Auguri ai fantasmi

Pubblicato il 22 dicembre, 2018  / Psicologia e dintorni
Uomo solo

Voglio brindare ai fantasmi.

A quelle energie nere, buie, sfocate che non ci fanno dormire, che ci tengono in tensione, che lasciano spesso l'amaro in bocca.

Voglio brindare alle emozioni negative, ala tristezza, alla rabbia, alla rassegnazione.

A tutti quei momenti in cui, dalla mattina quando ci svegliamo fino alla sera quando andiamo a dormire, ci rapiscono la mente ed i pensieri, diventano tarlo, diventano nero.

Voglio brindare a quella parte di ciascuno di noi che ci provoca pensieri, ansie, dolori.

Perché in qualche modo, anche tutto questo, ci rende vivi. Ci fa sentire. Ci permette di entrare in contatto con il nostro essere più profondo ed immediato.

Diventa il terreno dove combattere battaglie quotidiane, inconsapevoli che stiamo tentando di tornare alla luce del sole.

Quei fantasmi che ci accompagnano, a volte già da molto tempo, sono in realtà la parte migliore di noi stessi, sono la riscossa e la tenacia con le quali cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi.

I più fortunati trovano da soli strada, altri hanno bisogno di un aiuto.

Ne ho incontrati tanti, di vostri fantasmi, ed altri li sto conoscendo in questo periodo. Stranamente non ne sono spaventato ma al contrario divento curioso nel volerne scorgere il volto.

Schivi, refrattari, spesso contrari cercano di parlarmi per metafore ed esempi generici, tentando al tempo stesso di rivelarsi e di nascondersi.

Confido così nella fiducia, costruita giorno dopo giorno, nell'essere presente, puntuale e accogliente con ogni strumento. Ed alla fine accade sempre il miracolo, prima o poi quel fantasma viene svelato. Fra le lacrime, oppure fra sorrisi ampi e respirati, guardo negli occhi, profondi e vividi, chi è stato scoperto, chi è stato liberato.

Ed è anche mia la soddisfazione e la gioia nel vedere un progresso, un passo, l'indipendenza.

Così per la fine di quest'anno, anche io ho deciso di prendere per mano i miei fantasmi, ascoltarli, parlarci, scrutarne ogni dettaglio. Farli sedere accanto a me a tavola, farli parlare, lasciarli sfogare, arrivando a tendere nuovamnete la mano, perdendosi in un caloroso abbraccio e, con loro, guardare al prossimo venturo, come la meta, temporanea, di questo bellissimo viaggio.