Gentile Alessia,
grazie per aver condiviso un vissuto così delicato. Dalle sue parole emerge una sofferenza profonda, che non nasce solo da una frase, ma da un sentimento che probabilmente la accompagna da tempo: non sentirsi scelta fino in fondo.
La frase del suo compagno sulla preghiera, presa da sola, potrebbe sembrare marginale o persino affettuosa. Tuttavia, ciò che l’ha ferita non è tanto “l’ordine della lista”, quanto il significato emotivo che quella frase ha toccato: la sensazione di venire dopo, di non essere prioritaria, di non occupare uno spazio centrale nella sua vita. Quando una parola ci colpisce così intensamente, spesso non crea il dolore, ma lo rivela.
Il fatto che stiate attraversando una crisi, che dopo otto anni non ci sia una progettualità chiara e che lei percepisca la famiglia di lui come molto ingombrante, sono elementi importanti. È comprensibile che, in questo contesto, il tema del “sentirsi scelta” diventi centrale. Non è tanto il matrimonio in sé, quanto il bisogno di sentire un riconoscimento, una presa di posizione, un posto chiaro.
È possibile che quella frase abbia intercettato anche una sua fragilità personale, ma questo non la rende meno legittima. Le fragilità non vanno negate: vanno ascoltate, perché spesso indicano bisogni relazionali insoddisfatti. Allo stesso tempo, per provare a essere più lucida, può essere utile chiedersi:
Questa sensazione di venire dopo è presente solo in questo episodio o è ricorrente nella relazione?
Al di là delle parole, mi sento scelta nei fatti, nelle decisioni, nelle priorità quotidiane?
Ho mai espresso chiaramente questo bisogno, o lo sto portando da sola da molto tempo?
La rabbia che sente verso di lui e verso la sua famiglia è un segnale: parla di un confine che forse non è mai stato davvero definito. Non si tratta di stabilire chi venga “prima”, ma di capire se lei sente di avere un posto sicuro e riconosciuto nella relazione.
Se questa confusione e questo dolore persistono, un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a distinguere ciò che appartiene alla relazione da ciò che riguarda la sua storia emotiva, e a capire cosa è davvero fondamentale per lei oggi. Non per decidere in fretta, ma per scegliere con maggiore consapevolezza, qualunque direzione prenda.
Le auguro di poter fare chiarezza partendo da una domanda semplice ma profonda:
“Di che cosa ho bisogno per sentirmi davvero scelta?”
Auguri per tutto.
Dr.ssa Annabianca Iero
Psicologa Clinica
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