gina domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 22/05/2016

Bergamo

L'esperta di fughe ha rotto la bussola

sono stanca. stanca.
sono stanca di inseguire sempre quello che non ho.
ho 27 anni e nella mia vita ho sempre avuto uomini buoni e gentili e che mi amavano. Il problema forse è mio, che ad un certo punto lascio...da vera esperta di fughe (ovvero sempre quando il gioco si fa duro).
Vorrei partire dal principio, così da dare un quadro più dettagliato e capire meglio anche quel che mi sta accadendo oggi.
A 17 anni incontrai B., un ragazzo tanto buono, intelligente e creativo. Mi amava molto e insieme eravamo amici, ricordo che si rideva un sacco e si ragionava a lungo sulle cose.
La relazione finì dopo due anni e mezzo, perché io sentivo che “il mondo era troppo grande e io dovevo scoprirlo”, non sapevo nemmeno io cosa stavo cercando ma avevo l’impressione di non potermi chiudere in una relazione così presto perché il mondo aveva in serbo per me grandi cose.
A 20 anni conobbi L., il mio grande amore da film: avrei attraversato il fuoco per lui! Entrambi eravamo belli cotti, ricordo che ci guardavamo con occhi inebetiti assorbendo la Bellezza della vita l’uno dall’altro. Il classico amore che risolve qualunque problema tu abbia, persino l’ulcera ti passa quando ti innamori così!(e a lui passò)
se non che dopo un anno e mezzo mi lasciò…sta volta era lui a percepire la relazione come “troppo stretta per contenerlo”.
mi ci vollero anni per riprendermi, ero in preda a una follia d’amore, a un sortilegio. Le mie giornate erano monotematiche. Ero decisa a riprendermelo anche se non lo ammettevo, cosa che feci per due volte…finché alla fine lo lasciai io. forse perché mi resi conto che aveva messo la testa a posto e non era più il bel tenebroso di un tempo? Forse.
Ma da tutta questa storia imparai: “mai più uno sfiammone così: brucia in fretta e scalda poco! MAI PIU’ un amore senza cervello!!piedi per terra, ragazza!”
A 24 anni fu la volta di V.
fu un accostamento mite, ci frequentammo per un po’ e io mi resi conto che si stava prendendo sempre più spazio nei miei pensieri, mi sorprendevo a giocare col suo nome e a chiedermi di lui, ad aspettare il prossimo incontro… tutto questo con molta fluidità, senza impennate né ostacoli.
Ci mettemmo insieme e questa fluidità e serenità accompagnò sempre il nostro rapporto, fino a che –dopo poco meno di un anno- riecco quella sensazione di “voglia di esplorare il mondo” che mi bussa dentro. Mi pareva fosse presto per legarmi e così lo lascia.
Durante l’estate frequentai un caro amico, ma era più un gioco che altro.
E qui mi riconfermai in ciò che avevo sempre pensato di me: le relazioni senza capo né coda, senza progettualità, senza cura non mi interessavano! (sembra strano per un’esperta di fughe, ma paradossalmente è così! Una parte di me brama la stabilità, l’altra la distrugge al primo accenno).
Ecco che mi ritrovai in piena crisi e nostalgia: avevo lasciato un vero uomo come V., per una manciata di divertimento.
Lo riconquistai e da lì vivemmo insieme per un anno. Un anno sereno, felice, in cui l’amore cresceva spontaneamente e senza “mentalizzazioni”. In quell’anno imparammo a conoscerci meglio e ad apprezzarci anche nei nostri difetti, ci si prendeva in giro e si rideva parecchio. La nostra casa era piccola ma era il nostro regno, era nostra e rincasare la sera con l’altro ad aspettarci era la cosa più semplice e più rincuorante di tutta la giornata. E fare la spesa e le lavatrici e tutte quelle cose pratiche insieme…una gioia mite. Talmente mite che a volte mi chiedevo dove fosse l’amore…non avevo mai avuto uno sbandamento per V., tutto era stato sempre così tiepido e sereno e lineare che la domanda “è questo amore?” sorgeva spontanea.
