Amore nevrotico
Mi sono invischiata in una relazione improbabile, il classico cliché della ragazza con l'uomo sposato. Sono una trentenne, razionale, assennata, con i piedi per terra. L'amore (probabilmente anche altre aree della vita), l'ho sempre vissuto con distacco, accettando di vivere senza eccessivi slanci emotivi, ma evitando così inganni e sofferenze. Sarà forse perché ho compresso troppe emozioni, ad ogni modo ho preso la malsana decisione di incontrare quest'uomo. Un donnaiolo, anzi peggio, un morto di "donne", un animale. Non è particolarmente bello, ma per lui provo una fortissima attrazione fisica. Completamente insicuro ed egocentrico, con l'arroganza e la presunzione di essere l'uomo che non deve chiedere mai. Le sue lacune non sono solo grammaticali, ma anche intellettive. Insomma è una persona che non stimo affatto, ma la cosa che trovo agghiacciante è che tutto questo io lo sapevo bene ancor prima di uscirci. Come ho potuto perdere la testa? Mettermi nelle sue mani consapevolmente? Forse vovevo solo varcare il limite delle mie paure (cioé di innamorarmi, di mettere a rischio la mia reputazione, di essere usata)? Forse é il fatto che sia sposato, dunque non disponibile, a tenermi ancorata? Siamo agli antipodi, eppure sto faticando enormemente a staccarmi da lui. Non gli ho mai manifestato i miei sentimenti (perché non amo sentirmi a nudo e per non dargli questa soddisfazione). Ho sempre cercato di rimandare gli incontri, finché la voglia di vederlo diventava ingestibile. Non vorrei mai che lasciasse la moglie, né sogno una relazione con lui, tuttavia mi sto intestardendo perché non riesco a ricevere affetto. Mi scrive ogni santo giorno (spesso non gli rispondo), mi chiede di vederlo ma non sa dirmi un 'mi manchi', nemmeno dopo un mese di rifiuti da parte mia, pur di farmi cedere. Non riesco a sopportare che lui non si sia innamorato di me.
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione.