Attaccamento e amore: le basi della sessualità umana

Alle origini del piacere e della gioia

Pubblicato il 27 aprile, 2017  / Genitori e figli
Attaccamento e amore: le basi della sessualità umana

1) Alle origini del piacere: è vero che il corpo conosce la strada per l’armonia e l’intesa e che questa si può apprendere?

Si, è vero. Il corpo ha una grande saggezza. Questa saggezza gli viene dall’istinto e dalla capacità di saper rispondere ad un ambiente positivo che gli consente di lavorare secondo i suoi ritmi che sono molto lenti e profondi.

É necessario molto tempo per creare le condizioni di un corpo felice e questo si impara molto precocemente. Sin dalla vita prenatale.

Il bebè nell’utero è come in una scuola meravigliosa, nella e dalla quale risponde agli stimoli interni provenienti dalla sua mamma ed esterni (l’ambiente, il papà, ecc).

Gli stimoli in entrata e le sue risposte in uscita sono mediate dai neuro-ormoni che veicolano tra l’altro anche le sensazioni. L’amore in generale comunque si può definire anche un AMORE LIQUIDO.

Esso è la garanzia che i delicati processi di formazione dell’organismo non vengano disturbati o aggrediti.

2) Dunque il DISAMORE o lo stress possono alterare questo equilibrio?

Diciamo che alti livelli di stress (fisici, chimici, ma anche relazionali) possono rendere il nascituro più vulnerabile nella vita adulta, predisponendolo ad una gamma di reattività che ne possono influenzare la formazione caratteriale. Le reazioni fetali si stratificano sotto forma di pattern motori, attitudini.

La costruzione dell’identità corporea, del senso del sè, inizia nella vita prenatale e termina molto in avanti nell’infanzia, fino a che il bambino non si percepisce come altro dalla madre o dalle figure di accudimento. All’inizio il rapporto è totalmente “fusionale” il termine esatto è simbiotico, vivono in simbiosi ed osmosi reciproca delle reazioni ormonali e quindi affettive, fino almeno 6 mesi dopo il parto. Il bimbo e la madre non possono – letteralmente –fare a meno di stare in contatto fisico se vogliono mantenersi calmi ed in salute.

L’affettività umana è mediata da neuro-ormoni delle emozioni che favoriscono l’empatia ed i legami con gli altri.

Da tempo è stato dimostrato che nei mammiferi uno dei fattori del legame di attaccamento che si instaura nei primi minuti dopo la nascita è legato alla secrezione assieme ad altri, dell’ormone OSSITOCINA e delle endorfine, oppiacei endogeni analgesici naturali che il corpo produce per alleviare lo stress ed aumentare il benessere.

Grandi quantità di ossitocina vengono secreti durante l’allattamento e favoriscono la tranquillità del neonato ed il suo adattamento armonico all’ambiente oltre che con il corpo della madre. Oggi poi è stato ampiamente dimostrato che gli stessi ormoni nell’età adulta sottostanno ai processi di innamoramento e di costruzione dell’intimità e dell’interazione sociale.

3) quindi l’attaccamento e l’amore che vengono favoriti precocemente nel periodo perinatale sono determinanti per la creazione dei legami affettivi, umani e sociali nella vita adulta?

Si. L’attaccamento è un atteggiamento innato, che determina il legame tra il bambino e la persona che per prima si prende cura di lui. Esso ha anche la funzione di mantenere un equilibrio omeostatico tra il bebè e l’ambiente tramite l’unione con il corpo della madre, sotto la protezione del padre.

Il bambino piccolo ha bisogno del corpo della madre come legame e fonte di conoscenza del nuovo mondo fuori dall’utero.

Questa unione, che si instaura fortemente durante la gravidanza e nelle primissime ora dopo ilo parto è fondamentale per garantire la salute psicofisica di ambedue i soggetti. E, se nei primi nove mesi di vita intra-uterina la scuola è nell’utero, la seconda scuola è nelle braccia della mamma ed attaccati al suo seno.

Il modello di questo PRIMO RAPPORTO D’AMORE sarà il nostro copione affettivo per tutta la vita, essendo attivo anche per i cuccioli d’uomo il meccanismo dell’imprinting affettivo.

4) Dunque la funzione del seno materno non è solo quella di nutrire con il latte, ma anche di insegnare l’amore e la fiducia nel mondo?