Dopo un anno incontrai B. (fu una di quelle coincidenze assurde per cui pare che la vita ti stia pilotando come tu fossi un personaggio della play station per le vie della città!)
B. ha 20 anni più di me, una carriera artistica molto ben avviata e una vita ricca di spostamenti e di amicizie. È un uomo profondo e dall’anima grande…il migliore ch’io abbia mai visto.
Con lui ci fu subito una sorta di interesse. Mi sentivo strana: non avevo mai provato nulla per uomini così grandi! E però allo stesso tempo sentivo un’irresistibile attrazione verso di lui, qualcosa di sottopelle che mi richiamava ad un unione ancestrale con una parte di me.
Lo so: mi ero detta mai più sfiammoni. E infatti cercai di resistere, confinandolo al ruolo di semplice amico. Cazzata. Ci innamorammo sempre di più, mentre dentro di me era in atto una crisi profonda. La risolsi decidendo di stare con V.: era troppo importante quello che stavamo costruendo. Ma quando lo comunicai a B., mi disse –giustamente- che stando così le cose non potevamo più vederci. Mi prese il panico per quest’ultimatum, nella mia testa risuonava la voce “nella tua vita sta sfrecciando un’opportunità grandiosa e tu la lasci scappare! Stupida, salta su questo treno e vai, perché non ripasserà più! Con lui puoi imparare quello che non hai mai capito sull’ Amore, sulla Vita e su te stessa…”.
Caddi in una crisi ancora più grave e ne parlai con V. chiedendo del tempo a entrambi. Non sapevo venirne a capo, finché la vita mi pilotò di nuovo ad un incontro di una casualità disarmante con B. Fu tutto un abbracciarsi e guardarsi con le lacrime agli occhi, passammo la notte a parlare e gran parte del giorno seguente insieme. Non facemmo niente di fisico (su questo piano lui ha sempre avuto la massima attenzione, dimostrando un enorme rispetto).
Decisi di lasciare V. Fu doloroso.
Vissi l’inizio della storia con B. con un misto di paura e trascinante desiderio. Passammo i primi mesi pieni di sogno e meraviglia, a stretto contatto e vivendo insieme. Io lo seguivo nei suoi viaggi e presi parte al suo mondo. Sul piano spirituale e artistico (anche io lavoro nell’arte) avevamo lo stesso Sentire e avevamo la certezza che le nostre Anime fossero pezzi della stessa Anima.
Ma piano piano mi sentivo sempre più affaticata…le nostre vite sono molto diverse (20 anni di differenza..!), ogni aspetto pratico è difficile e pesante, le nostre energie sono diverse…l’oppressione fu tale che a un certo punto me ne andai a vivere da sola in un altro paese per tornare a seguire il mio lavoro(Che stavo abbandonando sempre più).
Da qui nacquero incomprensioni che aprirono una voragine fra noi: vivevamo a distanza e ogni cosa che ci dicevamo era mal interpretata dall’altro e questo non faceva che ostacolare sempre più un chiarimento.
In questo periodo doloroso mi sentivo sola, inascoltata, criticata e presa come una scolaretta stupida a cui vengono elargiti gli abc della vita, mi sentivo imbavagliata e legata mani e piedi, mi sentivo soffocata.
Ora, poco prima di questo inferno, mi scrisse V. (uno dei numerosi tentativi, che precedentemente rimbalzavo, perché sapevo che B. si sarebbe sentito molto male per questo e perché ne percepivo il pericolo per la mia stabilità, percepivo la mia vulnerabilità). Iniziammo così a chiacchierare a distanza e quando per lavoro andai nella sua città ci incontrammo un paio di volte e..sbam! inutile dire cosa accadde.
