Ida  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il

Bari

Relazione e sessualità

Inizio con il chiedere scusa se la mia richiesta potrà risultare eccessivamente prolissa e lunga ma tra le tante cose ho perso anche la capacità di focalizzare un problema e la sintesi.
Ho 28 anni e vivo da sempre in Puglia in una piccola cittadina . Sono figlia unica e questo è sempre stato un grande problema per me ..
Ho deciso di porre questo intervento qui per ricevere un suggerimento su una relazione che mi sta portando a non capire più niente su di me peggio di quanto già non capissi prima.
Ho intrapreso nel corso della mia esistenza diversi percorsi di psicoterapia(per vari motivi) tutti sospesi e senza alcun risultato e questo mi ha portato ad avvertire un grande disappunto sulla psicologia e psicoterapia in generale , forse è una eccessiva forma di generalizzazione però al momento è cosi...
In questo anno sono legata sentimentalmente ad una persona due anni più grande di età che conoscevo già da anni e che poi è diventata un fidanzato solo successivamente circa da un anno e mezzo.
Non viviamo insieme ,ognuno vive nella propria famiglia: io con i miei due genitori e lui con sua madre e sua nonna poiché il padre lo ha lasciato dall'età di un anno circa .
Siamo figli unici entrambi.
Sono sempre stata abituata a vivere da sola, tuttavia in dicembre 2018 questa persona ha manifestato un interesse per me e così diciamo è iniziata una relazione anche se sono sempre stata molto evitante nell'intraprendere delle relazioni.
Inizialmente ero contenta tuttavia non avendo avuto mai esperienza ed essendo una persona molto insicura, timida ed con umore malinconico andavo cmq avanti con sospetto.
Il problema inizia a manifestarsi con le sue insistenze nel consumare un rapporto sessuale, dopo circa due,tre mesi di conoscenza.. premetto che ero (non lo sono più) una persona Cattolica, proveniente da un'educazione in cui del sesso semplicemente non si parlava ...detto questo lui non aveva nemmeno mai avuto un rapporto sessuale e nemmeno una ragazza con cui scambiare un bacio.
Il problema si verifica quando stanca delle sue insistenze e per paura di perderlo in quanto mi sentivo e mi sento molto sola , non ho sorelle ,fratelli ,amici ecc sono caduta nella sua trappola e cosi mi sono sentita costretta dalla persona che credevo mi amasse ma che invece anche nei modi di fare è sempre stata ed è molto egoista .
Da quel momento in poi credo di essere diventata la sua dipendente affettiva , non ho più una mia identità, scandisco le mie giornate in relazione a lui e soprattutto ai suoi desideri.
Non so cosa vuol dire fare l'amore o anche sesso e provare qualcosa perché semplicemente io non provo nulla...
Prima di questa persona quando avevo 22/23 anni ho iniziato a conoscere diverse persone con le quali non ho mai instaurato una relazione stabile ma ero felice e mi sentivo bella e anche apprezzata anche solo per poco tempo...la domanda potrebbe essere perché non lo lascio?perché semplicemente non ci riesco è come se tutto ormai facesse parte di me anche la sua scarsa empatia(io sono una persona molto empatica e sensibile).
Non riesco a trovare una soluzione e sono sola...ho provato a intraprendere un percorso proprio nel periodo in cui ho iniziato a subire questi abusi dalla persona che invece avrebbe dovuto amarmi e anche rispettarmi per empatizzare con i miei tempi.. ma quel percorso si è rivelato essere per me un danno ancor più grave in quanto mi ha portato a credere di essere in errore poiché mi è stato detto testualmente che io sono donna e lui è un uomo e gli uomini vanno accontentati e hanno un desiderio sessuale differente.
Era una psicologa donna.
Queste parole sono state per me motivo per andare avanti ma mi sono resa conto che ora non so più chi sono e ho smarrito la me stessa di prima in cui non avevo sicuramente nulla ma ero più felice e non ero costretta soprattutto.
Sono sempre più sola e il sol pensiero di cambiare persona o provare un desiderio sessuale verso qualcun altro mi genera ansia poiché per me è motivo di sofferenza essere costretti a fare qualcosa che non mi va di fare.
Ho sofferto e soffro spesso anche di depersonalizzazione in seguito a questi ripetuti eventi e cerco di superarli da sola.
Cerco un consiglio o un aiuto dal momento che questa esperienza mi ha portato a sperimentare delle sensazioni  corporee ed emotive molto brutte e in parte ho cercato anche di autoconvincermi che non fosse cosi ma che fosse semplicemente un rapporto tra fidanzati, ma sono consapevole che questo meccanismo sia stato ancora più dannoso poiché io ho agito per non temere il suo giudizio, per non essere giudicata anche all'interno delle amicizie(siamo una piccola comunità di paese), ma ho offeso me stessa o almeno quella che ero prima di questo anno e mezzo. Si sono manifestati nel corso del tempo anche altri sintomi se così possono essere chiamati...
Non riesco più quasi a toccarmi mi fa tutto molto schifo oppure preferisco dei video porno, è come se avessi perso il contatto con me stessa e preferissi restare fuori da una relazione ma accontentarmi di Internet e di un surrogato.
Non credo di riuscire a risolvere questo problema poiché ho letto su siti affidabili che la prima relazione che spetimantiamo nella nostra vita ci segna in modo indissolubile come vivere una relazione e la sessualità, una sorta di imprintig che resta in memoria.
Aggiungo che lui si comporta anche con invidia e cattiveria a volte con me. ..è invidioso per esempio della mia famiglia, lui non ha mai avuto un padre e ora si occupa della nonna e della mamma come un badante a tutti gli effetti...mi dice spesso che vorrebbe vedere me al suo posto...da quello che ho potuto notare sua madre lo sfrutta e lo ha reso un servo nel vero senso della parola senza esagerare...è come se lui fosse invidioso di tante cose che io ho e ho avuto e che lui non ha avuto ed inoltre è una persona che non piange mai e a me sembra molto freddo distaccato e asettico senza emozioni...a lui interessa molto il cibo e il sesso (sfruttando me ).
Mi  e vi chiedo cosa posso fare per me per poter stare meglio ,dovrei dirglielo come mi sento o finirei per avere un effetto contrario e controproducente nei miei confronti?.
Credo che non sia una colpa ma la sua infanzia e la sua vita lo ha reso quasi immune a tutto.
Grazie per la vostra attenzione.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 23/04/2020 - 17:10

