Il training autogeno per gestire il dolore

Come modificare il nostro cervello per il nostro ben-essere

Pubblicato il 5 aprile, 2017  / Psicologia e dintorni
Il training autogeno per gestire il dolore

Le persone con dolore cronico ben sanno che i suoi effetti vanno ben oltre della percezione del dolore stesso. Capita infatti di sentirsi depressi, o in ansia, di perdere il sonno e succede spesso anche di accorgersi che la propria memoria non sia più come prima o che si abbia difficoltà nel concentrarsi, nel fare conti o nel progettare le proprie azioni.

Un recente articolo pubblicato sulla famosa rivista PAIN (della IASP, International Association for the Study of Pain) illustra che ciò è da imputarsi anche a cambiamenti neurobiologici causati dal dolore cronico su alcune strutture del nostro cervello: il dolore cronico può addirittura plasmare la nostra struttura cerebrale, ad esempio assottigliando lo spessore di zone implicate nei processi di memoria, pianificazione delle azioni, gestione delle risposte fisiologiche a eventi esterni e interni (es. stress). Tali mutamenti portano poi di conseguenza a effetti dannosi e di lunga durata su come noi reagiremo all'ambiente e come viviamo.

La conclusione positiva però è che tali effetti possono essere combattuti e a volte anche evitati tramite l'allenamento a tecniche mind-body (quali ad esempio lo yoga, la meditazione e il Training Autogeno).

Tali tecniche quindi possono non solo aiutare nella gestione della percezione del dolore, spesso diminuendone l'intensità. Ciò che emerge dalla ricerca è che studiando la struttura cerebrale di chi pratica tali tecniche si evince che esse inducono cambiamenti nel cervello di tipo inverso a quelli causati dal dolore cronico, aumentando infatti lo spessore delle aree che il dolore cronico riduce. In tal senso possono quindi essere considerati degli strumenti per contrastare gli effetti negativi del dolore sul cervello, aiutando le persone a migliorare la propria qualità di vita