Utile è invece sottolineare che mai prima d’ora avevo tradito qualcuno, e che non fu per niente una ripicca verso B. o un gesto dettato da mera passione. Avevo ritrovato V. nonostante tutto quello che era successo, lui era ancora lì, col suo amore, col nostro stare insieme sereno, lui che non mi forzava, che non mi spiegava “cosa devi fare, perché ormai ti conosco” ma che si confrontava con me alla pari, lui con la sua leggerezza….era ancora lui, ero ancora io. E mi mancava così tanto. Desideravo solo stare con lui in quel momento, assaporarlo come se non avessi mai scelto di lasciarlo.
Tornai a casa mia la sera stessa, e continuai a scrivermi con V. a distanza –era ossigeno- così come continuai la mia relazione a distanza con B. –che stava diventando sempre più formale e distaccata-. La mia non era cattiveria, prendevo tempo in attesa di una chiarezza interiore. Certo, non era il modo migliore per chiarirsi, ma era il meglio che potessi fare in quel momento.
Alla fine la verità venne a galla e B. mi scoperse. Tutta la conversazione avvenne al telefono e lui volle troncare la relazione…e pensare che di li a pochi giorni ci saremmo rivisti dopo un mese di attesa (per tutto un mese la data del nostro incontro venne continuamente rinviata, fino a stabilirsi. E ora sarebbe stata rinviata definitivamente a mai più rivederci.)
Decisi che non poteva finire così, presi la mia roba e lo raggiunsi all’incontro stabilito. Fu dura. Parlammo a lungo e lui pretese tutta la verità, specialmente sui miei sentimenti.
Io amo B. sento tutt’oggi che con lui posso giungere alla pienezza della mia Vita e dell’Amore. Lui vive la sua vita con quella pienezza.
Decisi che dovevo provarci ancora, provarci al 100%, che dovevo redimere la mia azione così brutta. Decisi di stare con B., di riguadagnarmi la sua fiducia, di mettermi in gioco senza riserve per una volta nella mia vita.
Chiamai V. e gli comunicai la mia decisione, gli feci le mie scuse per il mio comportamento lesivo di V., di B. e di me stessa al contempo. Gli dissi che l’amore non finisce e che quel che provo per lui rimane, solo che dora in poi dovrà esprimersi col silenzio.
Passarono altri due mesi in cui io e B. dovemmo stare insieme a distanza, infine a pochi giorni dall’incontro io espressi delle paure e lui decise che era meglio finirla qua, Che per amore mi lasciava libera e che mi avrebbe sempre amato ma che non aveva senso andare avanti così. Questo avvenne tramite l’odiato telefono, e io provai a convincerlo di vederci ugualmente per parlarci ed eventualmente salutarci faccia a faccia. Niente…
Dopo pochi giorni gli scrissi una lunga lettera dove gli parlavo delle mie paure, di come mi sentissi tarpata e costretta..ovvero gli parlai di quel che non ero riuscita a esprimergli fino ad ora. Dopo pochi minuti mi stava chiamando per dirmi che mi amava e che se volevo potevamo vederci. Così fu.
passammo giorni bellissimi dove ci chiarimmo.
Ci rivedemmo poi un paio di settimane dopo in due incontri da pochi giorni…in un atmosfera del tutto diversa. Lui freddo e distaccato, io impacciata e paurosa, entrambi affaticati e sforzati.
Passò ancora un’altra settimana e ci rivedemmo: io ero decisa a mettere un punto a questa storia: o ci si chiariva e si dava una svolta una volta per tutte o era meglio smettere di agonizzare lentamente.
Il confronto avvenne e sentendo le sue ragioni scoprii che molto dipendeva da me, che anche lui si sentiva affaticato e che vedeva bene i miei limiti. Ma che decideva di starmi accanto per aiutarmi a superarli. Questo è la riprova di come il suo amore sia molto più maturo del mio. Egli cerca dentro di se la forza limpida per superare le barriere, non cerca scuse, non cerca fughe, non cerca vie facili, ma persegue l’obbietivo sulla via dell’Amore. Con chiarezza e onestà.
