Noemi  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 27/03/2021

Firenze

Storia giunta al capolinea?

Buonasera, avrei bisogno di un consiglio, perché non so più dove sbattere la testa.
Cercherò di farla il più breve possibile: sto insieme ad un ragazzo da quattro anni ormai; all’inizio era tutto perfetto, non avrei potuto davvero chiedere di meglio. Poi, dopo circa due anni, ci sono iniziati ad essere dei problemi importanti. Lui ha iniziato a manifestare il fatto di non essere legato a me da un sentimento profondo (dicendo di non amarmi, cosa che non mi ha mai detto fino ad ora, mentre io sì, più volte anche), dichiarandosi confuso sul da farsi, dicendomi di aver voglia di cambiare aria, conoscere nuove ragazze. Il punto è che queste situazioni non sono scaturite da eventi particolari, ma si manifestavano puntualmente quando tutto sembrava stesse andando per il verso giusto. Per me, ovviamente, è stata una mazzata bella e buona, soprattutto perché totalmente inaspettata.
Ora arriva l’altro problema. Prima di quegli exploit non ho mai sentito il desiderio di conoscere qualcun altro, e non pensavo nemmeno che mi avessero ferita particolarmente, né allontanata emotivamente da lui, cosa che invece evidentemente è successa…dico questo perché è da un anno ormai che, a malincuore lo ammetto, sento di essermi infatuata di un altro ragazzo. Non c’è mai stato niente con quest’ultimo, nonostante le occasioni, vi assicuro, non siano mancate, perché va bene l’infatuazione, va bene il sentimento scemato, ma il tradimento non l’ho mai preso in considerazione. Il problema è che mi sembra di stare comunque prendendo in giro il mio attuale ragazzo, nonostante tutto quello che è successo tra noi, e soprattutto me stessa. All’inizio pensavo si trattasse di una semplice cotta, che penso possa capitare a chiunque durante il corso di una lunga relazione, ma che sarebbe scemata da lì a pochi mesi. Mi sono detta di avere pazienza, di avere fiducia nella mia storia, di provare a salvarla.
Forse mi sto rendendo conto di aver perso la pazienza. In generale mi trovo bene con il mio ragazzo, però sento delle pesanti mancanze, sia dal punto di vista affettivo (emotivamente non mi sento più legata a lui come quando gli proferivo quei “ti amo” mai stati ricambiati, e che, dopo essermi sentita in qualche modo "respinta" dal mio stesso ragazzo, non gli ho più detto, cosa di cui poi lui, assurdo, ha sentito la mancanza) che dal punto di vista intellettuale, perché un altro problema tra noi è la comunicazione e il dialogo, davvero poco stimolante; e tutto ciò va a riflettersi ovviamente sulla sfera sessuale, perché, non accendendomi mentalmente, non mi sento attratta da lui, nonostante l’atto “meccanico” in sé sia ottimo nel complesso. Ho provato a parlarne a lui più e più volte, ma con scarsi risultati.
Temo che la mia infatuazione che non passa sia semplicemente una manifestazione esterna di un mio malessere interno. Se mi chiedessero: “Hai paura di perderlo?” la mia risposta sarebbe che, più che altro, ho paura di perdere una persona verso cui provo un grande affetto, una routine in cui mi sono comodamente adagiata, delle comodità che forse non avrei con altri. E se mi chiedessero invece: “Ti vedi con lui tra qualche anno?”, tendenzialmente la mia risposta sarebbe affermativa, in virtù del mio amore per le storie consolidate, lunghe, belle da morire…ma il pensiero che mi serpeggia nella mente accanto a questo fattore è solo uno: noia. Al tempo stesso l’idea di lasciarlo mi spaventa da morire, ho paura di commettere un grande errore di cui poi mi pentirò amaramente.
Aspetto un vostro parere, grazie per la pazienza!

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Alessandra Melli Inserita il 29/03/2021 - 15:13

Mestrino
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Buongiorno Noemi,
da un lato scrive di trovarsi bene col suo ragazzo, ma dall’altro esprime “pesanti mancanze” affettive “emotivamente non mi sento più legata a lui come quando gli proferivo quei “ti amo” mai stati ricambiati”, comunicative e sessuali “ un altro problema tra noi è la comunicazione e il dialogo, davvero poco stimolante; e tutto ciò va a riflettersi ovviamente sulla sfera sessuale, perché, non accendendomi mentalmente, non mi sento attratta da lui, nonostante l’atto “meccanico” in sé sia ottimo nel complesso. Ho provato a parlarne a lui più e più volte, ma con scarsi risultati”.
Da un lato esprime la paura di perdere un grande affetto, “una routine “, “una comodità”, aspetti che prima correla alle “storie consolidate, lunghe, belle da morire…”, ma che infine correla alla “noia”.
Ed inoltre:“ Un altro problema tra noi è la comunicazione e il dialogo, davvero poco stimolante; e tutto ciò va a riflettersi ovviamente sulla sfera sessuale, perché, non accendendomi mentalmente, non mi sento attratta da lui, nonostante l’atto “meccanico” in sé sia ottimo nel complesso. Ho provato a parlarne a lui più e più volte, ma con scarsi risultati”.
Una parte di se sembra percepirsi in una situazione affettiva poco stimolante ma sembra esserci al tempo stesso un’altra parte di se a cui l’idea di lasciarlo “spaventa da morire”: “ho paura di commettere un grande errore di cui poi mi pentirò amaramente”.
Se l’ obiettivo comune è "salvare la relazione", potrebbe essere importante scegliere un terapeuta che possa supportarvi ,come coppia, verso un' adeguata comunicazione.
Tuttavia al tempo stesso credo che lei possa beneficiare di un percorso parallelo, individuale, volto ad approfondire eventi della sua storia di vita e delle sue relazioni di attaccamento che possono aver comportato l’organizzazione di schemi non adattivi, correlati a bisogni non adeguatamente soddisfatti nell’infanzia per cui, in età adulta, emerge la difficoltà di elaborare emotivamente un distacco da situazioni affettive, sebbene esse comportino “pesanti mancanze”.

Resto comunque a disposizione per eventuali chiarimenti.

Cordialmente
dott.ssa Alessandra Melli