6 strategie mentali per dimagrire con successo

Pubblicato il 27 febbraio, 2015  / Alimentazione
6 strategie mentali per dimagrire con successo

Per dimagrire non dobbiamo unicamente porci un obiettivo da raggiungere esercitando la nostra forza di volontà e riducendo le calorie ingerite, ma anche fare un percorso mentale, oltre che fisico, adeguatamente supportati da strategie che la psicologia cognitiva può suggerirci.

Vediamone alcune:
 

  1. Non guardare al dimagrimento come ciò che farà di te una persona diversa. La persona che guarderai nello specchio, seppur più magra, sarai sempre tu! Nulla di “magico” accadrà, mentre dimagrisci. Non ti trasformerai in un modello/a da copertina, non troverai improvvisamente il partner perfetto, non avrai successo illimitato sul lavoro. Tieni invece a mente ciò che DAVVERO potrai ottenere dalla perdita di peso. Maggiore autostima, la possibilità di indossare ciò che più ti piace, di essere più agile e scattante, di piacerti e così via… Questo renderà il tuo un obiettivo REALISTICO e ti sosterrà nella perdita di peso. Ricorda: caricare la dieta o il desiderio di perdere peso di una responsabilità così grande da risultare irrealizzabile non può che determinarne il fallimento, sin dall’inizio.
     

  2. Non salire sulla bilancia tutti i giorni! Controllare il peso con eccessiva frequenza ha il potere di sollevare o fa precipitare il morale in un istante, determinando così l’ “andamento alimentare” della giornata. Cosa significa? Che, se ci svegliamo gonfi e appesantiti perché, ad esempio, siamo in un periodo in cui tratteniamo più liquidi (es. ciclo mestruale per le donne) o se, semplicemente, la sera prima abbiamo mangiato una pizza (1g. di carboidrati trattiene g.2,7/3 di acqua) il giorno dopo peseremo inevitabilmente di più. L’ago della bilancia che sale inaspettatamente, potrebbe innescare quei meccanismi di distorsione cognitiva che ci porteranno poi a “sgarrare” tutto il giorno, convinti ormai di aver vanificato i nostri sforzi. La bilancia dev’essere utilizzata una volta alla settimana, per monitorare i tuoi progressi, possibilmente lo stesso giorno alla stessa ora, evitando il lunedì ed il weekend e scegliendo un giorno “neutro” come, ad esempio, il giovedì appena svegli, prima di fare colazione. Inoltre, dovremmo imparare a percepire il nostro corpo attraverso i vestiti! I jeans ci vanno stretti? Dovremo regolarci di conseguenza. Il vestito che tanto ci piace, finalmente ci cade a pennello? Siamo sulla buona strada! La perdita di peso cesserà, lentamente, di tradursi in un’ossessione di numeri e conteggi, e si trasformerà in un percorso di miglioramento di sé in senso più armonico e meno carico di stress.
     

  3. Fai esercizi di visualizzazione. Immaginati più magro/a! Ci avevi mai pensato? Il potere del cervello è immenso. Basti pensare che, ad un goloso, non serve “vedere” fisicamente una fetta di torta per averne desiderio, ma gli basta immaginarla per sentire l’acquolina in bocca! Concedetevi 5 minuti al giorno per rilassarvi, in silenzio e soli con voi stessi, ed immaginatevi magri. Il corpo tonico, scattante; il viso sgonfio, la pelle splendente; nudi o vestiti non è importante, purché sia un’immagine di voi positiva e realistica, che vorreste raggiungere. La mente, con il tempo, si allineerà con questa nuova rappresentazione di voi, supportando il conseguimento dell’obiettivo.
     

  4. Impara a distinguere la fame biologica da quella emotiva. Hai mai sentito parlare di Emotional Eating? E’ quel fenomeno per cui esprimiamo le nostre emozioni attraverso il cibo. Così, spesso ci ritroviamo a mangiare non per reale bisogno, ma perché ci sentiamo ansiosi, tristi, stressati e così via. Per avere successo nel nostro progetto, dobbiamo necessariamente imparare ad ascoltarci e a distinguere la “vera fame” dalla “fame emotiva” che, a lungo andare, può determinare un forte eccesso nell’introito calorico quotidiano e, quindi, un aumento di peso.
     

  5. Sii soddisfatto/a dei tuoi traguardi! Se mangi un cioccolatino, non pensare di aver “mandato all’aria tutto”. Questo è un meccanismo che si instaura in chiunque stia a dieta… presto o tardi, ci si confronta con lo “sgarro”. lo “sgarro” altro non è che la molla che innesca il circuito di inibizione-disinibizione (forte ed immediato desiderio di perdere peso >> restrizione alimentare prolungata >> craving per ciò che non “possiamo” mangiare/offerta di cibo irrinunciabile >> “sgarro” >> senso di colpa e fallimento >> si riprende a mangiare “tanto ormai…” >> ricomincia da capo) che condurrà a vanificare tutti gli sforzi, credendo ormai di aver fallito (“tanto ormai…!”). Se, invece, riuscissimo a vivere quel cioccolatino come un premio che ci meritiamo, avendo faticato per poterlo gustare, la nostra mente ne risulterà appagata e non avrà bisogno di cercare altro per gratificarsi.
     

  6. FAI MOVIMENTO!! Non è importante solo per il corpo, ma anche per la mente. Fare sport libera le endorfine, le cosiddette “molecole del benessere”. Più ti muovi, più ti senti bene! Attenzione: adottare uno stile di vita attivo non significa necessariamente andare in palestra. Dimentica l’ascensore e fai le scale, allunga il giro che di solito fai insieme al cane, sbriga le faccende domestiche, ritaglia del tempo libero per dedicarti ad un po’ di attività all’aria aperta e, se puoi, trova qualcosa che ti piace fare e …FALLO!! Un po’ alla volta, senza condizionamenti esterni, senza dover dimostrare niente a nessuno o dover necessariamente bruciare migliaia di calorie. Fallo perché fa bene, perché ti darà la spinta per amarti di più, per prenderti cura di te stesso, del tuo corpo, perché ti farà sentire più sana e più bella, più in forma, più felice e meno bisognosa di ricorrere al cibo per soddisfare i tuoi impulsi.
     

La psicologia, com’è evidente, può aiutarci innanzitutto a volerci bene rispettandoci di più, imparando ad amare la nostra immagine, a porci obiettivi realistici e realizzabili, a ri-sintonizzarci sui nostri reali bisogni, ad esprimere correttamente le nostre emozioni e, infine, a raggiungere gli obiettivi in modo sano ed equilibrato.