articoli di psicologia della Dott.ssa Oriana Adamo

risposte dello specialista Oriana Adamo

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Curiosità

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Gent.le Lalla, quello che riporta è molto doloroso; seppur infatti possono esserci dei conflitti tra madre e figlia, ciò non toglie rispetto reciproco e quella sana complicità di una relazione. Da quello che descrive emerge un rapporto estremamente ambivalente con sua madre, proprio per il modo di porsi di sua madre nei suoi confronti. È un continuo oscillare tra il bisogno di manipolare e controllare e la difficoltà di tollerare una presa di distanza. Mi chiedo quali siano state le dinamiche che hanno portato a questo strappo e non a un suo processo di individuazione come figlia. Se vuole approfondire sono disponibile per un confronto. Cordiali saluti Dott.ssa Oriana Adamo...

Violenze ripetute

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Gent.le sig.ra Paola, al di là che ogni tipo di violenza va condannata, noto il suo interesse a voler comprendere cosa vi è dietro tutto ciò rispetto ai diversi episodi vissuti. Jung parlerebbe di “sincronicità” ovvero il principio di connessione causale, e non casuale, degli eventi che ci porta quindi a dover riconoscere il significato sottile di tutto quello che ci accade. Se vuole approfondire, sono disponibile a offrirle uno spazio sicuro. Cordiali saluti Dott.ssa Oriana Adamo...

Non mi sento scelta

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Gent.le Alessia, dal tuo racconto emerge un vissuto emotivo molto intenso, fatto di dolore, frustrazione, delusione e senso di esclusione. È importante partire da qui: le emozioni che provi sono valide e meritano ascolto. Il dettaglio della preghiera che, razionalmente, potrebbe sembrare piccolo, ha attivato dentro di te un disagio ben più profondo, che probabilmente ha radici già presenti nella vostra relazione e, forse, anche in aspetti più personali. Il punto non è la “lista” in sé, ma il significato che le dai: sentirti all’ultimo posto, mai davvero scelta, mai pienamente considerata. Hai parlato anche della sua famiglia, che senti ingombrante e sempre presente. Questo è un tema centrale: da come lo descrivi, è possibile che il tuo compagno non sia ancora davvero “individuato” dalla sua famiglia, cioè non abbia ancora compiuto un vero processo di separazione psicologica e che non abbia messo in discussione i legami di lealtà. Questo può rendere difficile per lui vivere una relazione di coppia in cui tu possa sentirti davvero vista, prioritaria e parte attiva di un “noi” adulto e autonomo. È anche normale potersi sentire in “sospeso” visto ciò che riporti rispetto al matrimonio (sebbene non sia per te prioritario). Il mio consiglio è di cercare di distinguere tra ciò che lui è in grado di offrire e ciò di cui tu hai bisogno. A volte le persone ci vogliono bene, ma non sono in grado di darci quello che desideriamo. Potresti anche riflettere su questo senso di esclusione che provi. È un tema legato solo a lui, o è qualcosa che ti accompagna da più tempo, in altri contesti? Se senti che questo momento di crisi potrebbe essere un’opportunità per conoscerti meglio può essere molto utile intraprendere un percorso psicologico personale Resto a disposizione Cordiali saluti Dott.ssa Oriana Adamo...