Roma - Tiburtina
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Buonasera Ida,
leggendo il suo messaggio, mi ha da subito colpito la presenza di una dinamica conflittuale nei confronti della categoria degli psicoterapeuti, che ritengo sia primaria rispetto all'analisi ed eventuale soluzione della domanda che ha esposto qui.
Mi spiego meglio: poichè lei avverte un "grande disappunto verso la psicologia e la psicoterapia" del tutto comprensibile e generatosi nel contesto di percorsi terapeutici per lei fallimentari, come mai ora chiede supporto o consiglio su cosa fare ad un sito a cui hanno accesso solo psicologi/psicoterapeuti?
Qualora lei ricevesse da me o dai miei colleghi consigli e/o indicazioni su cosa sia meglio fare, credo che la sensazione di "disappunto", quindi sfiducia, nei confronti degli psicologi le impedirebbe di attenersi alle eventuali indicazioni, e quindi di trarre qualsiasi tipo di giovamento da essi.
Perciò, il consiglio che mi sento di darle è questo: concedersi un tempo per riflettere su tali questioni e valutare la possibilità di ricercare uno psicoterapeuta che le ispiri fiducia e con il quale senta di poter affrontare il suo " grande disappunto".
Risolto quello, avrà compiuto la parte essenziale e basilare per la riuscita di qualunque tipo di psicoterapia, ossia riuscire a fidarsi del terapeuta.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma).