Hikikomori, una forma estrema di ansia sociale

Ritiro sociale, isolamento e internet dipendenza

Pubblicato il 26 gennaio, 2016  / Ansia e Depressione
Hikikomori, una forma estrema di ansia sociale
La parola "Hikikomori" significa "isolarsi"

Hikikomori è un termine giapponese, introdotto dallo psichiatra Tamaki Saito, che significa "ritirarsi, isolarsi".
Identifica un fenomeno sociale presente fin dagli anni '80 in Giappone, diffusosi in seguito negli Stati Uniti e in Europa; in Italia, i primi casi sono stati diagnosticati nel 2007 e, al momento, si stima che ne soffrano oltre 30 mila persone.

Come identificarlo

Si tratta di individui che hanno scelto di ritirarsi dalla società per condurre una vita di isolamento estremo, chiusi in casa senza uscire anche per mesi o uscendo solo con la certezza di non incontrare conoscenti.
Il fenomeno riguarda in particolare gli adolescenti e i ragazzi di età media fra i 19 e i 27 anni, per la maggior parte maschi, spesso compulsivamente dipendenti dalla tecnologia.
Anche se non sono stati individuati criteri diagnostici specifici, si può parlare di Hikikomori quando il ritiro dura almeno da 6 mesi, ogni tipo di attività sociale viene evitata e le relazioni vengono intrattenute solo virtualmente o esclusivamente con i familiari più stretti.

L'Hikikomori è spesso scambiato per un disturbo depressivo, ma il sintomo principale non è l'alterazione del tono dell'umore, bensì la vergogna: il mondo reale non riesce ad essere all'altezza di quello ideale e la persona vive come un fallimento l'incapacità di integrarsi e di rispondere alle prove della vita; in questo modo finisce per autoescludersi, recludendosi nella propria stanza e ammettendo solo contatti tramite social network e videogiochi.
Ne conseguono squilibri del ritmo sonno-veglia, eccessiva sedentarietà, rischio di sviluppare patologie psichiatriche e pensieri suicidari. Disturbi quali schizofrenia, depressione maggiore, fobia sociale, disturbo di personalità schizoide o evitante possono insorgere in comorbilità.

Cause

All'origine dell'Hikikomori ci sono fattori personali, sociali, culturali e familiari.
Soprattutto nella cultura giapponese, il grado di competitività e perfezionismo è molto elevato e la pressione sociale verso il successo non riesce ad essere sostenuta da queste persone, che non si reputano all'altezza degli standard richiesti.
La vergogna per aver disatteso le aspettative, la paura del rifiuto e del fallimento conducono all'alienazione come difesa.

Le famiglie possono essere di 3 tipi:

  • ultraprotettive (soprattutto la madre), impediscono al figlio di raggiungere la propria autonomia; il padre è assente, immerso nel lavoro e poco propenso al dialogo
  • disadattive, in cui il giovane non impara le regole sociali di base e non riesce ad instaurare relazioni soddisfacenti coi pari, oppure è vittima di rifiuto o di bullismo
  • eccessivamente pressanti, con elevate aspettative di successo scolastico e lavorativo che inducono nel figlio stress e frustrazione

Rimedi

L'Hikikomori un disagio invisibile ma in crescita, ancora sottostimato a causa della mancanza di studi su campioni rappresentativi, ricerche interculturali, accordo sui criteri diagnostici e assenza di protocolli di intervento.
Inoltre, i giovani che ne soffrono non arrivano all'attenzione clinica o rifiutano le cure, perché significherebbe avere relazioni e uscire dall'isolamento.
Una chiave per aiutare gli Hikikomori, considerato il loro rapporto con la tecnologia, potrebbe essere il supporto psicologico online, mediante consulenze via chat o videotelefonate.