore, di essere abbandonato, oppure per senso di inferiorità.

C’è poi la dipendenza da social networks, dovuta al senso di sicurezza, personalità e socialità (ovviamente fittizie) che tale situazione fornisce. Dal punto di vista relazionale “reale” crea isolamento sociale e menomazione del funzionamento lavorativo e famigliare; dal punto di vista “social” crea competizione tra gli utenti (ad esempio rispetto al numero di amici abbinati al proprio profilo): comunque la richiesta di amicizia rafforza e conferma il proprio ego. Alla base dell’uso-abuso dei social ci sono meccanismi compensatori di piacere e soddisfazione, autostima e affettività che fomentano la costante connessione alla rete. Chi cede a tale dipendenza tendenzialmente ha difficoltà relazionali, bassa autostima, ansia, vive un senso di frustrazione e inadeguatezza ed è socialmente isolato.

Queste dipendenze sono figlie dell’era moderna ma non hanno sostituito quelle da alcool o da sostanze che sono ancora largamente diffuse; piuttosto accade che le une si accompagnino alle altre.

In conclusione, conoscere entrambi i lati della medaglia di Internet e diventare consapevoli di ciò che una connessione eccessiva potrebbe comportare può essere utile per evitare di svilupparne una dipendenza patologica.