Aiuto! Su internet e WhatsApp ridono di me

Consigli per genitori e insegnanti

Pubblicato il 16 aprile, 2018  / Genitori e figli
bullismo su internet

In un mio precedente articolo ho parlato delle prese in giro ripetute rivolte a un solo bambino a scuola, che possono diventare bullismo. Ultimamente però lavorando con bambini e famiglie sono venuta a conoscenza di diversi episodi di prese in giro online, attraverso gruppi WhatsApp creati con l'obiettivo di prendere in giro un compagno o profili FB falsi o addirittura siti per prendere in giro un ragazzo. Facciamo un po' di chiarezza.

IL CYBERBULLISMO

Il cyber bullismo è una forma di prevaricazione intenzionale e ripetuta nel tempo mirata a danneggiare una persona o un gruppo di persone attraverso le tecnologie (internet, cellulare). Può consistere, ad esempio, nel diffondere sul web foto o video di un compagno a sua insaputa, nel diffondere informazioni false, nel prendere in giro ripetutamente o offendere anche attraverso WhatsApp/sms, nel creare un profilo falso di quel compagno su un social network.

Sono stati catalogati 8 tipi diversi di cyber bullismo (Vademecum del MIUR):

1. flaming: l’invio di messaggi online violenti e/o volgari mirati a suscitare scontri verbali;

2. harassment: l’invio ripetuto di messaggi insultanti con l’obiettivo di ferire qualcuno;

3. denigration: il parlar male di qualcuno per danneggiare la sua reputazione, via e-mail, messaggistica istantanea, etc.;

4. impersonation: la sostituzione di persona, il farsi passare per un’altra persona e inviare messaggi o pubblicare testi reprensibili;

5. exposure: la pubblicazione on line di informazioni private e/o imbarazzanti su un’altra persona;

6. trickery: l’inganno, ovvero ottenere la fiducia di qualcuno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate;

7. exclusion: escludere deliberatamente una persona da un gruppo, per ferirla;

8. cyberstalking: ripetute e minacciose molestie e denigrazioni.

Cosa non è cyber bullismo ma reato: insulti, offese o minacce perpetrate da maggiorenni nei confronti di minorenni, fingersi un coetaneo per chiedere video hot e proporre un incontro, chiedere soldi per non pubblicare i video o le foto hot, altri reati commessi attraverso le nuove tecnologie.

Cosa fare: come nel caso del bullismo, bisogna cercare di capire cosa è successo e capire se si tratta di cyber bullismo oppure no. Si cerca di capire se la vittima ne è a conoscenza e quanto malessere prova. I genitori dovrebbero cercare di dialogare il più possibile con il proprio figlio e proporre un sostegno psicologico se lo reputano opportuno. Gli insegnanti dovrebbero coinvolgere la famiglia/le famiglie dei ragazzi e lavorare assieme per capire cosa è successo e per attuare gli interventi più idonei per risolvere la situazione e prevenire ulteriori episodi di questo tipo. Scuola e famiglia non sono sole: è importante ricordare che si può chiedere aiuto ai professionisti e ai servizi del territorio e alla Polizia postale e delle telecomunicazioni.