Valerio domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 21/11/2016

Siracusa

Ansioso di amare

Salve a tutti,
mi presento mi chiamo Valerio, 28 anni. Sono omosessuale da sempre, ma ho attraversato un lungo e travagliato periodo di vita prima di accettare la cosa.
Adesso mi sento pronto ad aprirmi e soprattutto ad instaurare una vita sociale più serena e libera da complessi mentali. Ma non è questo il motivo per cui scrivo.
A seguito di questa mia accettazione, ho pensato fosse arrivato il momento di guardarmi intorno per eventuali partner con cui intraprendere una relazione sentimentale.
Non pensate male vi prego. Io cerco veramente quel tipo di amore che si legge sui libri e non la semplice avventura di tipo sessuale.
Parlo onestamente quando dico di voler trovare qualcuno a cui stare accanto e con cui condividere i belli e brutti momenti della vita. Per tale ragione mi sono iscritto a varie chat di incontri (per la precisione non sono dedito a frequentare luoghi tipicamente gay, i motivi sono tanti ma andrei fuori tema se cercassi di spiegarmi meglio).
Ho parlato e incontrato tanti uomini, ma con nessuno è mai venuto fuori nulla di serio. Problemi di feeling, pensavo. Ho incontrato anche uomini molto belli, intelligenti, che dicevano di amarmi (o quanto meno che dicevano che gli piacevo moltissimo), ma nulla in me scattava davvero. Per tali ragioni ho allontanato la maggior parte di questi. Ci sono stati anche episodi opposti, dove quello rifiutato ero io, la prendevo un po’ male (com’è ovvio quando si viene respinti), ma mi riprendevo quasi subito e non mi facevo demoralizzare.
Poi ho conosciuto lui, un ragazzo coetaneo, molto carino, molto intelligente, con buon senso dell’umor, verso il quale ho provato una forte attrazione. L’ho contattato io ed è scattato feeling. Abbiamo chattatato per mesi e le nostre conversazioni avevano sempre toni molto umoristici e divertenti.
Ma poi niente, non si andava oltre. Gli ho chiesto di incontrarci e lui ha accettato, anche se ha posto molti problemi ed organizzare è stato difficile (soprattutto per me che sono andato incontro a tutti i suoi problemi).
L’incontro è stato normale, è durato poco ed è finito con una stretta di mano. In pratica sono stato rifiutato, in maniera garbata e indiretta (perché lui non l’ha detto chiaramente).
Lo posso capire. Voglio dire, non posso obbligare nessuno a piacergli. Lui a suo modo è stato gentile, anche se forse avrei sperato in qualcosa di un po’ più diretto e soprattutto prima di mesi e mesi di conversazioni (anche l’incontro alla fine è stato forzato, lui non aveva nessuna voglia di farlo. Lo ha fatto a seguito delle mie insistenza? Ma se fosse così allora avrei preferito me lo dicesse subito).
Ma allora perché ci sono rimasto così male? Non è la prima volta che mi rifiutano, ma stavolta è stato sconvolgente. Tutte le mie insicurezze e paure sono riemerse di colpo. Ho continui stati d’ansia, ho una costante paura per il futuro che mi appare buio e solitario. Non faccio che pensare a lui ossessivamente, mi chiedo dove ho sbagliato; mi chiedo se sono troppo brutto; faccio ragionamenti dove lo idealizzo e dove io non sono abbastanza per lui (o meglio che lui è troppo per me). Il che è veramente stupido, oltre che patetico.
Dormo male e il mio appetito è diminuito.
Se affronto il problema razionalmente, tutto mi appare così assurdo. Non credo saremmo stati una buona coppia a conti fatti. Lui è carino, ma non è un fotomodello; è intelligente, ma un poco troppo saccente per i miei gusti; ha un certo senso dell’umor non dico di no, ma la maggior parte delle volte ero io che davo il là alla battuta alla quale lui si accodava (in pratica quello spiritoso fra i due ero io, il che è tutto dire).
Ma allora perché il cuore mi batte così tanto quando penso a lui? Perché mi ritrovo in costante stato di agitazione? Perché il pensiero di lui con altre persone mi fa impazzire?
Mi sembra di perdere il senso della ragione. Lo vorrei dimenticare, ma non riesco. Cerco di distrarmi, ma il pensiero torna sempre a lui, alle nostre conversazioni. Vorrei odiarlo, così sarebbe più facile passare oltre ma non riesco. Lui non ha fatto proprio nulla di male mi dico.
Mi sento male e maledico il giorno in cui l’ho contattato.
Qualche consiglio utile per superare la cosa?
Grazie per l’ascolto.
Valerio.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Monia Pompili Inserita il 21/11/2016 - 14:51

Gentile Valerio, leggendo la sua lettera mi permetto di consigliarle una riflessione su quali sue parti interne questo incontro le ha permesso di vedere. Rimango a sua disposizione , cordiali saluti, Dott. Monia Pompili