Problemi di coppia
Salve, sono sposato da meno di due anni con una ragazza di qualche anno più giovane di me (io 38 lei 34). Dopo i primissimi mesi di matrimonio diversi fattori hanno aperto una frattura enorme tra di noi. Premetto che siamo andati a vivere in una abitazione di proprietà dei miei genitori distante circa 20 Km da casa dei suoi. Si tratta di una villetta in zona residenziale. Lei lamenta di vivere uno stato di isolamento che la fa stare male (voglio negozi sotto casa, poter passeggiare tra le vetrine, servizi a portata di mano) anche perchè con mio fratello e sua moglie che ci abitano accanto i rapporti prima tiepidi si sono freddati del tutto a seguito di una discussione dai toni abbastanza aspri. Tutti gli animi si sono calmati tranne il suo che incolpa me di non aver preso misure drastiche in sua difesa ma di aver mediato oltre che per motivi affettivi anche di opportunità visto che viviamo vicini. Vorrebbe riavvicinarsi alla sua famiglia per avere più aiuto soprattutto con sua figlia nata da una precedente relazione e cresciuto dai suoi genitori. Putroppo con il mio stipendio e quel che resta del suo (sta pagando le rate dei mobili dei suoi) non ho la possibilità di assecondarla in questa scelta. Malgrado abbia più volte spiegato la cosa, mi accusa costantemente di non volere cambiare e accusa i miei proprietari dell'immobile di non consentirmi di vendere o affittare per andare a vivere vicino ai suoi. Ha problemi sul lavoro (distanza e cattivi rapporti). Anche in questo caso la colpa ricade su di me che non le consento di lasciare il lavoro. Ho provato ad aiutarla cercandone un altro ma il momento complicato non consente di trovare nulla di buono. Anche questa mia volontà di aiutarla è stata vissuta da lei come una mia incapacità di provvedere alla mia famiglia. Ieri l'ultima discussione in cui ha palesato che il matrimonio per lei è stato negativo su tutto perchè io non sono in grado di far fronte alle sue aspettative. Meritava di meglio. Dal canto mio mi sento frustrato e amareggiato. Vivo per la mia famiglia, do tutto me stesso sia lavorativamente che in casa (cucino, bado alla bambina, cerco di essere sempre presente). Non mi sento ne capito ne sento minimamente riconosciuto il mio impegno. Non riesco a trovare più margini per un dialogo. Se dico le mie ragioni sono egoista. Se assecondo o cerco di capire le sue e un boomerang che mi si ritorce contro in accuse e e colpevolizzazioni. Mi sento paralizzato tra incomprensione e senso di colpa. Sono arrabbiato con lei e con me stesso. Ho investito molto in un matrimonio che non decolla. Mi mortifica pensare che la voglia di avere un figlio nostro e di crescere come famiglia sia castrata sul nascere da mille paure e insofferenze che malgrado gli sforzi non sono riuscito a lenire. La sua visione tetra e pessimistica della vita ha investito anche me. Mi chiedo solo chi si stancherà prima e soffro per un fallimento che dentro di me so già essersi consumato. Per natura e per amore non vorrei arrendermi ma non so più come lottare. Cosa posso ancora fare? C'è ancora qualcosa da fare?