Il Dizionario emotivo a tavola

Disturbi alimentari e nuove tecnologie

Pubblicato il 25 febbraio, 2016  / Alimentazione
Il Dizionario emotivo a tavola

I Disturbi alimentari sono spesso motivo di ricorso alla Psicoterapeuta. Oggi, più che in passato vi è consapevolezza sia da parte dei pazienti che delle loro famiglie e non sono più casi isolati quelli di singoli genitori o coppie genitoriali che ricorrono al supporto di un professionista per far fronte ad un problema che coinvolge tutto il nucleo famigliare.

Questo vuol dire che negli anni il lavoro di molti professionisti per diffondere tale messaggio ha dato i suoi frutti ed ormai molto è stato scritto e ancora lo sarà su quanto il cibo rappresenti per l'essere umano qualcosa che va oltre la mera nutrizione.

Nel cibo si dispiegano valori affettivi, con il cibo si scambiano intenti di protezione, dal cibo deriva la nostra autostima.

Ovviamente tali significati oltre ad essere declinabili non sono universali: l'essere umano quindi rimane nella sua un'unicità l'esperienza singola per eccellenza capace di dispiegarsi in più futuri e la predeterminazione non è contemplata.

Tenuto conto dell' umana necessità di classificare dell'uomo per bisogno di semplificazione, ordine e terreno comune di discussione non sorprende che la suddivisione dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) subiscano ancora oggi modifiche ed aggiunte. Questo anche alla luce di nuove tipologie evidenziate nel DSM-V (il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell’Associazione Americana di Psichiatria).

Nello stesso DSM viene mutato il nome del disturbo oggi denominato Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione.

Non tratteremo qui del senso della revisione clinica apportata poiché siamo più interessati a mettere in evidenza qua un fenomeno nato sul web.

La Mente in internet.

Un fenomeno nuovo e da tenere sempre a mente è la messa in rete dei vissuti di chi di questi disturbi soffre.

Se da una parte, come per altre patologie, i soggetti si rivolgono al web per avere un supporto, per tenere un diario aperto alla visione di altri, per cercare uno specialista da contattare è pur vero che ad oggi sempre più vediamo il fiorire di pagine Pro Disturbo.

Sono le così dette pagine in cui i membri si definiscono Pro_Ano ovvero Pro aNoressiao Pro-Mia ovvero Pro-Bulimia.

Qui si supportano, si raccontano storie di un corpo che grida per rimanere al mondo, ma lo si fa per trionfo per mostrare quanto la persona riesce a controllarlo e quanto nei momenti di difficoltà in cui il controllo si perde si possa contare su una comunità (quella dei Pro Ano o Pro-Mia, appunto) che si supporta indicando strategie per ripristinare una perdita di peso senza... fine.

Ad oggi quindi quando questi disturbi si affacciano nel mondo emotivo di una persona questa ha tutti gli strumenti per trovare brevemente quali sono le tecniche da imitare per perdere peso nel tempo più breve possibile.

Questo naturalmente ci dice molto della patologizzazione di una società in cui ancora una volta intenet con il bagaglio di tutti i suoi buoni intenti rivela un lato oscuro, incontrollabile.

Molto sappiamo sul significato consolatorio che può assumere il cibo per un obeso e su quello Edonico della supremazia sul proprio corpo che ha per l'anoressico, ma cosa vuol dire quando un gruppo esteso, quella che si definisce una comunità, sceglie un destino comune che se lasciato al suo compimento a come fine ultimo la Morte?

Cosa gridano queste persone e perchè lo gridano tutti insieme?

Ecco alcuni “CREDO” di seguaci di Pro-Ana che possono facilmente reperirsi dal Web:

CREDO IN:

  • credo nel controllo, unica forza ordinatrice del caos;
  • credo che fin a qando sarò grassa resterò l'essere più disgustoso e inutile;
  • credo negli sforzi, nei doveri, nelle autoimposizioni assolute e infrangibili;
  • credo nella perfezione, mia unica meta per i miei sforzi;
  • credo nella bilancia;
  • credo in ana, unica filosofia e religione