articoli di psicologia della Dott.ssa Marinella Magnani

risposte dello specialista Marinella Magnani

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Malessere esistenziale

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Buongiorno Andrea, mi spiace molto per la sua situazione e comprendo bene la delusione e la stanchezza che prova dopo aver tentato molte strade, impegnandosi ogni volta, e senza aver riscontrato cambiamenti significativi. Sicuramente quella che descrive è una storia piuttosto complessa, con una compresenza di problematiche diverse e quindi di per sé delicata da affrontare. Ha fatto la cosa giusta a cercare aiuto quando ha sentito di averne assolutamente bisogno, purtroppo -come ha sperimentato di persona- quando si ha a che fare con più disturbi contemporaneamente, e si tratta tra l'altro di disturbi che hanno un andamento ciclico, è particolarmente difficile individuare la cura corretta, per quanto sia stato preciso l'iter diagnostico. E' difficile sia per quanto riguarda la terapia farmacologica, che per quanto concerne l'approccio psicoterapeutico. Per quel che posso fare le consiglio senz'altro di non mollare tutto, ho però qualche perplessità sul percorso che sta attualmente seguendo poiché non posso avere riscontri del fatto che ci si trovi di fronte ad un disturbo post-traumatico né del fatto che sia preferibile centrare la cura su di esso. Da un lato concordo sul fatto che spesso si debba essere pazienti (specie dopo aver fatto tanti tentativi e trovandosi di fronte ad una situazione complessa), ma senz'altro sono anche io dell'opinione che di progressi se ne debbano vedere in tempi ragionevoli. Potrei suggerire di ricercare un professionista o un centro che pratichi l'approccio DBT (Dialectical Behavior Therapy), in qualche modo "imparentata" con l'orientamento cognitivo-comportamentale, ma specificamente pensato per il disturbo borderline e fortemente indicato dalle linee guida internazionali. Credo inoltre che sia fondamentale, in questo momento, continuare nella ricerca di una corretta terapia farmacologica di supporto. Non si arrenda. I miei migliori auguri....

Mi sento non voluta

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Salve Sharon, la situazione che racconta mette in evidenza diversi aspetti: siete una coppia molto giovane ma state crescendo insieme, non solo dal punto di vista anagrafico ma per le nuove sfide che la vita vi porta, sia singolarmente che come coppia: questo, nel caso del suo fidanzato, sta significando in questo momento concentrarsi moltissimo sullo studio, in vista dei suoi obiettivi futuri. Siete passati da una fase di scoperta reciproca, anche a livello sessuale, ad una in cui probabilmente vi sentite entrambi più sicuri di ciò che potete chiedere l'uno all'altro: non necessariamente una fase di "routine", ma un periodo in cui spesso è abbastanza normale che ci sia una ricerca meno vivace dell'intimità e ci si concentri di più su altri aspetti. Senz'altro è importante che continuiate a parlare della questione, che per lei è vissuta con fatica e soprattutto con la preoccupazione di non essere più attraente o interessante per il suo ragazzo (può essere difficile parlare apertamente con lui di questo suo timore, ma può portarvi ad eliminare possibili fraintendimenti), può essere però che per lui, in questo momento di grande impegno nello studio, ci sia il desiderio di "rilassarsi" in altri ambiti come anche quello sessuale, di non dover "dimostrare" qualcosa. Forse può essere l'occasione per esplorare e vivere a fondo altri aspetti della vostra intimità, che vi permetteranno comunque di sentirvi vicini anche in questa fase e non meno uniti di prima: anche i preliminari, le carezze, la tenerezza, possono comunicare passione e desiderio. Saluti, Dott.ssa Marinella Magnani...