I genitori a contatto con le emozioni del loro bambino

Pubblicato il 27 giugno, 2012  / Genitori e figli
I genitori a contatto con le emozioni del loro bambino

Ogni genitore nel cercare di crescere al meglio il suo bambino segue il proprio manuale del bravo genitore, manuale che nasce e si struttura dalla sua storia, dal ricordo, inconscio o conscio, della propria esperienza dell'essere stato figlio e dalle vicissitudini, piacevoli e non, che la vita gli pone davanti.

TI genitori a contatto con le emozioni del loro bambinoroppo spesso tuttavia in questo manuale viene omesso o attribuita secondaria importanza ad un aspetto fondamentale: insegnare al figlio a gestire ed esprimere le emozioni. Generalmente, guardando un bambino colpisce la sua spontaneità nel sorridere, piangere o rattristarsi quando qualcosa non va. Ma quella che percepiamo come una capacità innata, è frutto di un apprendimento che si impara nella relazione con le figure significative,in particolare con il papà e con la mamma. Inconsapevolmente i genitori potrebbero proiettare sul bambino le proprie emozioni e visioni del mondo, ponendo le basi di una relazione dove si possono esprimere e mostrare solo alcuni sentimenti ed emozioni, quelle piacevoli. Il bambino impara così ad affrontare da solo le emozioni più dolorose e difficili, senza chiedere aiuto al genitore, educatore che dovrebbe essere il protagonista attivo nella sua vita. Il piccolo arriva a questa soluzione dopo tentativi falliti di aprirsi con l'adulto, forse perché ha percepito nel suo contesto di vita persone emotivamente cieche, o forse perché queste persone erano come imprigionate nelle vicissitudine del presente o del passato che faticavano a percepire i bisogni emotivi del figlio, o forse perché voleva proteggere queste persone dal timore di farle caricare di un peso eccessivo.

Ma per quanto un bambino tenti di contenere o ignorare dentro di sé queste emozioni mostrandosi allegro, felice e simpatico, il suo mondo interiore si popola di emozioni che con il tempo possono diventare più grandi e più forti, che possono infondere una sensazione di solitudine e irrompere nella quotidianità attraverso comportamenti disfunzionali che apparentemente possono sembrare inspiegabili.

Dunque, ogni genitore ha il dovere di stimolare il bambino ad esprimere le proprie emozioni, allenandosi prima con sé stesso, e poi cercando di insegnare questa competenza. Ma allenarsi non è affatto semplice, poiché comporta mettere in discussione ogni parte di sè, del presente e del passato, tirando fuori anche emozioni che sono rimaste imprigionate in noi per anni. E solo quando ci sentiamo emotivamente pronti possiamo accostarci a nostro figlio con empatia, tentando di fargli esprimere il suo mondo interiore, attraverso le parole, le domande, i disegni, il gioco. Il bambino percepisce la nostra emotività e solo una relazione basata sulla fiducia, accoglienza ed empatia può permettergli di superare i suoi timori ed esprimere le emozioni che tiene nascoste dentro di lui.