risposte dello specialista Gionathan Vitiello
Senso di vuoto e generatività: il contrasto tra razionalità ed emozioni
Apri domandaGentile Daniele, il contrasto che ci racconti è profondo, doloroso, ma anche incredibilmente umano. Tocca il nodo centrale della generatività: quel bisogno innato di sentire che la nostra esistenza non si esaurisce nel presente lavorativo o individuale, ma genera valore, cura e continuità per il futuro. Quando scrivi di sentire un senso di "inutilità" e di "sterilità" la sera, quando gli impegni calano e resti solo con te stesso, stai entrando in contatto con una tua ferita frequente: il confronto con un modello sociale unico. Cresciamo immersi in un copione culturale lineare (crescita, lavoro, matrimonio, figli) che identifica la realizzazione di una vita quasi esclusivamente con la famiglia biologica e tradizionale. Quando dici che "razionalmente non desideri avere figli" sulla base di un'idea di famiglia ideale, vale la pena chiedersi con delicatezza: questa razionalità appartiene autenticamente ai tuoi desideri più intimi, oppure è una regola introiettata dall'esterno che stai usando per proteggerti o per dare un senso logico a un percorso che devia da quel copione? Il senso di vuoto non segnala necessariamente che la tua vita sia sterile, ma che c'è un'energia affettiva e progettuale pronta a esprimersi che oggi fatica a trovare un canale riconosciuto come "valido". In psicologia, la generatività non coincide necessariamente con il fare figli, ma riguarda il prendersi cura di ciò che si è contribuito a creare. Può essere utile chiedersi in che modo potresti coltivare questa cura oggi: investendo nella profondità dei tuoi legami e nella tua “famiglia di scelta”, spendendoti per un progetto sociale o una comunità a cui tieni, oppure dando forma a un progetto creativo e personale condiviso con il tuo compagno. Il vuoto della sera è uno spazio ancora disabitato, ma non significa che non possa contenere futuro, significa che il tuo copione non è ancora scritto e tocca a te inventarlo, con la possibilità di non adottare uno schema prefissato. Riconoscere questo contrasto è già un atto di consapevolezza notevole. Non c'è fretta di riempire quel vuoto: datti il permesso di abitarlo e di scoprire, passo dopo passo, quale forma di fecondità e bellezza risuoni davvero con chi sei. Ti auguro di darti il tempo e lo spazio necessari per ascoltarti e permettere a ciò che sei di fiorire, secondo i tuoi tempi e la tua personale direzione. Saluti, Dott. Gionathan Vitiello...