Oh Signora, la capisco bene! Chi è che la blocca, che la tiene distante da se stessa? Chi è che non la fa essere come era una volta? Si è fermato qualcosa dentro di lei. Secondo me c’è una bambina interna, un’ “Anna piccolina” che esiste da sempre, un’Anna che piange e che è triste, che si dispera, che ha paura, che adesso è venuta fuori allo scoperto, e la blocca, e non le lascia più vivere la sua vita in maniera serena e tranquilla. Forse i suoi figli stanno crescendo, non sono più piccolini, le fanno un po' meno compagnia, magari sono più ribelli, più autonomi, più preadolescenti o adolescenti, e allora questa bambina piccola si sente sola, abituata come era ad essere coccolata anche da loro, e forse ad avere più attenzioni anche da suo marito, e si trascura, e si consola con il cibo, si “riempie” con il cibo, ma è lontana da se stessa, dalla vera Anna, quella grande, quella più autentica, quella adulta. Ecco perché ha difficoltà in tutto e si sente insicura, perché c’è qualcosa dentro di lei che la inquieta, che la trascina sempre più sotto nel baratro, e così lei non riesce più ad amarsi, ad amare la vita, e se non si riesce ad amare perché si è persa di vista, anche il rapporto con suo marito vacilla.
Quali sono le soluzioni? Insomma, lei è giovane, ha 34 anni, non può più aspettare, deve riprendere in mano la sua vita, assolutamente, deve tornare a volersi bene, per poter così volere bene anche agli altri!
Secondo me la strada migliore è iniziare a prendere in mano questa bambina che la frena e farla crescere, bisogna capire chi è, cosa vuole, quali sono i suoi desideri e le sue aspettative, bisogna vedere quanto si sente sola, che tipo di ansia e angoscia ha, che tipo di tristezza ha, che benefici ha a mangiare così tanto, a trascurare l’Anna grande, a farla sentire “uno straccio”, poco amata, bisogna vedere se è bene separata dai suoi genitori, quanto è autonoma ed indipendente … insomma bisogna farla crescere, bisogna farla diventare adulta, in modo tale che così lei possa riprendere il suo cammino in santa pace, senza questa zavorra sempre che la perseguita, che la butta sotto l’acqua, che la fa stare triste e distante da se stessa.
Su coraggio, sono convinto che ce la può fare, il primo passo l’ha fatto, quello di prendere coscienza che è necessario un cambiamento, una crescita, che così le cose non possono andare avanti.
Se vuole mi può contattare e l’altro passettino lo facciamo insieme, se non riesce a farlo da sola! Non disperi della vita. C’è sempre un passettino che si fa per uscire dal tunnel, per ritrovare se stessi.
Io sono qui.
Dott. Andrea Maria Gambardella