Si. Se ossserviamo foto di visi di bimbi, vediamo come essi esprimono il godimento che sta nell’abbandono e nella fiducia di chi li sta abbracciando. Se questo rapporto con il seno materno è pienamente goduto, questo piacere verrà ricordato per sempre e ricercato anche negli scambi di piacere adulti.

Viceversa al contrario, il rifiuto, il conflitto e l’ambiguità durante l’allattamento non predispongono ad una sessualità felice e soddisfacente. I primi sensi che il bambino esplora sono l’odorato ed il gusto sempre attraverso il contatto con la pelle e le mani della madre che con i suoi gesti esprime accettazione o rifiuto.

Appena uscito dall’utero, come tutti i mammiferi, il bebè si ORIENTA attraverso l’odorato, cerca spasmodicamente il seno e si calma solo dopo che vi si è avidamente attaccato.

Non poterselo godere, amare, crea una enorme frustrazione affettiva che tradotta in insoddisfazione cronica, determina nell’età adulta la ricerca spasmodica di compensare questa insoddisfazione con sostanze o comportamenti che ricostruiscano anche artificialmente il rapporto con l’oggetto d’amore perduto. SI SENTONO APPUNTO DISORIENTATI…

La triade madre – padre - bimbo si ricostituisce dopo il parto a causa del bisogno pressante di ritrovare un legame simile a quello intrauterino che lo rassicuri.

Se questo legame precoce avviene (IL BONDING) il bimbo sta sereno. Le sue funzioni vitali si attivano al meglio, in una parola NON SOFFRE PERCHE’ VIENE CONFORTATO.

Un conforto che noi esseri umani cerchiamo tutta la vita attraverso il contatto fisico PERCHE’ E’ NEL CONTATTO FISICO, ANCHE IN QUELLO NON SESSUALE, che avvengono meravigliose cascate ormonali che ci rilassano profondamente s radicano nel nostro corpo la FIDUCIA NELL’AMORE.

5) Vuol dire che anche i legami degli adulti rispondono agli stessi meccanismi?

Si. In una ricerca dell’Università di Los Angeles (Testo collettivo Social Neuroscience, New York 2007), mette in luce il fatto che sotto stress l’alternativa per l’essere umano non è solo “lotta o fuga”, MA E’ QUELLA DI CERCARE AIUTO. Si produce una risposta affiliativa basata sul prendersi cura ed aiutare, con la produzione di oppiacei interni ed ossitocina (che è come ho detto anche l’ormone della felicità e dell’innamoramento) che spinge al contatto e ci fa cercare gli altri per regolare la risposta allo stress.

Quando ho letto l’articolo, mi ha impressionato molto l’uso - in un articolo di neuroscienze- della parola affiliazione…

Il contatto fisico, l’abbraccio, il gesto affettuoso e fisico di comprensione dell’altro, creano dunque una risposta affiliativa, e pensando a quei bambini o a quegli adolescenti che questi contatti affettuosi non li hanno con i loro genitori, come possono soddisfare quella che una tendenza naturale dell’essere umano?

Sono senz’altro più esposti ad essere “affiliati” in un altro modo. Detta così questa parola mi mette i brividi.

Io credo che i nostri ragazzi vanno amati con molta più affettuosità perché tra noi e loro si crei un legame forte che nessun’altro possa soppiantare, un legame CHE GLI RICORDI L’AMORE CHE HANNO DENTRO E CHE LI AIUTI A SCEGLIERE COMPAGNIE che garantiscano legami pro-sociali diretti verso l’amore, e non verso l’asocialità o la vendetta.

E non mi rivolgo solo ai genitori, ma a tutti coloro che educano i giovani, perché li aiutino a recuperare il contatto fisico- affettivo con figure di riferimento, se non le hanno avute-

Se non lo facciamo noi, da subito, se non esprimiamo affetto tra di noi genitori, o educatori, loro non possono imparare veramente ad amare.

Eppure oggi, nonostante tutto questo sia scienza, non viene trasmesso-

Tutto nella società dei consumi tende oggi ad allontanarci dal corpo e dall’intimità vera, sia essa di amicizia o coniugale che cementa i rapporti umani E LI RENDE FORTI DI FRONTE AGLI OSTACOLI.

Se chiedete per esempio alle adolescenti cosa pensano dell’allattamento, vi dicono che le preoccupa la possibilità che il seno SI ROVINI. Ed è chiaro che non sanno nulla degli effetti spiegati sopra, come non sanno che tutto il corpo della donna fiorisce durante l’allattamento e non il contrario.

6) Cosa si può fare per contrastare questa tendenza al distacco affettivo?

