L'ansia è davvero una nemica?

L'ansia vista da un'altra prospettiva

Pubblicato il 9 aprile, 2018  / Ansia e Depressione
L'ansia è davvero una nemica?

Siamo abituati a guardare all’ansia con diffidenza, come se si trattasse di qualcosa da cui stare lontani, che non porta nulla di buono. Ne è l’esempio lampante il fatto che quando proviamo ansia ci sentiamo male, ci agitiamo ancora di più, proviamo sensazioni che vorremmo allontanare da noi il più possibile. Per non parlare dell’attacco d’ansia: quel battito accelerato, quell’affanno, quella sensazione di perdere il controllo o di vederci star male… Non appena ci riprendiamo, il primo pensiero che ci viene in mente è “Mai più”, e ci attiviamo per raggiungere questo risultato: gocce, negazione, farmaci o rimedi naturali che possano sconfiggere l’ansia e non farci più provare quelle orribili sensazioni. Forse per un po’ funziona, ma poi lei tornerà, si farà sentire, sarà ancora più forte, e ci sentiremo impotenti.

Cosa fare, quindi?

Se vi dicessi di provare ad accettare l’ansia, come vi sentireste? Come vi suona tutto questo?

Sembra strano, vero? Proviamo un attimo a soffermarci su cosa sia l’ansia: essa è un allarme, un segnale che ci dice che qualcosa non va, ci serve quindi per attivare o aumentare la vigilanza, la concentrazione, la lucidità per far fronte a una situazione presente o futura, reale o ipotetica, le cui conseguenze possono essere potenzialmente disturbanti. Quindi, essa ci vuole avvisare che siamo o potremmo essere in pericolo, e quindi ci consiglia di cambiare qualcosa per far fronte a ciò che potrebbe accaderci. Se ci soffermiamo a pensare a questo, quindi, va da sé che se tentiamo di bloccare questo segnale, esso tenterà di manifestarsi in modi diversi e sempre più intensi, perché ha bisogno di essere ascoltato.

Il rischio contrario è che il nostro segnale vada in tilt, facendoci vivere una condizione di ansia perenne in cui tutto, in modo più o meno intenso, attiva il nostro segnale di allarme.

Cosa fare, quindi?

È importante, soprattutto le prime volte che capita, non spaventarsi, e imparare ad accettare e a gestire le situazioni di ansia. Le tecniche di rilassamento e di visualizzazione, per esempio, hanno proprio questo scopo. Una volta imparata a gestire la situazione, si possono andare a ricercare le cause che ci provocano ansia, per modificare i nostri atteggiamenti e quindi abbassare i livelli di allarme del nostro corpo.

Non è facile, ci vuole tempo e pazienza, soprattutto se l’ansia è qualcosa di consolidato in noi e fatichiamo nella parte più importante del nostro cambiamento, l’accettazione. Ma non siete soli: soprattutto in queste prime fasi, l’aiuto di un professionista può essere fondamentale per capire e imparare a gestire ciò che vi capita, fino a rendere automatiche le tecniche personali individuate per accettare e abbassare i livelli di ansia di ognuno di noi. E poi, la strada è tutta in discesa verso l’autonomia.

Ricordate: l’ansia è una nostra amica che vuole dirci qualcosa e metterci in guardia. Stiamola ad ascoltare.