Stiamo ancora insieme. Io sono decisa a superare i miei limiti e a crescere per divenire la Donna che sono. Lui sta superando il tradimento pianopiano, ci vorrà del tempo e forse ce la farà. Si sta impegnando a lasciarmi più libera senza forzare nulla. Entrambi ci amiamo e vogliamo trovare la via, il modo per stare insieme.
E ora il mio problema (perché andrebbe tutto bene se la cosa finisse così):
sono stanca. Sfinita.
Sento ancora forte la percezione che “con lui posso imparare quello che non hai mai capito sull’ Amore, sulla Vita e su me stessa…” e perciò non voglio tirarmi indietro prima di aver tentato al 100%.
Ma sento anche lo stress di questa relazione che ci ha regalato per la prima metà picchi di gioia inenarrabili e grossi ostacoli e per la seconda metà fatiche titaniche, incomprensioni e sofferenza.
Mi pongo domande sull’amore e mi chiedo cosa sia. Se è più il tranquillo, sereno e spontaneo moto verticale che vivevo con V. o se è qualcosa di fortemente voluto e ponderato come con B.
Mi sento inoltre limitata da me stessa, perché mi continuo a ostacolare in questo processo e invece che lasciare che sia, continuo a farmi gli sgambetti. Sento che a un certo punto l’istinto alla fuga mi chiama, ma stavolta non voglio fuggire.
Inoltre mi manca V. in maniera abissale ogni giorno e ogni giorno lotto con me stessa per non scrivergli, per non mandargli indizi di nascosto, per non pensarlo. Le mie lotte giornaliere le vinco, ma soffro la sua mancanza. Ma so che se cedessi tutto quel per cui sto faticando si sbriciolerebbe. So che se cedessi non saprei mai come sarebbe stato se avessi insistito al 100%, e quindi so che avrei una tomba su cui piangere in più nel mio cimitero degli amori persi (ne ho fatti già abbastanza di morti per i miei gusti. Sono stanca di nostalgia.), so che se cedessi non potrei più tornare nemmeno da V. per la vergogna, la volubilità offensiva che dimostrerei, per l’insicurezza, per la paura di continuare a fuggire ancora.
Devo stare. Devo affrontarmi. Devo.
Mi sono incaponita e ce la farò.
Ma mi sto anche logorando. E la mia bussola interna, della quale mi fido sempre per orientarmi nel mondo, non segna più alcuna direzione.
Mi dico “hai lasciato l’ordinario (V.) per lo straordinario (B.) e ora vivi la situazione opposta!”. Ma forse ho bisogno di passare dallo straordinario per poter apprezzare l’ordinario…
Prendo tempo, sperando che le risposte arrivino.
Sperando che mi arrivi qualche illuminazione sull’Amore, la Vita e me stessa….
scusate se mi sono dilungata così, ma era per dare un quadroo completo e per chiarire anche a me stessa.
vi ringrazio anticipatamente per i riscontri che eventualmente riceverò.
grazie,
Gina

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Sciubba Inserita il 26/05/2016 - 17:34

gentile Gina,
l'amore non è solo passione, ma anche altre cose come ad esempio affinità culturale, compatibilità caratteriale, previsioni di stabilità ecc.. Abbastanza spesso la sola attrazione e passione, per quanto forti, non sono sufficienti per far durare nel tempo una storia sentimentale.
Nel suo caso perciò probabilmente dovrebbe chiarire a se stessa cosa effettivamente desidera da un rapporto sentimentale.

Inoltre andrebbe indagato anche se non ci siano precedenti storie importanti che non siano del tutto superate. Solitamente una condizione del genere è del tutto ignota all'interessato perchè inconscia e pertanto è indispensabile consultare uno psicologo psicoterapeuta per diagnosticarla. Può trovare ulteriori chiarimenti in un articolo sulle storie sentimentali non chiuse sul mio sito professionale.
Cordiali saluti