Io penso che dobbiamo renderci conto che ANCHE SE NON SI VEDE – siamo in piena emergenza emozionale, e siccome il primo legame è quello fondante, esso va protetto a tutti i costi e con rispetto. Bisogna insegnare questo nelle scuole prima di tutto.

Secondo me a queste mancanze è collegata anche il dilagare dell’illegalità. E mi spiego: Non è materialmente possibile possedere un senso della legalità senza avere un senso di sé, senza sapere cosa è il principio del piacere CHE GOVERNA QUESTA SOCIETA’ per distinguerlo dal principio di realtà e di responsabilità personale e sociale.

Il processo di individuazione che porta ad avere un Io maturo, ad essere una persona “matura”, non passa solo attraverso la coscienza razionale, piuttosto segue un procedimento secondo il quale, solo partendo da un groviglio di pulsioni indistinte noi cominciamo a percepirci (se ci viene consentito di esprimerci nel giusto ambiente affettivo) e poi, SOLO MOLTO POI, noi ci conosciamo, ci capiamo, e quindi possiamo aspirare a governarci e a interagire in maniera costruttiva con gli altri.

Quando insegniamo ai bambini a vestirsi, a prendersi cura del loro corpo, dovremmo insegnargli a prendersi cura delle emozioni ad abbracciare e a parlare di sentimenti, a cercare il contatto e l’aiuto e spiegargli con l’esempio che amarsi ci protegge.

La società moderna crea modelli con i suoi ritmi veloci e consumistici che non contemplano LA PROTEZIONE DELL’INTIMITA’ e dei sentimenti stessi, dalle sale parto alle scuole.

Perciò l’azione di prevenzione riguarda soprattutto l’educazione all’amore di sé e degli altri e di ciò che ci può “nutrire” veramente. E’ l’educazione PRECOCE sin dall’allattamento che aiuta a trasformare la rabbia e l’odio in PASSIONE DI VIVERE.

DOBBIAMO diventare NOI dei “luoghi protetti di affiliazione” per l’espressione della gamma infinita delle pulsioni e delle emozioni umane, ALTRIMENTI i nostri ragazzi dovranno per forza andare fuori a sperimentarle, nel bene e nel male. Perché devono conoscersi, devono crescere, devono poter dire che esistono, A VOLTE ANCHE a rischio della loro salute.

7) Dunque è possibile che alcune condotte sessuali negative, o anche la ricerca del rapporto sessuale violento, che si possano prevenire attraverso questa educazione precoce?

Si. Quanto meno questo deve costituire l’intervento di base come substrato bio-psichico per l’intervento CULTURALE. Per me l’emergenza in Calabria è contemporaneamente socio-sanitaria e culturale.

8) Vorrebbe dire che una cura maggiore nelle agenzie educative migliorerebbe anche la vita sessuale dei ragazzi e degli adulti?

Si. Non si può pensare di fare l’amore senza soffrire se non si è imparato l’ABC delle emozioni e dell’intimità, prima in famiglia e poi fuori. IL che però accade regolarmente, con grande confusione dei ragazzi più deprivati che fanno l’amore troppo precocemente senza magari mai aver provato a conoscere il proprio corpo e le proprie emozioni positive, e quindi esponendosi al rischio altissimo di non saper riconoscerle negli altri, confondendo altre “attenzioni” con emozioni positive, pur di avere quell’attenzione e quell’affetto di cui tutti abbiamo bisogno.

9) Ma anche i genitori andrebbero preparati a proteggere questa intimità?

Soprattutto. E prima di tutto partendo da loro stessi.

I figli imparano con l’esempio.

Dai baci e dai nudi televisivi imparano la promiscuità, la falsità, e modelli legati più alla seduzione (ed al potere del denaro) che all’amore.

DUNQUE…LEZIONE NUMERO UNO: DOPO QUESTA TRASMISSIONE CHIUDETE LA TELEVISIONE A SCAMBIATEVI UN ABBRACCIO, DATEVI LA BUONANOTTE CON UN BACIO ED ASCOLTATE DENTRO DI VOI L’ONDA DI BENESSERE E DI ENDORFINE CHE VI INVADE, VI CALMA E VI PREDISPONE ALL’AFFETTO.

A volte basta poco, veramente poco, ……..e l’ansia si allenta, ed i compiti quotidiani non diventano insormontabili.

10) E tutto questo vivendo una buona gravidanza, un buon parto ed un buon allattamento?

Si. Vi sembrerà pure troppo semplice, ma è così.