Come lavorare con l'ex?
Gentilissimi,
il nocciolo del mio problema al momento è: come potrò continuare a lavorare con il mio ex?
Mi spiego: ho 22 anni ed il mio ex fidanzato sul posto di lavoro è un mio superiore e attualmente sono in cassa integrazione (per ovvi motivi) per cui il problema è rivolto al futuro. Tra svariati tira e molla siamo stati insieme per quasi un anno, e abbiamo convissuto anche per 3 mesi fino ad arrivare alla quarantena in cui mi ha lasciata dicendo di voler stare da solo per risolvere alcuni problemi personali (non è una scusa, ha davvero delle questioni da risolvere con se' stesso). Dopo avermi lasciata (il tutto in maniera quasi pacifica), io sono ritornata a casa mia e non ci siamo più visti né sentiti, tranne a metà maggio quando gli ho mandato un messaggio di auguri per il suo compleanno a cui mi ha risposto freddamente (non pretendevo di più) e poi ad inizio giugno in cui il giorno del mio compleanno non mi ha fatto gli auguri ma si è limitato a guardami le storie su Instagram (gli auguri me li aspettavo, anche solo per una questione di educazione). Passiamo poi al giorno in cui sono andata sotto casa sua per recuperare delle cose che avevo lasciato là e che mi servivano; la scena dell'incontro sarà durata 30 secondi perché quasi non riusciva a guardarmi in faccia, sembrava molto seccato, come se gli stessi dando fastidio (nessun 'come stai? tutto bene?, niente..). L'ultima occasione in cui l'ho incontrato è stato una settimana fa in cui mi sono dovuta presentare sul posto di lavoro per una visita medica ed era presente anche lui (che ha già ripreso a lavorare). In pratica ha fatto di tutto per evitarmi, sapeva dell'orario in cui sarei arrivata e infatti al mio arrivo non era nei paraggi, poi mi sono trattenuta a chiacchierare con dei colleghi e appena mi ha visto, io l'ho saluto (come se niente fosse) e lui mi ha fatto solo un freddo cenno con la mano e poi è andato via.
Quindi io mi domando: come potrò lavorare con lui che fa di tutto pur di evitarmi e non mi vuole nemmeno parlare?
A me non sembra un comportamento maturo (considerando anche il fatto che ha 36 anni) e in ogni caso tra i due, se c'è qualcuno che ha il diritto di essere arrabbiato, sono io, che sono stata lasciata e ho subito la sua scelta, e non il contrario.
Io ho superato quasi del tutto il fatto che mi abbia lasciato, ho ripreso in mano la mia vita e devo dire che sono contenta del percorso che ho fatto fino ad ora senza di lui, quindi io non ho assolutamente nulla contro di lui e mi piacerebbe poter avere un rapporto di 'amicizia', come lo ha con tutte le altre nostre colleghe.
Mi domando solo cosa posso fare: aspetto che sia lui a sbloccarsi o dovrò essere io porgli la questione?
PS: quando ci siamo lasciati io gli avevo già chiesto se aveva pensato al fatto che avremmo dovuto continuare a lavorare insieme e lui aveva risposto che avremmo potuto lavorare anche meglio, non avendo questioni personali di cui parlare (riferendosi anche al fatto che in passato, quando le cose andavano male tra di noi, abbiamo continuato a lavorare in maniera effettivamente produttiva, anche se da parte mia non certamente serena).
Spero di essere stata abbastanza chiara nella descrizione della situazione e scusate per la lunghezza.
Grazie mille