Marina domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 05/03/2018

Bari

Se fosse tardi?

Quando avevo 12 anni è nata mia sorella, affetta da atrofia muscolare spinale.. è morta un anno dopo, avendo sofferto molto. Mi sono rimasti dei traumi legati alle svariate volte in cui è stata colta da crisi respiratorie a cui mia madre cercava di far fronte anche con il mio aiuto tramite l'utilizzo di aspiratori, ossigeno...
Dopo la sua morte, ciascun membro della mia famiglia ha cercato di rimettersi in piedi, da solo. Per i miei genitori è stata la seconda figlia a subire questo destino. Ho odiato mia madre per non essere stata amorevole come le altre madri. Mio padre, per essere stato totalmente assente. A 19 anni ero una ragazza "normale" in lotta con i suoi genitori, sicura di se, estroversa, promettente. Mi sono iscritta a ingegneria. Poi sono caduta nel baratro. Mi è tornato alla mente un episodio che mi vedeva piccola, nella vasca da bagno, mentre mia madre mi faceva il bagno con una tale veemenza da farmi strillare. Le avevo appena raccontato di essere stata presa da un uomo nel pomeriggio. Non so cosa sia successo. A lei ho mimato quanto fosse accaduto e ha dedotto che lui si sia masturbato addosso a me. Quel che ricordo è che quando da bambina giocavo, le mie bambole-figlie erano rapite, sfiorate sul seno e in generale succubi di una figura potente. A 19 anni ho chiesto a mia madre se fosse realmente accaduto. Mi ha risposto positivamente. Le ho chiesto aiuto per affrontare la difficoltà che stavo vivendo, me lo ha negato, vittima di un pensiero comune che vede queste storie come tabù. In un primo momento ho cercato di chiedere ancora aiuto in famiglia, ma sono stata invitata a smettere di pensarci poiché "era irrisorio quanto mi fosse accaduto, rispetto a quello che hanno subito altre vittime di violenza ". Oggi ho 29 anni, credo di aver avuto una depressione-attacchi di panico, pensieri suicidi, sensi di colpa, disprezzo di me stessa- e di averla superata da sola. Sto riprovando seriamente a studiare con buoni risultati. Vivo male il confronto con persone più piccole di me, ho vergogna, sono un insicura patologica e costantemente ansiosa. I miei genitori oggi mi sostengono economicamente e affettivamente, il secondo lutto li aveva devastati. Io temo sia tardi per me, per la mia cariera. Scusate il lungo post. Ho bisogno di un vostro parere.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 06/03/2018 - 08:33

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buongiorno Marina,
Il suo racconto è molto intenso e denso di eventi significativi. Mi fa piacere sapere che sia riuscita a trovare uno spazio di accoglienza in questo post.
Da ciò deduco che ha diverse risorse per poter affrontare e rielaborare quanto le è successo.
Quando sarà pronta potrà richiedere aiuto ad un professionista che l'accompagnera' in questo percorso che le consentirà di acquisire una nuova prospettiva su di sé e sugli eventi accaduti.
Le auguro una buona vita.
Cordialmente
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Natalia Monti Inserita il 06/03/2018 - 10:50

Bologna
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Buongiorno Marina,
nel suo racconto emergono diversi eventi traumatici vissuti da lei e dalla sua famiglia. Parla di due lutti, se ho compreso bene la sua nascita è avvenuta proprio nel mezzo di queste due perdite, portandosi probabilmente dietro i fantasmi della prima e poi della seconda, che ha "devastato" i suoi genitori. Sembra che il modo utilizzato dai suoi familiari per cercare di sopravvivere a tutto questo dolore sia stato il "rimettersi in piedi, da soli" e nel farlo non sembra esserci stato uno spazio di ascolto e condivisione anche per l'elaborazione dei suoi vissuti traumatici, minimizzati, e per i suoi bisogni.
Nel suo post si focalizza sullo studio e sulla carriera ma sembra che le sue esperienze passate la facciano soffrire tuttora in diversi ambiti della sua vita. La vergogna che prova nel confronto con gli altri, il suo sentirsi"un'insicura patologica e costantemente ansiosa" sono vissuti che meritano di essere ascoltati ed elaborati in un percorso di psicoterapia.

Cordialmente,
Dott.ssa Natalia Monti
Psicologa Psicoterapeuta
Bologna

Dott.ssa Patrizia Niddomi Inserita il 05/03/2018 - 21:54

Carissima Marina
Trovo la tua storia molto toccante. Sicuramente sei una donna forte. Ma nessuna persona è tanto forte da sostenere da sola tutto ciò che hai vissuto e uscirne indenne. E lo dico per esperienza.
Non nego il grande sostegno che tu oggi hai in famiglia (sia economico che affettivo) ma ti invito caldamente a rivolgerti ad un professionista Psicoterapeuta per scoprire che sicuramente, per te, non è troppo tardi...
Un caro e sincero saluto
Patrizia Niddomi
Psicologa Psicoterapeuta
Firenze