Dimitri domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 08/05/2016

Vicenza

Come uscire da una situazione di blocco

Salve , presumo che so gia di sentire che qualcosa non va in me, le spiego meglio . Dopo una relazione con una ragazza che è durata un anno e mezzo , mi sono ritrovato più tosto strano perché, a distanza di 2 anni , io ci provo a conoscere nuove ragazze ma ho sempre dei problemi , sopratutto se una ragazza dimostra troppo interesse per me mi spaventa e mi tiro indietro , se invece non ci prova interesse , mi spinge ad conquistarla , ma quando la conquistò ,adesso mi focalizza su un caso specifico ,(che sono andato più a fondo nel rapporto) dopo mi sembra di vedere solo i suoi difetti , che so che ci siano in tutte le persone ma la cosa mi entra in testa comincio a pensare troppo anche sul comportamento di questa ragazza, mi sembra che non la ami , ci lasciamo e dopo a distanza di un paio di mesi , la sento che mi manca ma non so nemmeno cosa provo o provavo per lei. In altri casi invece mi ritrovo comunque di riflettere troppo sul comportamento e rimango come un osservatore di ciò che accade e non vi partecipo , o se partecipo , lo faccio come se per vedere la reazione ma tutto è spinto dalla mente.
So che mi piacciono le ragazze , so che vorrei trovare una ragazza , presumo di non essere brutto come ragazzo , ma al posto di vivere spesso vado diretto , chiedo di uscire la correggio e poi mi cala interesse , o faccio qualche cavolata che la spaventa .
Vorrei capire come faccio a uscire da questo stallo , vorrei continuare a vivere bene la mia vita , se mi potrebbe dare dei consigli utili le sarei molto grato .

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Patrizia Guarino Inserita il 10/05/2016 - 09:55

Gentile Dimitri,
quanto descrive potrebbe avere radici remote, cioè nel tipo di rapporto affettivo che Lei ha imparato ad instaurare.
Secondo molti studi i rapporti affettivi vengono gestiti attraverso degli "schemi" che abbiamo appreso durante gli anni.

Il suo potrebbe essere (chiaramente non si può esserne certi partendo da una semplice richiesta scritta sul web) un caso nel quale la troppa vicinanza di una persona le provoca il timore di essere troppo legato, soffocato e non più autonomo, mentre la distanza eccessiva le stimola la voglia di avere una relazione con attenzioni e affetto, cose delle quali ha comunque bisogno, come del resto tutti noi.

Lo schema prevederebbe quindi delle paure profonde in merito alla perdita dell'autonomia, che dovrebbe affrontare.

Poiché gli schemi affettivi richiedono anni (infanzia, adolescenza e giovane età adulta) per crearsi, ci vuole tempo per cambiarli.
Le consiglio quindi una valutazione psicologica e, se confermata l'ipotesi che sto esponendo, un percorso di psicoterapia mirato a superare le paure, i limiti che Lei stesso si sta dando e al cambiamento di quegli schemi affettivi che sono oramai diventati disfunzionali e problematici.

Cordialmente,
Dott.ssa Anna Patrizia Guarino