A tavola con i colori

Come i colori condizionano il nostro comportamento alimentare?

Alimentazione
A tavola con i colori

I colori influenzano molti aspetti dell’esistenza umana, iniziando dall’alimentazione! L’associazione di determinati colori con determinati tipi di cibo inizia con l’infanzia ed è mantenuta per tutta la vita.
I colori di un alimento costituiscono il primo fattore di attrazione o repulsione. In particolare, avendo effetti diretti sulla percezione, ci forniscono preziose informazioni sulla qualità di cibo e bevande, sui sapori di base (dolce, salato, acido e amaro) e sull’appetibilità.

Oltre a segnalare lo stato fisico degli alimenti, i colori suscitano emozioni, sensazioni e stati d’animo correlati a diversi fattori individuali e collettivi, di tipo psicologico e sociale, funzionando da veri e propri “anticipatori del gusto” e fornendo un forte contributo per la sopravvivenza. Il variare del colore di carne, frutta o verdura, ad esempio, suggerisce che il cibo è stato contaminato da microrganismi e pertanto ne sarà evitato il consumo.

L’occhio riceve la luce e le oscillazioni cromatiche. Scientificamente, la visione del colore provoca una vibrazione sulla retina che trasforma il percetto in impulsi. Questi, a loro volta, si riverberano nella zona ipotalamica e nei lobi occipitali.
Il colore, avendo effetti sull’attività corticale, stimola associazioni di tipo emotivo, simbolico ed estetico. Come documentato dal famoso test cromatico di fama mondiale di Max Lüscher, elaborato nel 1949, i colori oltre a suscitare un effetto fisiologico determinano un forte impatto psicologico, condizionando le scelte di una persona. Questa forma di apprendimento per condizionamento tende a generalizzarsi, manifestandosi anche nell’ambito dell’alimentazione.

L’alimentazione comprende l’insieme di fattori che portano a riconoscere e a soddisfare i bisogni alimentari individuali, in funzione delle caratteristiche psicofisiche e culturali prevalenti nell’ambiente in cui il soggetto vive abitualmente.

Scegliendo consapevolmente il cibo da assumere, scegliamo anche il colore!

Questo accade perché ogni alimento possiede una sua specifica “valenza cromatica” che agisce direttamente sullo stato psicologico. Chef di tutto il mondo dedicano grandissima attenzione alla presentazione di un piatto. Il segreto sta proprio nell’immagine. I colori dei cibi possiedono, dunque, un'influenza significativa sul gusto, sull'umore e allo stesso tempo sulla salute delle persone. Le diverse tonalità dei cibi che consumiamo sono fortemente evocative: pensate al colore verde brillante di una bibita alla menta che richiama immediatamente l’idea di freschezza, oppure al blu-viola-verdastro che ci disgusta perché evoca la putrefazione. Si tratta di meccanismi percettivi molto sfruttati anche nel campo delle vendite alimentari.

Negli ultimi anni, la cromoterapia ha avuto un notevole sviluppo grazie ai numerosi studi scientifici che evidenziano come i colori condizionano il sistema nervoso, immunitario e metabolico dell’uomo.

In particolare, il rosso e l’arancione stimolano l’aumento del battito cardiaco e del respiro. Tali intensi colori emozionali favoriscono nei consumatori un’assunzione di cibo maggiore in tempi più rapidi. Per questa ragione, molti leader del settore della ristorazione, scelgono come colore aziendale proprio il rosso.

Anche il giallo stimola l’appetito e richiama sensazioni di energia, positività e rassicurazione. Al contrario, le ricerche dimostrano che il blu inibisce l’appetito. Uno studio pubblicato sulla rivista “Appetite” dimostra, infatti, che i soggetti invitati a consumare un pasto in un luogo illuminato da una luce blu mangiano in quantità minore rispetto a quelli collocati in una stanza con luce gialla o rossa. Questi risultati, tuttavia, sono da attribuire esclusivamente a soggetti di sesso maschile, poiché le donne, più abili utilizzatrici dell’olfatto, non evidenziano differenze significative nei casi indicati.

Il rifiuto di cibo con una tinta blu-viola risale ai tempi dell’uomo primitivo, il quale aveva imparato ad associarla a vegetali non commestibili e quindi tossici. Allo stesso modo, alimenti viola esistenti in natura (come patate e carote), sono poco commercializzati e spesso restano invenduti.

Il verde, invece, è il colore dell’equilibrio energetico, calmante, disintossicante, addirittura antinfluenzale. Tale colore negli ortaggi è dato dalla clorofilla, una sostanza ricca di magnesio che aiuta a regolarizzare il metabolismo dei grassi e degli zuccheri. È noto, però, che alcuni bambini sviluppano un rifiuto per tutti gli alimenti verdi: ciò potrebbe essere dovuto ad una specifica forma di condizionamento precedentemente appreso, ovvero all’associazione con l’amaro e l’acerbo derivata da un assaggio non gradito di alcune verdure, come broccolo, cicoria o insalata.

I cibi di colore bianco, infine, rappresentano il candore e l’eleganza, favoriscono la disintossicazione e la concentrazione, aiutano ad abbassare la pressione e a tenere sotto controllo il colesterolo. Sono prediletti nel periodo estivo perché suscitano freschezza e digeribilità.

Ma quale di questi “colori” fa davvero bene alla salute? Sarebbe ideale consumare ogni giorno cibi di tutti i colori!