Puoi essere ipnotizzato anche tu?

Pubblicato il 12 marzo, 2017  / Psicologia e dintorni
Puoi essere ipnotizzato anche tu?

Tra le domande più comuni che si possono rivolgere ad un ipnositerapeuta c’è sicuramente anche questa.

Chi arriva nello studio dello psicoterapeuta in realtà ha altre priorità da “porre sul tavolo”, se lo chiede, ma la sua urgenza la maggior parte delle volte è quella di raccontare la sua storia.

Tutti gli altri invece lo chiedono per curiosità personale, ne sono al contempo affascinati e respinti, sedotti dalla possibilità di raggiungere uno stato di coscienza differente da quello ordinario e spaventati dalla possibilità che qualcuno possa controllare le loro menti.

Ciò che ancora non sanno è che quotidianamente hanno a che fare con uno stato di trance, più o meno profondo, del tutto naturale e ripetuto.

La comune trance quotidiana (common everyday trance) è dunque non solo familiare a chiunque, ma addirittura talmente utilizzata dalla nostra mente da essere disconosciuta.

Il modo più facile di accedervi è quello di compiere atti motori automatici (guidare, guardare un film al cinema, compiere attività di routine, ecc.): in questi loop il nostro lobo frontale, responsabile dell’attività cognitiva, va in modalità stand-by e le attività coscienti influiscono molto meno sui nostri atti motori.

E per fortuna, pensate per un momento a quale tragedia andremmo incontro se ragionassimo in ogni istante su come premere l’acceleratore o il freno come ai tempi della scuola guida!

In trance il nostro inconscio è molto più ricettivo rispetto al completo stato di veglia.

L’ipnosi non è altro che l’induzione della trance da parte di un operatore esterno per fini terapeutici.