Breath.S domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 24/10/2013

Roma

Cosa non va in me?

È cominciato tutto poco più di un anno fa, quando mi diagnosticarono un'embolia polmonare e, essendo estate, preferivo rimanermene in casa. Da allora esco sempre di meno e tendo ad evitare le persone. Essere guardata e, forse, giudicata non mi fa sentire a mio agio. Sono in ansia quando devo uscire, ma succede spesso anche in casa...persino ora, mentre scrivo, sono agitata e il mio battito cardiaco è accelerato.
Ho paura delle persone... ho sempre il sospetto che vogliano ingannarmi e/o farmi del male.
In quest'ultimo periodo ho pianto spesso, molto spesso senza motivo.
La mia domanda è: c'è qualcosa in me che non va? Devo rivolgermi seriamente a qualcuno, o aspettare che passi?
Grazie per la vostra attenzione,
Cordiali saluti.

  10 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Giuseppe Del Signore Inserita il 03/11/2013 - 15:25

Viterbo
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Gentile Utente,
probabilmente le sue fragilità, le sue insicurezze e difficoltà relazionali erano presenti anche prima della diagnosi medica, quest'ultima probabilmente non ha fatto altro che focalizzare la sua attenzione su l'evento specifico, ossia un modo come un'altro per contenere il suo stato ansioso. Per dare un senso a questa esperienza e cercare di comprendere meglio i suoi stati affettivi, potrebbe essere utile rivolgersi di persona ad uno psicologo, il quale dopo una valutazione potrà rispondere a molte delle sue domande.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

Dott.ssa Silvia Rotondi Inserita il 25/10/2013 - 18:49

Cara ragazza, immagino che avere una diagnosi simile l' abbia davvero spaventata, non e' certo piacevole scoprire che il nostro stesso corpo puo' ferirci, e in modi che non possiamo controllare. Oltre la paura di poter morire. Chi le e' stato vicino in questo periodo e come ha reagito la sua famiglia alla diagnosi ?

Un anno non e' certo poco se vissuto nel malessere. Mi chiedi ora come sta dal punto di vista medico e se ha fatto altri accertamenti ?
Rispetto la domanda se c' e' qualcosa in lei che non va, e se e' il caso di rivolgersi a qualcuno, posso solo dirle che nessuno meglio di lei può sentire il suo reale bisogno e darsi quindi la risposta piu' sincera possibile.
Resto in ascolto.
Dott.ssa Silvia rotondi

Dott.ssa Margherita Scorpiniti Inserita il 19/12/2013 - 16:19

Cara Breath, ho visto solo ora il tuo messaggio. Dopo che hai avuto la notizia del tuo problema di salute, hai iniziato a stare più tempo a casa anzichè uscire e goderti la tua estate.Prima hai iniziato ad evitare di uscire, poi ad evitare le persone.....Non credo che sia stata solo l'embolia a farti ritirare in casa, probabilmente dentro di te stai soffrendo già da un pò per qualche altro motivo...Ti consiglio, per fare chiarezza in te stessa, e fissare degli obiettivi di uscita dal tuo problema, di rivolgerti vivamente ad un esperto. C'è l'imbarazzo della scelta..basta solo che tu ti senta pronta ad affrontare la difficoltà che non ti fa stare bene.Un caro saluto.

Dott.ssa Serena Fuart Inserita il 23/12/2013 - 20:02

Dalle Sue parole emerge un forte disagio. A volte nella vita capitano dei malesseri che stanno a indicare che il nostro modo di vivere non è più funzionale al nostro benessere e alcuni aspetti della nostra vita vanno ripensati. In Lei non c’è niente di sbagliato ma anzi il suo malessere Le sta parlando indicandole di ripensare la Sua vita, di ritrovare i Suoi punti di forza e di ripensare altri aspetti che, se fino ad un certo punto tacevano, ora si fanno sentire. Serena Fuart

Dott. Antonio D'urso Inserita il 19/12/2013 - 12:04

Salve sign-ra, da come mi ha descritto la situazione penso che lei abbia bisogno di un aiuto psicologico in quanto non uscendo di casa ed evitando le persone non riesce ad avere una vita normale come dovrebbe esserlo per ognuno. Faccia un pò di terapia vedrà che le cose le vedrà in una maniera migliore e la sua vita ne beneficierà. Distinti Saluti Dr Antonio D'urso - Salerno

Dott. Giovanni Papa Inserita il 29/11/2013 - 17:07

Buonasera Breath. S.,
a me sembra che la soluzione messa in atto un anno fa a seguito della malattia che le hanno diagnosticato, ossia quella di starsene in casa, che al momento le era funzionale sia diventata col tempo il problema stesso. Una strategia inizialmente utile che col tempo diventa il problema stesso.
Si rivolga ad uno psicoterapeuta e provi a modificare questa strategia, ormai improduttiva.
in bocca al lupo.

Dott.ssa Cinzia Marzero Inserita il 25/10/2013 - 10:22

Cara ragazza, il tuo problema fisico ha portato a galla delle tue fragilità che sono sfociate in un calo del tono dell'umore e in un disturbo d'ansia al punto tale che arrivi a chiederti se c'è qualcosa di sbagliato in te. Non c'è nulla se non che hai bisogno di un supporto che ti aiuti a riacquistare sicurezza in te stessa e ad affrontare il malessere di cui sei vittima.

Dott. Fernando Bellizzi Inserita il 25/10/2013 - 08:10

Gentile Breath,

aspettare che passi cosa?
La domanda è una provocazione legata al fatto che chiede se ci sia qualcosa che non va, e quindi, se non sa cosa non va, come fa a sapere quando è passato?
E se aspettare peggiorasse le cose?

La risposta è si, anche perchè quel che ha già fatto da sola è il risultato a cui è giunta oggi, o mi sbaglio?

Dott.ssa Emanuela Carosso Inserita il 25/10/2013 - 00:03

Cara Breath,
i disagi che manifesti ed esprimi sono sintomi che meritano un'attenta valutazione clinica, poichè è evidente da quanto dici che ti causano impedimenti significativi nella vita di tutti i giorni, a maggior ragione considerando la tua giovane età.
Non si tratta di "qualcosa che non va in te", ma di un equilibrio disfunzionale, ossia di un modo di vivere che in qualche modo ti tranquillizza, anche se solo fino ad un certo punto, ma che ti pone una serie di vincoli che ti impediscono di goderti pienamente la vita.
Passerà da solo questo momento? Non c'è una risposta certa a questo quesito, ma se tu avessi la forza di chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta, anche tramite la ASL, penso che troveresti un valido sostegno e nuovi stimoli e indirizzi per cercare soluzioni alternative ai tuoi sintomi, per gestire la tua ansia, dapprima, e per risolverla, poi.
Nel salutarti ti faccio i migliori auguri.

dr. E. Carosso.

Dott.ssa Silvia Polizzi Andreeff Inserita il 24/10/2013 - 22:19

Gentile utente, scrive "c'è qualcosa in me che non va?"
Mi viene da risponderle...se c'è qualcosa che non va è il fatto che non sia felice. E' un peccato che esca meno e che si senta giudicata...giudicata per cosa? Non dipende da lei ciò che le hanno diagnosticato... Forse il pianto l'aiuta a esprimere il dolore o la paura che sente, o altre emozioni che prova. Non c'è qualcosa che deve fare, c'è quello che sente meglio per lei. Se sente che il suo malessere è in questo momento troppo grande da gestire, o vuole stare meglio di come sta ora ma non ce la fa da sola, si faccia aiutare. Chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza. In bocca al lupo.