risposte dello specialista Marilena Gerbino
Non mi ha detto che era già stato sposato
Apri domandaBuongiorno Valentina Da quello che scrive sembra essere rimasta molto confusa, spiazzata, da quanto scoperto della vita del suo compagno. È una reazione legittima che pare la stia portando a formulare molti interrogativi e a mettere in discussione alcuni aspetti della sua relazione: la conoscenza dell'altro, la fiducia reciproca, le sicurezze che sembrano ora vacillare e la fanno sentire "destabilizzata". Da quello che scrive sembra che il suo compagno abbia un atteggiamento molto deciso e categorico nell' allontanare e totalmente l'altro con cui entra in conflitto (la ex, come una delle sorelle). Chissà che non si sia spaventata al pensiero che possa capitare in futuro anche nei suoi confronti di diventare non più importante ed essere tagliata via in modo netto e radicale. I suoi dubbi sembrano esprimere la sua lecita esigenza di avere delle risposte che possano aiutarla a vedere le cose con chiarezza. Forse il rifiuto a parlarne da parte del suo compagno non le ha permesso di sentirsi accolta in questa esigenza. Ritengo che sia utile, per ritrovare una stabilità e serenità individuale e di coppia, provare ad elaborare insieme l'accaduto e trovargli un posto all'interno della vostra storia. Qualora non fosse però possibile, nel caso sentisse ancora dubbi e sensazioni di qualcosa di ancora 'irrisolto', la invito a chiedere una consulenza così che possa confrontarsi con un professionista per trovare insieme risposte alle domande che questa situazione ha aperto. Saluti, Dott.ssa Marilena Gerbino (TO)...
Distacco nipote e zia
Apri domandaBuongiorno Annalisa, È evidente dal tono delle sue parole quanto abbia accusato il colpo dato dalla diminuzione del tempo passato insieme a sua nipote. Tempo che pare essere stato "pieno" della piacevole sensazione di qualcuno che tiene molto a lei e ad averla vicina. È una sensazione che, usando le sue parole, le ha "riempito la vita". Fa sempre piacere sapere di essere importanti e fondamentali per qualcuno. Quando ci sembra che non sia più così (anche senza alcun fondamento reale!) ne soffriamo molto, possiamo arrivare a sentirci vuoti, senza valore, depressi. La nostra autostima ne risente soprattutto quando mancano altre fonti interne ed esterne di gratificazione a "riempirci la vita". Leggendo le sue parole mi sono chiesta se la sua preoccupazione e sofferenza del momento possa andare in questa direzione e non si sia sentita un po' più sola e svuotata di qualcosa di bello. Ha notato dei cambiamenti ma non specifica quali... cosa è cambiato in lei da quando vede meno sua nipote? Come ha riempito il tempo che era prima dedicato alla bambina? Teme che il legame che avete creato possa esaurirsi e lei venire dimenticata. Mi sento di rassicurarla rispetto a questa sua preoccupazione per il fatto che non è l'assenza di separazione fisica che mantiene un legame, quanto tutto quello che è stato condiviso, trasmesso e vissuto all'interno del rapporto, creando un legame, definito di attaccamento, che permane nella nostra memoria emotiva. E da come ne parla mi sembra essere il vostro caso. Quello che accadrà e che sarà fisiologico che accada è che il vostro legame evolva nel tempo. Quello che lei può fare è continuare a essere un solido punto di riferimento per sua nipote così che questa possa sentirsi libera di allontanarsi per poi tornare da lei contando sul suo affetto e sulla sua presenza. Spero di averla aiutata a riflettere sulla situazione e di esserle stata in qualche modo utile. Se avesse domande mi contatti tranquillamente. Dott.ssa Marilena Gerbino (TO)...
Mi sento continuamente triste
Apri domandaBuongiorno Alice, Leggendo le sue parole mi sono chiesta se abbia vissuto da sempre in uno stato d'animo caratterizzato prevalentemente dalla tristezza, tanto da averci 'fatto il callo' dandolo per assodato, per un suo modo di essere immutabile, senza però provare a interrogarsi su ciò che la porta a sperimentare continuamente questo vissuto. Un cambiamento attuale in questo stato di cose ha però riportato l'attenzione su quanto accade al suo umore: sente degli "alti e bassi" a cui non riesce a dare un senso. È una sintomatologia che la invito ad approfondire chiedendo una consulenza così che possa intraprendere un lavoro mirato a comprendere da dove originano questi vissuti, passati e attuali, che si porta dietro "fin da piccola", dipinti nell'espressione del suo viso. Forse quello attuale è un periodo per qualche motivo più difficile, non lo trascuri, ne vale la pena. Dott.ssa Marilena Gerbino (TO)...
Come superare un blocco emotivo?
Apri domandaBuongiorno Sofia, Dalle parole che scrive emerge forte il suo sentirsi bloccata nell'espressione di sé e dei suoi sentimenti, di ciò che è e ciò che desidera. Sento inoltre una nota di sfiducia in se stessa, quando esprime il suo timore di non essere all'altezza. Quanto non successo a 18 anni, in pieno periodo adolescenziale (periodo di sperimentazione, in cui ci si mette alla prova nelle relazioni con l'altro sesso, in cui si "gioca" a fare gli adulti e pian piano si arriva a nuova definizione di sé e del proprio modo di costruire e vivere le relazioni) potrebbe non averle permesso di sperimentarsi e fortificare negli anni seguenti, attraverso esperienze sia positive che negative, quella sana fiducia e stima di sé che dovrebbe accompagnarla. Potrebbe essere questa poca fiducia in sé a non garantirle la spinta necessaria per avventurarsi oggi nelle relazioni, frenandola e bloccandola. Ha mai pensato di contattare un professionista e provare a lavorare insieme su questo aspetto che la sta limitando nel vivere appieno le relazioni affettive? Se volesse chiarimenti o avesse domande mi contatti tranquillamente. Dott.ssa Marilena Gerbino (TO)...
Un muro da 2 anni
Apri domandaBuonasera, Mi incuriosisce molto il titolo che ha scelto di dare alla sua domanda (qual è il muro di cui parla?) così come mi colpisce la categoria in cui ha scelto di pubblicare, quella inerente al rapporto tra figli e genitori, laddove la sua domanda sembra andare apparentemente in un'altra direzione. Mi chiedo quindi se il muro a cui fa riferimento non sia legato in qualche modo a una situazione di difficoltà che vive attualmente nell'ambiente familiare. Difficoltà che potrebbe essere costituita da più elementi: -dalla paura di essere ascoltata e criticata, quindi giudicata, ma forse anche -dal desiderio di avere uno spazio (non solo fisico!) solo suo, un luogo chiuso e "protetto" (al contrario dell'openspace senza muri interni!) che le garantisca una privacy, che possa contenere le sue cose più intime, la sua voce, le sue emozioni. Mi sembra di leggere infatti nelle sue parole il desiderio di avere uno spazio (mentale) in cui poter fare le sue prove senza sentirsi ascoltata da altri, in cui poter fare bene o male senza sentire "pressione" esterna. Ha provato a chiedersi cosa le genera pressione? Ci sono situazioni differenti in cui sente una pressione simile? Ovviamente queste sono solo suggestioni e domande che nascono in me sulla base delle poche righe che Lei ha scritto e sulla base di pochissime informazioni su di Lei. Potrebbero avere un senso come potrebbero non averlo. Mi auguro però che possano esserLe utili per qualche riflessione che La aiuti ad affrontare al meglio la difficoltà di questo periodo. Se avesse domande o volesse chiarimenti mi contatti serenamente. Dott.ssa Marilena Gerbino (TO)...