Sono molto confusa
In questo periodo sono molto confusa. Ho frequentato per quasi un anno un uomo molto più grande di me - la relazione era a metà tra una bellissima amicizia e qualcos'altro. Dopo quattro mesi di frequentazione tranquilla e lenta, mi ha confessato di avere una relazione alla deriva. A distanza. Ne abbiamo parlato, sembrava intenzionato a lasciare la sua ragazza e ho aspettato per vedere che succedeva. Dopo un mesetto di attesa, dubbi e repressione delle mie paranoie ho dato di matto: lui non mi parlava della sua relazione o ex relazione e io, per paura, non chiedevo. Nonostante le cose di fatto tra noi andassero bene sono stata investita da un terrore di perderlo incontrollabile. Improvvisamente mi sono trovata in preda a un'ansia costante. Pensavo costantemente a cosa il mio 'amico' stesse facendo in quel momento, a con chi fosse. A volte scoppiavo in lacrime senza ragione. Non avevo più idea di che tipo di situazione sentimentale avesse, ossia se avesse lasciato la ragazza oppure no. Specifico che eravamo legati da un'amicizia molto profonda e non ho mai voluto tagliare i ponti. Periodicamente io chiedevo al mio amico di definire la nostra relazione. Più lo facevo, più la porta per il dialogo era chiusa: mi minacciava di allontanarsi dal gruppo di amici dicendo che sarebbe stata colpa mia, le nostre discussioni consistevano nei suoi scoppi di rabbia e in miei conseguenti pianti disperati, tutte le discussioni - tutte - finivano con una predica su quanto i miei difetti sono insopportabili e su quanto io sono il problema perché sono insicura e schiacciata dai sensi di colpa e rovino sempre tutto (ovviamente queste prediche non facevano altro che farmi sentire schiacciata da questi presunti difetti) ; io avevo smesso di contrastarlo del tutto perche vivevo con l angoscia che qualsiasi cosa potessi dirgli lo avrebbe allontanato. In effetti mi sento in costante ansia con questa persona. Nell'ultimo periodo questa ansia mi ha portata a abusare di alcool e a sentirmi depressa. I miei amici si sono fatti l'idea che sono una persona disturbata: un amico in comune, che inizialmente si era dimostrato comprensivo sulla pesantezza di questa storia, mi ha confessato che mi vede come una persona egoista ridondante e morbosa. In effetti in momenti di ansia tendo a scrivere molto, molti messaggi, e la mia ansia é percepita da tutti. Insomma, tutti capiscono che sto fuori quando sto fuori. Mi sono autoconvinta di avere un disagio psichico, magari un disturbo borderline. Ma la mia percezione di me é molto confusa adesso: negli ultimi mesi ho sentito innumerevoli volte la gente parlare di quanto io sono "sbagliata", non so nemmeno più distinguere quello che penso io da quello che pensano gli altri; magari sono stata manipolata. O magari ho manipolato io, il mio "amico" mi diceva che sono una manipolatrice. I borderline sono manipolatori, no? Questa storia mi ha portata sull'orlo della pazzia.